Gusto in vetta a Teramo. Viaggio nei sapori del “Gigante”
Il carattere di una città agricola orlata da un panorama d’entroterra lo si incontra soprattutto a tavola, poiché la cucina è un eccellente biglietto di presentazione del carattere dei teramani. Una provincia semplice e innovativa ma ricca anche di tradizioni affascinati e tenute vivissime
La provincia di Teramo è una provincia altalenante, dai boschi soffia un'aria salmastra fino alle vette del Gigante che dorme: il Gran Sasso nemmeno troppo distante. Risente di alcune ombreggiature delle vicine Marche, senza farsene tuttavia grande cruccio. Il carattere di una città agricola orlata da un panorama d'entroterra lo si incontra soprattutto a tavola, poiché la cucina è un eccellente biglietto di presentazione del carattere dei teramani. Una provincia semplice e innovativa ma ricca anche di tradizioni affascinati e tenute vivissime. Nelle zone collinari e montane è prevalentemente una cucina di terra che si incontra.
Il maiale e l'agnello, tra le carni più adoperate, vengono accostati alle verdure, coltivate intensivamente nelle vallate del Vomano e del Tordino. Gli ortaggi però non hanno un'unica funzione di contorno, o almeno non il primo del mese di maggio e non a Teramo. In questa data, infatti, in città e in provincia si mangiano solo Virtù. Piatto povero e semplicissimo negli ingredienti. Si raggruppano armoniosamente tutti i legumi freschi e secchi rimasti nei 'fondi”, e si cuociono ognuno per sé e con la propria cottura assieme ai formati di pasta più variegata ed amalgamate ancora con le verdure novelle, tra tutte quelle che si dispongono in casa.
Solo alla fine tutto viene amalgamato assieme tanto da non farne un minestrone ma un accorpamento di decine di sapori da poterli distinguere. Le Virtù teramane vengono insaporite con un battuto di lardo o dell'osso di prosciutto crudo, in un robusto brodo di carne e pallottine teramane. Accompagnare il tutto con un fresco e profumato Cerasuolo è d'obbligo. Ecco, anche il brodo veste una parte primaria, per lasciare che le screppelle ci anneghino per esempio, screppelle ‘mbusse. La forma e lo spessore ricordano le crêpes. Si dice che un vassoio di crêpes cadde in un recipiente zeppo di brodo di gallina e non sapendo come rimediare venne così servito.
Le 'pallotte”, ovvero polpettine, create dal sapiente tatto dei polpastrelli accompagnano i maccheroni ottenuti con la sfoglia tagliata su un telaio di legno percorso da fili metallici. C'è molto altro nella tradizione culinaria di Teramo, vastissima, quanto raccontato sommariamente è solo una parte di idee ed accoppiamenti che la cucina regionale è in grado di offrire.
Oltre a ciò, naturalmente, una terra splendida in grado di regalare gusti ed emozioni non soltanto a tavola. Una voce finale la meritano i vini. Il Montepulciano d'Abruzzo, tra le tante etichette doc per primo, vino versatile in grado di accompagnare sempre una pietanza che preveda carne, formaggi sino addirittura ad un dolce. Verdure e brodo trovano sapiente compagno in una varietà Cerasuolo o in un Pecorino piuttosto che un Trebbiano. Il buon appetito è rivolto a tutti coloro che si avvicinino a questi luoghi.

