Da Londra a Norcia seguendo la Fiaccola benedettina della pace
A Norcia il 21 marzo, tutte le Comunità Benedettine hanno commemorato la morte del loro fondatore. Una delle iniziative più significative delle celebrazioni è rappresentata dal viaggio della “Fiaccola benedettina della pace"
NORCIA (PG) - Si sono svolte a Norcia (Pg) lo scorso lunedì, primo giorno di primavera, le solenni Celebrazioni Benedettine. Il 21 marzo, infatti, tutte le Comunità Benedettine commemorano la morte del loro fondatore.
E ogni anno una delle iniziative più significative delle Celebrazioni è rappresentata dal viaggio della 'Fiaccola benedettina della pace”.
Con il passare degli anni la Fiaccola è divenuta un nobile e significativo strumento di dialogo tra la piccola città di Norcia e le grandi istituzioni che guidano i popoli di questo piccolo pianeta, sulla via della fratellanza e della pace.
Sovviene al riguardo l'appello che fece a sua tempo Papa Giovanni Paolo II: «Alla luce splendente di codesta fiaccola possano, quanti incontrerete lungo le strade del vostro pellegrinaggio, sentirsi fratelli e comporre le ragioni dei dissidi e dei conflitti che fanno gli uomini nemici tra loro, e diventare capaci di perdono reciproco, di rispetto, di concordia e di collaborazione. Sia la vostra davvero la fiaccola della pace…».
E difatti è dal lontano 1964, allora Pontefice Paolo VI, che la Fiaccola benedettina della pace rafforza anno dopo anno la sua missione di recuperare, valorizzare e diffondere in tutto il mondo quei valori benedettini sui quali si basano cultura e civiltà del continente europeo.
Ogni anno, scortata da una staffetta di giovani atleti, viene accesa come ideale segno della luce di San Benedetto in una diversa e significativa località, suscitando sentimenti di fraternità, amicizia e pace, di cui il Santo da Norcia fu apostolo infaticabile in mezzo ai popoli, sotto il segno cristiano della croce e dell'aratro, tradotto dal motto emblematico 'Ora et labora”.
Per il suo alto valore spirituale, la Fiaccola è stata più volte benedetta dal Santo Padre in Vaticano e in funzione di salienti accadimenti è stata accesa a Berlino, a Praga, a Budapest, a Varsavia, a Montecassino, ed anche in altri luoghi significativi fuori dall'Europa.
Quest'anno la fiaccola è partita da Londra. La finalità di questo viaggio della fiaccola infatti è anche quella di favorire il dialogo interreligioso tra la Chiesa cattolica e la Chiesa anglicana.
Al termine del suo viaggio-missione, la Fiaccola è giunta a Norcia, in Piazza San Benedetto. Contestuale alle Celebrazioni benedettine è la sfilata del Corteo storico medievale che trae le sue origini dagli Antichi Statuti e dalle successive riformante.
Vi partecipano con i loro stupendi costumi d'epoca, le rappresentanze delle sei guaite (gli attuali rioni della città): Porta Massari, Porta Meggiana, Porta Narenula, Porta Orientale, Porta Palatina e Porta Valledonna. Ogni rappresentanza si compone di un conestabile, due valletti, un vessillifero, un doppiere, due balestrieri e un tamburino.
I Castelli sono presenti per l'offerta del Pallio, un vessillo di stoffa pregiata, riccamente ricamato, recante lo stemma del Castello. Dal Palazzo Comunale scendono verso la Basilica i due Signori Consoli, scortati da armigeri e annunciati dal suono solenne di 10 clarine, con il Notaro delle riformanze e due abbondanzieri, mentre il clero è schierato sul sagrato della Basilica. Con molta solennità, inizia quindi la cerimonia dell'offerta del Pallio da parte dei rappresentanti dei Castelli: un tripudio di colori, di costumi, di suoni, di bandiere, nel rigore di una precisa ricostruzione storica.
La sfilata del corteo è seguita dalla celebrazione in Basilica della solenne funzione religiosa presieduta dal Vescovo e, nel pomeriggio, dalla competizione tra le guaite alla balestra antica, una gara spettacolare che si ricollega agli antichi tornei, prodotto del Feudalesimo e della Cavalleria.
La piccola città di Norcia, per certi versi, cuore d'Europa per come è San Benedetto il Patrono d'Europa ha saputo così anche quest'anno, regalare con la sua coesa comunità nursina, un forte e chiaro segnale di fratellanza, di rispetto delle tradizioni e soprattutto di pace.
Ciò ancora più importante e necessario in un momento in cui di nuovo alitano pericolosi venti belligeranti.

