In mostra 100 anni di Whirlpool. Come un frigorifero ha cambiato la vita
A Comerio (Va) fino a maggio 2012 una mostra firmata Whirlpool sul frigorifero. Un percorso storico, culturale e tecnologico per capire come un elettrodomestico ha cambiato la società e la vita delle donne. Il visitatore può ripercorrere la vicenda aziendale e le vite di alcuni dei suoi protagonisti
'I primi cent'anni di Whirlpool, sognare e osare”, è una mostra dedicata al frigorifero, a cura della Whirpool, allestita all'interno del Centro Operativo di Comerio (Va). Il primo frigo a uso domestico fu messo a punto nel 1913 in America ma da allora la tecnologia e la crescita economica hanno migliorato l'esistenza di tutti. Dietro un elettrodomestico ci sono tecnologia e design, ma anche storia e costume e nella sua evoluzione si riflettono i cambiamenti di un Paese. La mostra di Comerio propone un percorso inedito tra i frigoriferi storici fabbricati in Italia a partire dagli anni Cinquanta, quando la magica macchina del freddo, ammirata nel film americani piena zeppa di ogni ben di Dio, divenne accessibile a tutti.
Forse più di altri elettrodomestici il frigorifero - o frigidaire come era chic chiamarlo - ha migliorato la vita di molti, e in particolare quella delle donne. La svolta da noi è datata primi anni 50 quando la Ignis cominciò a produrre frigoriferi, quegli scatoloni magici che per conservare i cibi non volevano ghiaccio ma addirittura lo producevano. Non era più necessario fare la spesa tutti i giorni e specialmente in estate garantivano vino e bibite freschissime. Addio alla moscarola sul balcone e alle vecchie ghiacciaie di legno, chiuse da cerniere d'acciaio, oggi ricercatissimi pezzi di modernariato.
Il primo frigorifero fabbricato da Ignis è del 1951 e aveva una capienza di 45 litri che oggi fa sorridere, ma indicativa dei bisogni di conservazione degli alimenti all'epoca. Poi l'incremento nel decennio è rapido: quasi subito si raddoppia e, in pochi anni, nel 1956 si arriva ai 180 litri. Ma c'è un altro aspetto evidente che evolve nel breve giro di qualche anno: il disegno.
«Da un modello all'altro - dice la curatrice della mostra Giovanna Marini - cambia la forma del frigo, che negli anni Cinquanta è bombata. Poi le linee da curve diverranno rette e negli ultimi anni per le suggestioni del vintage torneranno curve». Cambia anche la maniglia, per motivi estetici ed ergonomici. Se nel modello più datato della mostra, 'Orsetto” del 1952, la maniglia è quella di una porta, con tanto di bottone, nei frigo successivi l'elemento si raffina diventando, nel 90 litri del 1954, una leva che termina con una conchiglia e addirittura, nel 1956, un pezzo di autentico design, come nell''Homelight” da 120 litri, disegnata dall'architetto Marco Zanuso (nella foto a destra).
Nei modelli successivi, la maniglia, orizzontale o verticale, si presentava come leva per l'apertura, mantenendo, sino al 1957, una particolarità interessante: la serratura. Erano altri tempi e il prezioso contenuto, il cibo, era tenuto in gran conto e come in cassaforte andava protetto anche in famiglia da prelievi ingiustificati. La mostra ricalca efficacemente, attraverso l'evoluzione del prodotto frigorifero e del suo uso (dal 1952 al 1968), un periodo molto particolare della storia moderna italiana, quello della crescita economica. Almeno due i fattori che concorsero a un'evoluzione tanto rapida di un articolo su cui aveva puntato con grande convinzione Giovanni Borghi, ossia Mister Ignis: la tecnologia, perché in pochissimi anni, per creare il freddo, si passò dai modelli ad assorbimento a quelli dotati di compressore, e la domanda, spinta da un benessere in crescita.
Qualche prezzo dei modelli? Nel 1954 un 65 litri costava 70mila lire in contanti (oppure 4mila lire al mese per 19 rate), un 160 litri 139mila lire (o 7mila 500 lire mensili per 20 rate). Innovativi i modelli della serie 'Sirio” (seconda metà anni Sessanta), nella foto a sinistra, che, per la prima volta, presentavano la doppia porta; in alto il congelatore, sotto il frigorifero. La serie presentava un'altra particolarità, i disegni (dei soggetti più disparati) applicati sullo sportello superiore. Ancora più dirompente la novità portata dal modello 'Side by side” che chiude la rassegna dei pezzi storici. Una curiosità: il largo modello del 1968 che accostava le due sezioni frigo e congelatore - tipo armadio a due ante - non ebbe fortuna in Italia e la produzione fu sospesa due anni dopo. Per l'Italia e, di riflesso, per la sua industria era già cominciata un'altra stagione. La crescita impetuosa culminata nel boom era ormai alle spalle. Questa è anche la mostra del 'come eravamo”.
«I visitatori della mostra riconoscono alcuni dei modelli esposti, li ricordano per averli visti nelle cucine dei padri e dei nonni - dice ancora Marini- confermando in questo modo l'intuizione che ha spinto Whirlpool a organizzare una mostra per i cent'anni della corporation: l'elettrodomestico è un prodotto industriale entrato ormai di diritto nella memoria collettiva».
Il visitatore può ripercorrere la vicenda aziendale e le vite di alcuni dei suoi protagonisti attraverso documenti, prodotti d'epoca (oltre ai frigoriferi, lavatrici e cucine), foto e filmati. Sono esposte anche altre testimonianze del patrimonio aziendale: la divisa sportiva della stagione 1969 -1970 del cestita Paolo Vittori, quelle delle squadre di ciclismo e canottaggio; la divisa e la giacca di un operaio del reparto Attrezzeria - Stampi, oltre a ritagli di giornali e video del Carosello targati Ignis.
La mostra, aperta sino a maggio 2012, è visitabile da singoli, gruppi o scuole su appuntamento dal lunedì al venerdì (ore 9.00 -17.00) scrivendo all'indirizzo iprimicentanni@whirlpool.com. In ottobre la mostra sarà ospite per tre settimane a Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese.


