è stata battezzata 'Mondo contadino” la prima Fiera del mondo rurale e si terrà dal 23 al 25 settembre a Roncone (Tn). è l'ultima iniziativa del Consorzio della valle del Chiese, incastonata tra le Dolomiti di Brenta, i gruppi dell'Adamello-Presanella e il lago di Garda, per rilanciare il turismo locale scegliendo la formula dell'autenticità.

Il territorio è con altri due territori trentini - la Valle dei Mòcheni e l'area del Tesino e Vanoi - tra i protagonisti del progetto europeo di sviluppo sostenibile 'Listen to the voice of villages” avviato nel 2009, con il sostegno della Provincia autonoma e dell'Università degli Studi di Trento per rivalutare in chiave propositiva le potenzialità di una zona che ha saputo mantenere nel tempo tradizioni e cultura.

I tre giorni di 'Mondo contadino” saranno dedicati all'agricoltura, all'ambiente, ai prodotti tipici ma anche all'oggettistica artigianale e ai casalinghi, con tanti eventi e momenti di incontro tra la gente, gli agricoltori, gli allevatori e gli artigiani per far conoscere e apprezzare ai visitatori gli usi e costumi locali, assaporare i piatti tipici della tradizione enogastronomica trentina, come la polenta, detta anche 'l'oro di Storo”, e direttamente dagli alpeggi uno dei più antichi formaggi di montagna, la Spressa di Roncone.

Tra le altre tipicità, i tanti mieli e i pesci d'acqua dolce, come il salmerino e la trota, che in questo angolo del Trentino ricco di acque fresche ed ossigenate trovano il loro ambiente ideale. L'offerta di questa prima edizione della fiera d'autunno è vasta e comprende iniziative che andranno anche al di là dei giorni della fiera.

L'autunno è una stagione speciale e affascinante per la montagna e il suo paesaggio che si colorano di tinte vivaci prima che la natura vada in letargo. è la stagione dei funghi, delle castagne e dei frutti di bosco, che entrano in molti piatti tradizionali cucinati con la sapienza di un tempo e tra i dolci, dello strudel gustato nelle malghe e nei rifugi d'alta quota, raggiunti a piedi o in mountain bike, magari incrociando le mandrie che in senso inverso ritornano a valle. L'offerta turistica vuole essere l'espressione degli elementi distintivi che caratterizzano la zona . «Il punto di forza è la sinergia che siamo riusciti a creare sul territorio e questa offerta è stata pensata come un'opportunità per l'intera Valle, per valorizzarne l'essenza rurale», dice Massimo Valenti, presidente del Consorzio turistico.

è stato appena rilanciato il sentiero etnografico di Rio Caino, un percorso naturale tra i mestieri del passato e la cultura contadina, testimonianza del lavoro dell'uomo e del rapporto con il paesaggio: l'antica fucina del fabbro ferraio, le fornaci per la produzione della calce, il vecchio mulino, la tradizionale carbonaia, o 'poiat” come si dice da queste parti. Laboratori esperienziali sono rivolti a famiglie e bambini, ma anche alle scuole, per imparare le tecniche più tradizionali della lavorazione dei prodotti locali: la farina - dal mulino al caratteristico forno a legna - il latte, il burro, i formaggi – dalla mungitura di mucche e capre alla trasformazione in caseificio - poi il miele – dall'apiario e i suoi alveari alla smielatura - e le erbe officinali – dalla visita all'orto di Strega di Brigida alla classificazione di un piccolo erbario. Organizzati anche vari percorsi per conoscere la valle, tra cui quello della Memoria, che recupera il ricordo di avvenimenti e personaggi significativi e che passa tra i castelli e le Residenze Lodroniane, le fortificazioni austro-ungariche della Grande Guerra, il cimitero monumentale, le trincee sia italiane che austriache e il Museo della Grande Guerra. Poi ci sono le pievi e le Chiese, con i loro affreschi, le pale d'altare, le tele, le opere lignee e l'argenteria e infine i ritrovamente archeologici di 3.500 anni fa.

Per gli amanti della natura l'offerta è davvero grande per l'incredibile diversità concentrata in pochi chilometri: piante palustri, pini, querce, rovelle, ginestre e castagni, e più in alto aceri e maggiociondoli, abeti e larici, mughi e rododendri. Alla ricchezza botanica fa seguito quella faunistica: nelle zone palustri si trovano gli anatidi, a quote più elevate la pernice e la lepre bianca.

«Abbiamo scelto di puntare su questo tipo di offerta perché si tratta di un'opportunità di sviluppo complementare alle risorse che sono già presenti sul territorio, quella agricola in primis - dice Fabio Sacco, neo direttore del Consorzio Valle del Chiese - e il nostro obiettivo è creare sinergia tra gli elementi distintivi della valle e tradurli in una vera e propria esperienza di vacanza, in un'atmosfera semplice ed autentica».

Rispetto della tradizione, dunque, ma senza trascurare la tecnologia: presso la sede del Consorzio è attiva 24 ore su 24 una 'finestra touch screen”. Toccando lo schermo presenta i diversi scenari attraverso i quali è possibile approfondire la conoscenza delle realtà rurali locali: il sentiero Etnografico del Rio Caino, il museo contadino di Casa Marascalchi, il Museo dell'antica civiltà di Bondo, Castel Romano, la dimora dei Lodron, i signori della Valle, o scoprire i borghi e le produzioni. E naturalmente è disponibile la guida all'ospitalità completa di tutte le informazioni di servizio e il posizionamento sulla mappa interattiva delle strutture ricettive presenti in valle.

Il Trentino si è guadagnato sul campo la fama di regione ospitale e con un ottimo rapporto qualità prezzo delle sue varie offerte, e quella gastronomica, in questa stagione, è davvero allettante. Ultima iniziativa, dopo l'esperienza più che positiva dello scorso anno, "I rifugi del gusto in alta quota, oltre l'estate”. riproposta quest'anno in 41 località della Regione e prolungata fino al 2 ottobre. Saranno ancora apprezzatissimi dagli sportivi i piatti dello chef Rinaldo Dalsasso: Trota marinata all'aceto di mele,Canederli con erbe e Formaggio,Guanciale di maiale al Trento Doc con polenta, in abbinamento a un calice di Nosiola, Marzemino e Teroldego.