La città di Modica (Ragusa) ha dedicato al suo cioccolato una grande mostra: "Metade". A dare il nome all'esposizione allestita nel Palazzo della Cultura è il Metade, la pietra concava poggiata su due basamenti trasversali su cui gli atzechi frantumavano i semi del frutto del cacao per ricavarne il Xocoàtl, proprio il quel cioccolato che stregò Cristoforo Colombo appena arrivato nell'isola di Guanaja alla ricerca del Nuovo Mondo. I semi venivano spezzati con una specie di mattarello anch'esso di pietra e la pasta ottenuta veniva poi miscelata con spezie e fatta indurire. Il resto è storia: la passione per il cioccolato, specialmente sorbito in tazza, dilagò in tutt'Europa e in Sicilia arrivò con la dominazione spagnola.

Qui, a Modica, il cioccolato è sempre lo stesso, fatto manualmente e senza aggiunta di grassi o lecitine mentre altrove a dominare il mercato a partire dal secolo scorso è stata l'industria. Oggi il metade è stato sostituito da una raffinatrice, ma il prodotto modicano è rimasto inalterato nella lavorazione, solo artigianale, che è facile seguire nelle tante piccole dolcerie sparse nei vicoli della città barocca.

L'handicap di non essere mai passati alla fase industriale per mancanza di mezzi ha dato paradossalmente un valore aggiunto a questo cioccolato, tanto diverso da quello di altre aree italiane per il suo aspetto, per la consistenza e la volutamente granulosa masticabilità. Rigorosa la forma e la confezione delle tavolette divise in tre quadrotti, da sgranocchiare o sciogliere in acqua o latte caldo, avvolte a mano con una speciale carta opaca d'altri tempi. 

Ad inaugurare la mostra, fortemente voluta dal Consorzio del cioccolato di Modica, rappresentato dal dal presidente Tonino Spinello (nella foto nel suo laboratorio) e dal direttore Nino Scivoletto, c'erano Pippo Cascone della Cciaa, l'assessore alla Cultura Annamaria Sammito, il preside del Liceo Classico Tonino SpinelloCampailla, Girolamo Piparo, e il presidente della Fondazione Grimaldi Orazio Sortino. Ma soprattutto c'erano anche tutti i cittadini, con l'orgoglio di appartenere a una città che fu protagonista della grande storia del Regno di Sicilia, che ha dato i natali a Salvatore Quasimodo, ma che ha legato il suo nome proprio al cibo degli dei. Gran parte della mostra è dedicata alla storia del cioccolato, risorsa culturale ed economica fin dai tempi in cui giunse nell'allora ricca e florida Contea di Modica.

Tra i numerosi documenti che lo testimoniano, c'è una nota spese della famiglia Grimaldi - ramo cadetto dei principi monegaschi - in cui un nobiluomo il 22 febbraio 1753 fa una cospicua ordinazione di «bellissimo cacaos e buono zuccaro, vaniglia e cannella» motivandola così: «Avendo così assaggiato la cioccolata mi piacque al sommo». Attivissimi i vertici del Consorzio in particolare per il riconoscimento Igp.

Inoltre Nino Scivoletto è autore con Grazia Dormiente di importanti ricerche storiche e pubblicazioni, e il presidente Tonino Spinello è un vero artista che ha scolpito l'antico orologio della città in un blocco di vari quintali di cioccolato, pezzo forte della mostra appena inaugurata e che si prospetta itinerante in varie città d'Italia. Solo nell'ultimo anno, insieme alla Fine Chocolate Organization, i maestri cioccolatieri modicani con quelli di Cuneo e Belluno, altre province particolarmente vocate, hanno istituito la Giornata del Cioccolato (2 maggio), hanno celebrato il loro prodotto con una intera settimana di eventi a tema (Choccobarocco, Modica 3-8 dicembre) e infine promosso questa mostra "Metade" già visitatissima.

E non solo: presto vedrà la luce "Cioccolacity", un magazine dedicato a tutto ciò che ruota intorno all'eccellenza più golosa del territorio, e c'è da scommettere che altri importanti iniziative saranno presto annunciate.