Il Lambrusco piace e continua a conquistare spazi anche all'estero, è uscito dalle allegre cantine e dagli abbinamenti con piadina ai salumi e ciccioli di maiale per sposare piatti di alta cucina, a opera di chef che non hanno avuto timore di accantonare pregiudizi.



Nelle sue alte espressioni, come il Grasparossa, è un vino allegro con una spuma vivace ed evanescente, color rosso rubino, violacea agli orli, con note floreali. è fortemente legato al suo territorio e alle tradizioni della sua gente, un vero genius loci se si pensa che fin dall'epoca romana il termine 'lambrusca” indicava la vite selvatica che nasceva spontaneamente nei boschi delle zone pedemontane dell'Emilia Romagna. è un vino, un tempo considerato dai palati sdegnosamente aristocratici poco più di un succo d'uva, che sta vivendo un vero e proprio Rinascimento su un numero crescente di mercati grazie all'impegno costante di molti produttori per migliorarne la qualità.

Tra le sue rituali celebrazioni quella della vendemmia di Castevetro (Mo) che vanta l'origine del vitigno e che ha battezzato il suo Lambrusco il nome Grasparossa per il colore vinoso del raspo. Tutto è pronto, in questo borgo medievale per l'evento "Grasparossa, qualità senza riserve", manifestazione si propone di far scoprire questa Doc e il suo territorio, ma anche le sue molte possibilità di abbinamento a tavola.  

La giornata, organizzata da comune di Castevetro e dal Consorzio Vita (Valorizzazione Integrata - Territorio - Turismo) rientra nelle tradizionali celebrazioni di settembre della Sagra dell'uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro di Modena.

Sarà il momento dell'orgoglio per i vari piccoli vitivinicoltori che espongono i loro prodotti nella piazza principale del borgo medievale. La festa porta anche il nome del 'Lambrusco dei piccoli, storie di uomini, territorio e uva”, ma in questo caso i bambini non c'entrano.

I protagonisti sono soltanto i piccoli produttori, di collina e con produzioni limitate, in un territorio di qualità basato sullo sviluppo economico produttivo sostenibile. Sono questi i principi su cui si basa il Grasparossa, Lambrusco 'per passione” che il 18 settembre sarà nuovamente incoronato tra i grandi della migliore produzione italiana. Proprio l'assenza di compromessi ha portato queste aziende a investire ogni energia nel prodotto e a Castelvetro (Mo), il pubblico potrà conoscere le 17/18 belle storie degli uomini che ci sono dietro.

E questo grazie a degustazioni, incontri, dibattiti, show cooking e alla presenza di personaggi dell'enogastronomia come Paolo Massobrio e Gabriele Ferron. Massobrio, giornalista e critico gastronomico da oltre vent'anni, è presidente dell'Associazione Club di Papillon, curatore della guida Il Golosario, firma del quotidiano la Stampa, direttore del periodico di sopravvivenza gastronomica Papillon e molto altro. Ferron, invece, ambasciatore del riso nel mondo, è chef e produttore con il fratello Maurizio del famoso  Vialone Nano Veronese a Isola della Scala. Ha girato e gira il mondo per fare conoscere questo straordinario prodotto ed è stato anche una star per un film girato dalla Bbc.

è stato anche cuoco ufficiale dell'Italia alle olimpiadi 2008 di Pechino e ai Campionati Mondiali di Atletica, solo per citare qualche esperienza. A Castelvetro diverrà protagonista del cooking show che inaugurerà un filone.

Ogni anno, infatti l'evento 'Grasparossa - Qualità senza riserve” ospiterà una regione e un prodotto. Per il 2011 è stato scelto il Veneto e del Riso Vialone Nano Veronese, piccola produzione di alta qualità, proprio come il Grasparossa. Con Gabriele Ferron il pubblico potrà scoprire il riso come non si è mai gustato e chissà, forse il suo atteso Risotto al lambrusco diventerà celebre come quello all'Amarone.  

L'incontro ravvicinato col Grasparossa non si limiterà alle degustazioni e ai dibattiti. I partecipanti potranno infatti prendere parte alle Passeggiate in pendenza nei vigneti e scoprire in prima persona la difficoltà e la fatica di coltivare la vite in collina, quando anche il piccolo lavoro diviene impegnativo perché svolto principalmente a mano.La giornata offrirà infine l'opportunità di conoscere Castelvetro: splendida e caratteristica cittadina medievale, Città del Vino dal 1994, Bandiera Arancione dal 2003 (marchio ambientale del Touring Club Italiano), Città d'arte e comune turistico dal 2005.

Ma il buon vino si sa, va sempre insieme al buon cibo e la gastronomia da queste parti è di tutto rispetto. Prodotti dell'agroalimentare rari, golosi e preziosi, potranno essere degustati nel centro storico negli stand allestiti da piccoli artigiani del gusto. Tra i collaboratori che garantiranno la riuscita dell'allegra festa, evento inserito nella Rassegna Wine Food Festival della Regione Emilia Romagna,i consorzi di tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena,del Prosciutto di Modena e del Parmigiano Reggiano e le Tradizioni e Sapori di Modena.

E infine la festa dell'uva e del vino sarà un'occasione per conoscere Piazza Roma sulla quale si affacciano la Torre delle Prigioni, il Palazzo Comunale e la Torre dell'Orologio che, a pianta quadrata, rappresenta quanto rimane delle fortificazioni del lato est. Sulla parete sud è posta una meridiana e, su tutti i lati, vi è un orologio dal quale la Torre prende il proprio nome.Famosa è la grande piazza panoramica costruita tra il 1934 e il 1935 a cui ulteriori lavori di sistemazione eseguiti negli anni '70 le hanno dato l'aspetto attuale, caratterizzato da una pavimentazione in cotto con al centro una scacchiera dove, ad anni alterni, viene disputato il gioco della Dama Vivente, momento centrale della manifestazione Il Cinquecento a Castelvetro.