Foto: Luca RossiPARMA - Riaprono a marzo dopo la pausa invernale 'I Musei del cibo” della provincia di Parma. Forti del riconoscimento ottenuto con il marchio di qualità dalla Regione Emilia Romagna e sottolineata una costante e continua crescita, si attendono quest'anno centomila visitatori.

I 'Musei del cibo” rappresentano un circuito dedicato ai prodotti tipici del territorio parmense, un progetto di qualità per la conservazione e la promozione di quelle tradizioni enogastronomiche che sono ormai patrimonio nazionale.

Nel 2010 sono stati superati 4.600 visitatori al Museo del Parmigiano Reggiano di Soragna, 3.200 a quello del salame di Felino, 6.800 a quello del prosciutto di Langhirano, oltre un migliaio al neonato Museo del pomodoro alla Corte di Giarcia di Collecchio. Sono 350 mq che ricostruiscono la storia, la tecnologia e il ruolo strategico di questo frutto nel comparto alimentare parmense. La sua realizzazione è stata finanziata dalla Provincia, dal Comune di Collecchio, dal Parco del Taro, da Camera di commercio e Unione industriali e dalle aziende del settore.

Lo scorso anno si è registrata anche una crescita consistente dell'uso di laboratori didattici da parte delle scuole. Per dare un'idea, sono stati attivati nel corso del 2010 trentadue laboratori. Soltanto nella primavera il Food Bus, organizzato con il Comune di Parma, ha registrato la partecipazione di 32 classi. Questa esperienza sarà ripetuta anche quest'anno.

Confermati anche dal positivo andamento del sito Internet www.museidelcibo.it che è sempre più cliccato, risulta che sono state visitate più di 900mila pagine con una media di 3mila pagine giornaliere.


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