Sarà Stresa (Vb) a ospitare dal 28 al 30 ottobre 'Nebbiolo Grapes”, la quarta convention internazionale dedicata al nobile vitigno a bacca nera originario delle vallate alpine del Piemonte e della Valtellina. L'evento biennale, nato nel 2004 per iniziativa del Consorzio tutela Vini di Valtellina e dell'allora suo presidente Casimiro Maule, continua a rappresentare un'opportunità di conoscenza e promozione di vini frutto del Nebbiolo, antico vitigno di grande personalità, allevato in quattro continenti ma che ha la sua massima diffusione in Italia e in particolare in Piemonte e Lombardia.In piccola parte (poco più dell'1%) è presente in Valle d'Aosta e nel nord della Sardegna.

Dei 5.325 ettari coltivati a Nebbiolo nel mondo, 4.698 ettari sono in Italia: di questi in Piemonte si trova circa il 70% della superficie mondiale. Segue la Valtellina - dove il vitigno è chiamato Chiavennasca - con il 17%. Il restante 12% è coltivato in 10 Paesi, ma quali quelli europei hanno un ruolo marginale. Rivestono un certo interesse le superfici coltivate in Argentina, negli Stati Uniti, dove il Nebbiolo è presente in ben otto Stati, in Messico e in Australia.

Una sessione di approfondimento tecnico scientifico affronterà a Stresa i temi dell'origine genetica del vitigno, della sua variabilità intra-varietale, delle peculiarità agronomiche dei terroirs e delle differenti tecniche di produzione, trasformazione e affinamento adottate dalle cantine. Non mancherà una sessione dedicata ai temi del marketing e alla comunicazione.

Questo 'Nebbiolo Grapes”, dopo due edizioni a Sondrio ed una ad Alba, arriva in Alto Piemonte grazie al coinvolgimento delle Camere di Commercio di Novara, Vercelli, Verbano-Cusio-Ossola, Biella e Torino con la collaborazione di Unioncamere Piemonte e del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. Un importante supporto arriva anche dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Banca Popolare di Novara a completare uno schieramento di forze che promette un'edizione in grande stile.

I banchi d'assaggio, all'Hotel des Iles Borromées e al Regina Palace Hotel, saranno di grande interesse per la possibilità di degustare vini tra loro assai diversi, pur provenienti dalla stessa uva ma coltivata in contesti del tutto dissimili. Saranno tre giorni intensi di giorni di dibattiti, confronti, incontri e degustazioni tra tecnici, studiosi, viticoltori e amanti del buon vino provenienti da tutto il mondo nonché un importante momento di comunicazione e di crescita, per fare il punto sulla situazione nazionale e internazionale e prospettare il futuro dei grandi vini che nascono dal Nebbiolo.

Il Consorzio per la tutela dei Vini di Valtellina, fondato nel 1976, rappresenta dal 1997 tutte le case ed aziende vinicole della Provincia di Sondrio ed è ad oggi l'unico in Italia che possa fregiarsi di ben due Docg coincidenti per territorio e vitigno: lo Sforzato di Valtellina e Valtellina Superiore con le sottozone Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.

Lo 'Sfursat”, massima espressione del Nebbiolo, è un vino di grande personalità, capace di trasmettere forti emozioni, frutto di un'accurata selezione delle migliori uve lasciate poi appassire per tre mesi su graticci all'interno dei fruttai. A questi vini si aggiungono il Rosso di Valtellina Doc e l'Igt Terrazze Retiche di Sondrio.



Le finalità del consorzio, guidato ora da Mamete Prevostini, comprendono anche aspetti strettamente legati al territorio, come dimostra l' istituzione della Fondazione Provinea per la salvaguardia dei caratteristici terrazzamenti del versante retico. In Piemonte, dove si concentra la massima produzione mondiale, il Nebbiolo dà vita agli aristocratici Barolo e Barbaresco, al Nebbiolo d'Alba e al Roero, mentre nel nord della regione (Torino, Biella,Vercelli e Novara) all'Albugnano, al Gattinara, al Carema, al Boca, al Bramaterra, al Fara, al Sizzano, al Ghemme e alla Lissona. Al di là dei confini nazionali la più importante espressione di questo vitigno è in California che non è escluso che in futuro possa ospitare una delle prossime edizioni della convention. Intanto gli organizzatori preparano l'appuntamento di Stresa, certi del successo di una manifestazione che all'ultima edizione di Bormio, nel maggio 2009, ha riunito oltre 70 produzioni internazionali ed ha visto la presenza di 3mila 'nebbiolisti”.

A dare il nome al vitigno sarebbe la caratteristica pruina che ricopre gli acini, che può sembrare una specie di nebbia, mentre altri pensano alla tardiva maturazione dell'uva che spesso rinvia la vendemmia alle nebbie autunnali. Secondo una più recente versione, invece, il nome nebbiolo deriverebbe da nobile. In ogni caso gli resta comunque la corona di «regina delle uve nere» che Giovanni Battista Croce gli assegnò all'inizio dei Seicento.