Piatti e posate per ricominciare. Festa all'alberghiera de L'Aquila
A un anno e 3 mesi di distanza dal terribile terremoto, le ferite sono ancora aperte nel capoluogo abruzzese. Per dare una speranza di breve e immediato ritorno alla normalità 3mila piatti Villeroy & Boch e 2mila posate Broggi sono stati donati alla scuola alberghiera Leonardo da Vinci de L'Aquila
L'AQUILA - Quello che serve, quando serve... sono queste le semplici parole che hanno riassunto la giornata che la scuola alberghiera Leonardo da Vinci di L'Aquila ha organizzato per celebrare la consegna di 3mila piatti Villeroy & Boch e 2mila posate Broggi. A un anno e 3 mesi di distanza dal terremoto le ferite sono ancora aperte nel capoluogo abruzzese e l'angoscia per una vita sospesa è evidente al primo sguardo incredulo e turbato di chi percorre le strade di una città che sembra spogliata.
L'occasione per un momento di festa, ma soprattutto di riflessione, nasce dal rapporto intenso e costante che la Aeht, l'Associazione europea delle scuole di hotellerie, rappresentata dal suo vicepresidente Louis Robert, ha con la scuola di L'Aquila. L'associazione ha sede in Lussemburgo e annovera tra i propri sostenitori la Villeroy & Boch, azienda internazionale, ma che ha la sede storica proprio nel Granducato.

Robert, di ritorno da un ennesimo viaggio in Italia, durante il quale ha incontrato gli amici delle scuole abruzzesi, tra essi oltre al preside Evangelista del Leonardo da Vinci, Luigi Valentini dirigente scolastico dell'istituto alberghiero di Teramo, rendendosi conto che i tempi della ricostruzione vivono adesso il momento più delicato, ha sensibilizzato un ex allievo della sua scuola, nonché dirigente di Villeroy & Boch, Georges Schmitz.
In un paio di telefonate si è concretizzata una fornitura completa e ben assortita di piatti V&B, ma anche di posate Broggi, che in Italia è distributore del prestigioso marchio di porcellane per il settore alberghiero e i cui dirigenti hanno accolto prontamente l'appello del presidente Aeht, Robert.
La cerimonia di consegna è stata semplice e intima e, a ben rappresentare il carattere forte e fiero della popolazione abruzzese, il preside Evangelista ha voluto ringraziare gli intervenuti donando la statuetta del Guerriero di Capestrano, simbolo di questo carattere, segno di speranza di un popolo che con coraggio e umiltà sta ricostruendo la propria normalità.
Così, a distanza di tempo, quando sembra che gli echi di una tragedia siano ormai lontani, questa fornitura viene accolta per quello che deve essere 'quello che serve, quando serve”, perché solo quando ci si ferma a riflettere e si capisce ciò di cui si ha bisogno, si comprende come aiutare concretamente chi ha perso tutto e deve ricominciare dagli strumenti della propria quotidianità.
Piatti e posate non risolvono i problemi della scuola Leonardo da Vinci che oggi è ancora martoriata nelle mura e accoglie i propri studenti nei prefabbricati, ma è quel segno di speranza di continuità che gli aquilani apprezzano e ricordano.
Villeroy & Boch e Broggi, nelle persone di Georges Schmitz e Aldo Palaoro, ringraziano coloro che hanno dedicato un'intera giornata emozionante e istruttiva per condividere il dolore di uno strappo che ha cambiato la vita di tante persone, una giornata che accresce e rimane nella memoria.
L'occasione per un momento di festa, ma soprattutto di riflessione, nasce dal rapporto intenso e costante che la Aeht, l'Associazione europea delle scuole di hotellerie, rappresentata dal suo vicepresidente Louis Robert, ha con la scuola di L'Aquila. L'associazione ha sede in Lussemburgo e annovera tra i propri sostenitori la Villeroy & Boch, azienda internazionale, ma che ha la sede storica proprio nel Granducato.

Robert, di ritorno da un ennesimo viaggio in Italia, durante il quale ha incontrato gli amici delle scuole abruzzesi, tra essi oltre al preside Evangelista del Leonardo da Vinci, Luigi Valentini dirigente scolastico dell'istituto alberghiero di Teramo, rendendosi conto che i tempi della ricostruzione vivono adesso il momento più delicato, ha sensibilizzato un ex allievo della sua scuola, nonché dirigente di Villeroy & Boch, Georges Schmitz.
In un paio di telefonate si è concretizzata una fornitura completa e ben assortita di piatti V&B, ma anche di posate Broggi, che in Italia è distributore del prestigioso marchio di porcellane per il settore alberghiero e i cui dirigenti hanno accolto prontamente l'appello del presidente Aeht, Robert.
La cerimonia di consegna è stata semplice e intima e, a ben rappresentare il carattere forte e fiero della popolazione abruzzese, il preside Evangelista ha voluto ringraziare gli intervenuti donando la statuetta del Guerriero di Capestrano, simbolo di questo carattere, segno di speranza di un popolo che con coraggio e umiltà sta ricostruendo la propria normalità.Così, a distanza di tempo, quando sembra che gli echi di una tragedia siano ormai lontani, questa fornitura viene accolta per quello che deve essere 'quello che serve, quando serve”, perché solo quando ci si ferma a riflettere e si capisce ciò di cui si ha bisogno, si comprende come aiutare concretamente chi ha perso tutto e deve ricominciare dagli strumenti della propria quotidianità.
Piatti e posate non risolvono i problemi della scuola Leonardo da Vinci che oggi è ancora martoriata nelle mura e accoglie i propri studenti nei prefabbricati, ma è quel segno di speranza di continuità che gli aquilani apprezzano e ricordano.
Villeroy & Boch e Broggi, nelle persone di Georges Schmitz e Aldo Palaoro, ringraziano coloro che hanno dedicato un'intera giornata emozionante e istruttiva per condividere il dolore di uno strappo che ha cambiato la vita di tante persone, una giornata che accresce e rimane nella memoria.

