Nella giornata del solstizio d'estate, il 21 giugno, la catena di gelaterie in franchising RivaReno, in tutti i nove punti vendita diffusi in Italia, organizzerà una vera e propria festa del gelato artigianale con originali iniziative, tra cui l'omaggio di un litro di buon latte di montagna della Valle Stura, nel Cuneese, lo stesso alla base dei loro gelati.

Per averlo basterà acquistare una vaschetta di gelato di almeno 500 grammi. è un'iniziativa promozionale per far conoscere meglio il marchio che puntando sulla qualità assoluta degli ingredienti identifica il gelato d'autore artigianale da Torino a Milano, da Ferrara a Milano Marittima, da Firenze a Roma.



Dietro il successo arrivato in pochissimi anni sono un ex manager della Ducati, Nicola Greco, e la moglie Lynn Ya Ping, giornalista della Bbc, uniti anche da una forte passione per il gelato. L'incontro con un affermato gelataio bolognese, Leonardo Ragazzi, ha poi prodotto un progetto di vita e di lavoro basato su rigorosi principi.

Prima regola, la selezione delle migliori materie prime - a cominciare dal latte dei pascoli alpini- e il loro sapiente dosaggio, e poi la formazione del personale di preparazione e di vendita, in grado di rispettare su tutto il territorio gli standard RivaReno. Per fare un buon gelato vellutato, cremoso e dal sapore intenso non servono grassi idrogenati, antiossidanti o coloranti artificiali. I segreti che Nicola Greco volentieri rivela sono la qualità senza compromessi degli ingredienti e la freschezza del prodotto.

Ogni gusto di gelato viene infatti prodotto in piccole quantità e solo quando è esaurita viene rifatto, anche più volte al giorno, e posto nei tradizionale pozzetti di acciaio inossidabile al riparo da ossidazioni. Fondamentale la temperatura a cui viene servito il gelato, nei coni e nelle coppe, che non supera i nove gradi. Il troppo freddo infatti anestetizza il gusto frenando le potenzialità gustative. Rispetto alla gelateria tradizionale anche la componente zuccherina risulta più bilanciata.

«Non seguiamo le convenzioni -dice Nicola Greco - il nostro gelato non è molto dolce, pur avendo il giusto contenuto di zuccheri nobili come maltosio, il fruttosio e lo zucchero d'uva. Chiediamo ai nostri negozi, questo è sancito contrattualmente, l'utilizzo e il dosaggio di tutte le materie prime che selezioniamo. Una speciale bilancia elettronica da noi programmata centralmente denuncia il più piccolo eccesso o difetto nei dosaggio. Il cacao che usiamo per l'extrafondente arriva solo da un produttore del Madagascar, il pistacchio viene da Bronte, le nocciole sono piemontesi e i pinoli rigorosamente dalle pinete di Pisa, anche se il prodotto estero ha prezzi molto più bassi».

E conclude con orgoglio: «Se il consumatore non identifica subito ciò con cui è fatto quello che sta mangiando, non si tratta di un prodotto RivaReno». L'assortimento dei gusti è di tutto rispetto: si va dai classici come Caffè, Bacio, Fior di panna, Crema, Marron glacè, Nocciola, Stracciatella, Vaniglia, Zabaione, Yogurt con riso alle specialità come Alice (mascarpone con crema gianuja), Contessa (Crema di mandorla e nocciola), Dattero (datteri egiziani dell'oasi di Siwa), New York, New York (con sciroppo d'acero e noci pecan) e Passion fruit (con maracujà amazzonico).

C'è anche molto interesse alle tradizioni del territorio: per il negozio di Roma è stato creato il gusto Ricotta e fichi e per quello milanese la Crema allo zafferano. Ai golosi torinesi è stato dedicato il gelato dell'Unità d'Italia a base di giandujotti e c'è da giurare che anche i tre negozi di imminente apertura sforneranno gusti originali. Tutti i gelati alla frutta ne contengono senza risparmio: almeno il 60% e sempre fresca. Soprattutto d'estate vanno forte le granite, di caffè, mandorla, fragola, menta piperita, limone, aguria, melone, pesca e lampone. Il gelato è anche un alimento, ma pochi lo mangiano solo perché è sano e fa bene, anche se è ormai entrato nelle diete sostituendo golosamente un pasto, è ideale per l'alimentazione infantile e viene consumato spesso anche d'inverno.

è soprattutto una delizia che gratifica, un piacere da sciogliere piano, quasi un primordiale slow food, da quando egiziani e i persiani sfruttando la neve inventarono il suo progenitore, il sorbetto. Oggi la passione del gelato ha assunto dimensioni planetarie. Americani e australiani ne consumano quantità impressionanti, ma anche noi italiani - storici leader del know how e primi esportatori nel mondo di attrezzature - registriamo ogni anno incrementi nei consumi, in particolare del prodotto artigianale. Anche l'industria fa un buon gelato, perché la qualità sa convincere meglio di ogni suggestione pubblicitaria, ma secondo una ricerca di Ac Nielsen elaborata con Marketying & Telematica ed Eurisko, il 62% dei consumatori abituali di gelato lo preferisce artigianale e fatto in una gelateria 'pura”  cioè che non sia anche bar o pasticceria.

Gli italiani ne mangiano 6 kg l'anno pro capite e se ne producono 360.000 l'anno per un giro d'affari di 2,5 miliardi di euro. RivaReno investe nella ricerca, in continuo aggiornamento, sia nel campo dell'evoluzione del gusto e della qualità che della sicurezza e vuole celebrare con la Festa del solstizio d'estate anche il successo raggiunto con un percorso professionale e gestionale basato sull'eccellenza in un settore competitivo come quello del gelato artigianale.