A Milano il primo Kosher day Ebraismo in cucina, istruzioni per l'uso
Assaggiare una cultura è il modo migliore per conoscerla da vicino. In occasione del Milan Food Week, fino al 13 giugno, al Milan Jewish Center si è fatto un viaggio nella cultura ebraica per meglio integrarla nel tessuto lombardo in virtù del dialogo interculturale e per l'Expo 2015
MILANO – Fino al 13 giugno a Milano per la prima volta una settimana, anzi 9 giorni, di eventi dedicati al gusto: questo è 'Milan Food Week”. La scelta di Milano non è casuale. Il capoluogo lombardo, dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, ospiterà l'Expo universale il cui tema sarà 'Nutrire il pianeta, energia per la vita” e per questo si è voluto presentare il primo Kosher day europeo, cioè il cibo nella cultura ebraica orientale.'Assaggiare” una cultura è, infatti, il modo migliore per conoscerla da vicino. Ed è quello che è stato fatto con la stampa nel corso della conferenza - al Milan Jewish Center di via Soderini - alla presenza, tra gli altri, di Moshe Shaikevitz, direttore del Beit Chabad di Milano - che ha presentato una serie di degustazioni e workshop di gastronomia dal titolo 'L'ebraismo in cucina: istruzioni per l'uso”.
L'individuo di religione ebraica non può nutrirsi di qualsiasi alimento abbia voglia. Seguendo le indicazioni contenute nella Torah (Bibbia) può inserire solamente ciò che è Kosher o hosher, ossia adatto per il corpo e per l'anima. Un ebreo può nutrirsi solo di alcuni tipi di animali e non altri (sono proibiti il maiale e i crostacei). Un animale dev'essere macellato secondo le regole della macellazione rituale, atta minimizzare la sofferenza. è proibito inoltre mischiare prodotti a base di carne con quelli a base di latte. Dopo essere stata macellata, la carne deve essere salata per estrarne il sangue, il cui consumo è severamente proibito, come è proibito usare utensili e pentole con i quali è stato cucinato il cibo non-hasher.
Il Kosher day è il primo di una serie di eventi che sono stati organizzati per promuovere la cultura ebraica facendola diventare parte integrante del tessuto lombardo in virtù del dialogo interculturale e per una integrazione multietnica.
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