Più vicina all'Africa che all'Europa Pantelleria, l'isola del sole e del vento, è famosa per lo straordinario Moscato. Il suo paesaggio rurale è unico in tutto il Mediterraneo, con le piccolissime vigne ad alberello di Zibibbo -detto anche Moscato di Alessandria- nelle conche delimitate da muretti a secco a protezione dal vento.

In questa terra di origine vulcanica, arida e scura, un tempo si coltivavano anche cotone,orzo, olivo e capperi, liberando ogni possibile piccolissima area da sassi e pietre laviche. Oggi è lo Zibibbo la coltura principale ma il lavoro di generazioni ha ridisegnato il paesaggio originale. «Hanno trasformato le montagne in pianure», scriveva con meraviglia un confinato napoletano relegato a vivere nell'isola alla metà del Settecento. Questo straordinario insieme di terrazzamenti, muretti in pietra a secco, giardini panteschi e dammusi  è il tema della mostra fotografica "Emozioni di un paesaggio" curata da Gabriella Giuntoli e da Giuseppe Barbera.

Tra le vigne di Donnafugata sono esposti 40 scatti dell'architetto milanese Renato Bazzoni, illustre difensore del patrimonio artistico e naturalistico italiano, tra i fondatori del Fai – Fondo ambiente italiano-  insieme a Giulia Maria Mozzoni Crespi. Le fotografie sono state scelte tra le molte scattate dall'architetto tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 durante i suoi sopralluoghi sull'isola, di cui è riuscito abilmente a catturare non solo l'integrità dei paesaggi ma anche la bellezza delle architetture rurali capaci di rendere indimenticabile il viaggio dei visitatori di oggi e di ieri.

Immagini di un passato relativamente recente, ma che a confronto con la realtà odierna del luogo aiutano i visitatori a riflettere sui rischi derivanti dal processo di abbandono dell'agricoltura, che a Pantelleria ha visto ridurre a un decimo, rispetto a cinquant'anni fa, l'estensione dei terreni coltivati. Donnafugata è stata tra i primi, nel 1989, ad investire nell'isola abbracciando quella che viene definita viticoltura eroica per le tante difficoltà dovute al terreno, alla mancanza di acqua dolce e ai problemi di trasporto per mancanza di strade agevoli.

è stato calcolato che un ettaro di vigneto in queste condizioni estreme richiede otto volte le ore di lavoro che basterebbero in una condizione normale. La resa è di appena 40-50 quintali -sempre ad ettaro- perchè ogni vite non arriva a produrre neppure due kg di uva. Da tempo impegnata nella tutela dell'ambiente, nelle produzioni di qualità e nello sviluppo eco-compatibile, l'azienda della famiglia Rallo collabora con il Fai ed ha donato alla Fondazione un antico giardino pantesco a Khamma. Si tratta di uno straordinario esempio di architettura agricola in un contesto particolare, una costruzione rotonda di pietre laviche appoggiate l'una sull'altra senza malta con al centro un albero secolare di arance, di qualità Portogallo, in questo modo protetto dal vento.

Proprio in questa parte dell'isola le foto di Renato Bazzoni sono collocate en plein-air, con un gioco visivo quasi di specchi che va molto oltre le suggestioni dell'arte ambientale. Donnafugata conduce a Pantelleria 18 ettari di vigneto di solo Zibibbo, frammentati in 11 diverse contrade, e produce piccoli numeri di grandi vini come il premiatissimo passito Doc Ben Ryè, il Kabir, bianco naturale dolce Dop e il Lighea, bianco Sicilia Igp. La cantina, costruita nel 2003 con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni culturali, ha un impatto assolutamente rispettoso del paesaggio.

Un'uva particolarmente pregiata nasce nel vigneto abbandonato di Khamma riportato in produzione. è un reperto storico, perchè le viti sono ancora franche di piede, cioè non innestate sulla vite americana e quindi precedenti alla micidiale fillossera che anniento più di un secolo fa i vigneti dell'intera Europa. La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile fino al 30 settembre.