Un calice d'Orcia che convince sempre più l'Horeca, il Castello di San Giovanni d'Asso (Si), un museo etnografico d'eccellenza e menu a base del Diamante Bianco. Questi gli ingredienti del prossimo Divin Orcia, l'evento istituzionale del Consorzio Del Vino Orcia che raduna ogni anno enoappassionati da tutta Italia.

Il direttore del Museo del tartufo, Gianfranco Molteni, spalanca le porte di questa pregevole location culturale per accogliere produttori, turisti, operatori attratti dall'Orcia e dal famoso Tartufo Bianco delle Crete senesi.
 
«Il tartufo e il vino sono certamente prodotti di eccellenza del nostro territorio - dichiara Molteni - ma sono anche un tratto culturale essenziale per la vita delle nostre comunità che, proprio intorno alla produzione e al consumo del cibo, trova un elemento essenziale della sua identità. Rispetto al passato la società attuale si è frantumata in mille diverse occupazioni lavorative e con articolazioni sociali assai complesse, ma è proprio intorno al cibo che ritroviamo una dimensione unitaria così forte che il mangiare insieme appare quasi più importante di ciò che si mangia. La contrapposizione è però solo apparente perché non solo nella dimensione ufficiale della ristorazione, ma anche in quella più spontanea e popolare delle sagre, la qualità del pasto è assicurata da un connubio di qualità che vede i saperi degli enologi intrecciati con le competenze acquisite, nel tempo, dai nostri ristoratori e dalle nostre donne. Accompagnando i  piatti più complessi e il semplice uovo, il tartufo esalta i sapori della nostra terra e, soprattutto se accompagnato da un bicchiere del nostro vino, penso alla denominazione Orcia prodotta nel territorio di San Giovanni d'Asso, garantisce una convivialità eccellente in cui ritrovare i vecchi amici o trovarne di nuovi».