Carrù (Cn) ospita la tradizionale Fiera nazionale del Bue Grasso, giunta alla 101ª edizione. Dopo l'asta online dei migliori capi di bestiame (offerte sono arrivate via internet anche alla succursale di 'Eataly” a Tokyo: il bue di Carrù in concorrenza con il bue di Maesawa, meglio noto come il bue di Kobe), si alza il sipario questa settimana sulla seconda parte della celebre Fiera del Bue di Carrù, organizzata con il coinvolgimento di enti vari tra cui, oltre alla Regione Piemonte e al Comune, la Pro loco e la Cantina di Clavesana (Cn), una azienda che fa del vino 'Dolcetto” la sua bandiera (la zona è quella del Dolcetto di Dogliani).

Carrù, paesino situato sul fondovalle Tanaro che collega le Langhe con Mondovì (Cn) e la Liguria, è anche il baricentro tra la pianura cuneese e le Alpi. Da queste parti il bue era, in passato, l'animale che nei campi sostituiva il trattore. Con l'avvento dei mezzi a motore, il bue è diventato sinonimo di piacere per il palato e il piatto più richiesto per tutto l'inverno.

La gastronomia di rango si esprime quindi nel 'gran bollito misto”, sempre un trionfo sui carrelli dei ristoranti, caldo e invitante. Giovedì 15 dicembre sarà la giornata del 'Bollito non stop”. Dall'alba fino a sera tardi gli stand della Pro loco serviranno migliaia di vassoi con i diversi tagli del bollito misto, composto da testina, magro, lingua, cotechino, scaramella, gallina e coda, abbinati alle salse ( i 'bagnèt” in dialetto), la prelibata robiola di Langa e il dolce. Insieme, naturalmente, ai vini della Cantina di Clavesana, in primis il Dolcetto di Dogliani Doc. Domenica 17, a conclusione, ancora bollito nei ristoranti e distribuzione per le vie di minestra di zucca e zuppa.

Importante realtà del territorio, la Cantina di Clavesana (www.inclavesana.it – 0173 790451) è la maggior produttrice di Dolcetto di tutto il Piemonte. Vino che per il suo nome è stato, spesso, equivocato come vino dolce, mentre in realtà è secco ed amabile, ideale per accompagnare un intero menù. La cantina, che è sponsor ufficiale della Fiera di Carrù, produce circa 3 milioni di bottiglie ogni anno, conta 350 soci per una superficie complessiva di 450 ettari vitati.

«Il 2011 è un anno importantissimo per noi - affermano il presidente di Clavesana, Giovanni Bracco e il direttore Anna Bracco - perché dalla vendemmia 2011 nasce il 'Dogliani Docg”, che deriva dalla unificazione di due Doc, quella del Dolcetto di Dogliani e quella del Dolcetto delle Langhe Monregalesi. In più è prevista la denominazione di 'Dogliani Superiore Docg”, con produzione più bassa per ettaro, gradazione maggiore e un anno di affinamento. Con questi due vini che valorizzano il nostro bel territorio, la Cantina affronta ancor più decisamente il mercato con il motto Siamo Dolcetto».

Per rafforzare la sua presenza sul territorio, la Cantina Clavesana ha acquistato dal Comune un edificio in frazione Surìe dove sarà allestita una attrezzata area degustazione e sala di rappresentanza. L'edificio si trova in posizione molto panoramica, tra i vigneti che danno vita al Dogliani Docg, da quest'anno sinonimo del migliore e più vero Dolcetto piemontese. Non per nulla un vigneto in località Surìe è protetto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.