A ottobre Roma diventa piccante. Arriva la Festa del peperoncino
Dal 1° al 3 ottobre a Roma si terrà la prima Festa del peperoncino. L'ingresso è libero e il programma include una visita alle oltre 70 varietà di piante seguita dalla degustazione del prodotto. Non mancheranno mostre, musica dal vivo, degustazioni gratuite di pizza piccante e altre specialità
ROMA - La festa - appuntamento unico nel panorama romano e con ingresso libero, dal 1° al 3 ottobbre - sarà animata da mostre, interventi, musica dal vivo, degustazioni gratuite di pizza piccante e altre specialità al peperoncino. Saranno presenti stand di gastronomia, vivaistica e sartoria a tema. Di particolare interesse la visita guidata alla collezione di piante di peperoncino - Sabato alle 10.30, in pieno campo - seguita dalla degustazione del prodotto fresco. Sarà quindi possibile, in questa occasione, ammirare la coltivazione biologica e gustarne il prodotto in vista della prossima produzione certificata bio.
Costituita nel gennaio 2008, Elios è una giovane cooperativa sociale i cui valori fondanti sono l'attenzione per l'ambiente, la società e gli individui. Composta da persone con una solida esperienza sociale (inserimento lavorativo di persone svantaggiate) e tecnica di giardinieri e vivaisti, la cooperativa gestisce un vivaio bio in un contesto che ha una forte valenza per il territorio: Agricoltura Nuova a Castel di Leva (Roma) che riunisce - oltre al vivaio - un punto vendita biologico e un orto sociale di circa 100 lotti.
L'esperienza dei membri della cooperativa è stata fondamentale per la scelta del biologico. Si tratta di un approccio strettamente legato al rispetto e alla cura della natura e delle persone - che predilige l'ambiente e la sana alimentazione al profitto. Ciò non toglie che sia stata anche una scelta commerciale: i consumatori sentono sempre più forte il bisogno di acquistare prodotti che rispecchiano la loro etica. Il rapporto con i clienti è quello tipico dell'economia diretta: alla base vi sono l'ascolto, il dialogo e lo scambio di informazioni su articoli e processi di produzione.
Sono circa 70 le varietà di peperoncino presenti: Jalapeño, d'Espelette, Habanero, Aji... Tra tutte spicca il Naga Morich, il peperoncino più piccante del mondo. Sarà possibile osservare le diverse varietà; alcuni semi sono stati comprati, altri scambiati e altri ancora sono souvenir di viaggio … resta da chiedersi, perché proprio il peperoncino?
Spezia dal valore simbolico e pianta robusta, il peperoncino è un frutto popolare e democratico, che esalta, mette alla prova, genera una reazione fisica creando così socialità e complicità. Come prima produzione del vivaio, il peperoncino rispecchia bene la situazione che vive oggi Elios: tanto entusiasmo, energia, voglia di realizzare.
Con il suo tipico colore lucido e brillante, la sua forma sinuosa, un sapore aggressivo, il peperoncino fa parte dell'alimentazione dell'uomo da ormai quasi 9000 anni ed è entrato di prepotenza in svariate tradizioni culinarie fino a diventarne un ingrediente indispensabile. Dall'India all'Africa occidentale, dall'Etiopia alla Cina, dal sud Italia alla Turchia il peperoncino fa bella mostra di sé sui banchi del mercato e capolino dai ripiani della cucina.
Pianta originaria delle Americhe,il peperoncino è giunto in Europa al secondo viaggio di Colombo grazie al medico di bordo che, nel 1493, portò la pianta in Spagna. Da lì si diffuse poi nel resto del mondo: un resoconto segue il filo che dalla Spagna porta alle Filippine e poi all'Asia continentale, mentre un altro passa per il Portogallo, per Goa e il subcontinente Indiano per poi giungere via terra all'Asia Centrale e all'Estremo Oriente. Anche se non mancano resoconti che parlano della diffusione in Africa precedente l'epoca di Colombo 'per vie diverse da quelle dei bianchi”.La fortuna del peperoncino e la sua diffusione capillare sono dovute, ironicamente, al suo essere stato un affare sfortunato. Conosciuto come il 'pepe delle Indie” avrebbe dovuto seguire il destino commerciale delle spezie: essere esotico, costoso, d'elite. Invece, pianta robusta che si acclimatò senza problemi, il peperoncino iniziò ad essere coltivato un po' ovunque con grande delusione dei Reali di Spagna che videro sfumare i lauti guadagni immaginati pari a quelli del commercio del pepe.
Fresco, secco o in polvere, questo piccante frutto rosso è un condimento molto popolare per il suo aroma fiero, nonostante la sensazione di bruciore che provoca. Responsabile di questa reazione è la capsaicina, sostanza prodotta dalla pianta a scopo difensivo. Questo alcaloide a contatto con i recettori del calore del cavo orale, li stimola scatenando nella bocca e sulla lingua una illusoria percezione di calore. La capsaicina inganna il cervello che, interpretando la sensazione di calore come un 'dolore”, rilascia endorfine e regala una piacevole sensazione di vitale leggerezza a seguito della degustazione. La 'piccantezza” del peperoncino è concentrata nella placenta del frutto, nella parte bianca della polpa, dove sono riunite le ghiandole che producono la capsaicina.
Fino al 2006 l'Habanero Red Savina era ritenuto il peperoncino più piccante al mondo, record che è ora detenuto dal Naga Jolokia o Naga Morich, peperoncino indiano il cui nome richiama la velenosità del cobra. Ma come si misura quanto è piccante un peperoncino? La scala utilizzata risale al 1912, quando Wilbur Lincoln Scoville elaborò un sistema basato sul numero di diluizioni necessarie per eliminare la 'piccantezza” del peperoncino. Espressa in 'gradi Scoville” la scala parte dallo zero del peperone dolce fino a d arrivare ai 16.000.000 della capsaicina pura.

