SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) - Alici, sarde, acciughe, sgombri, ricciole, tonni e tutte le altre varietà di pesce azzurro saranno i protagonisti di 'Anghiò”, il festival voluto dal Comune della cittadina con il patrocinio dell'assessorato alla Pesca della Regione Marche, che si terrà a San Benedetto del Tronto (Ap) dal 1° al 4 luglio prossimi.

«Un appuntamento - sottolinea il sindaco Giovanni Gaspari - che valorizza il nostro comparto ittico. Un evento in grado di favorire lo sviluppo di un turismo enogastronomico con il potenziamento di peculiarità e risorse del territorio».

Nei quattro giorni della kermesse, convegni, incontri, mostre e laboratori didattici permetteranno di scoprire le caratteristiche di questo tipo di pesce che si trova in tutto il Mediterraneo e che è rinomato per le sue proprietà nutritive. I più curiosi avranno anche l'opportunità di conoscere meglio le virtù salutari con 'Alice, amica del cuore”, lo spazio educativo per adulti e bambini o diventare pescatore per un giorno a bordo del caratteristico peschereccio.

Sarà anche possibile imparare a cucinare il pesce azzurro secondo ricette tipiche locali in abbinamento ai vini migliori in compagnia degli esperti.

Nel 'Palazzurro”, la galleria allestita nel centralissimo viale Buozzi, si potranno assaggiare oltre 25 piatti della tradizione italiana e straniera comodamente seduti sotto le palme in riva al mare mentre i ristoranti della zona proporranno un tipico menù rigorosamente a base di pesce azzurro.

”Anghiò” sarà anche un'occasione per conoscere le tradizioni e la cultura di San Benedetto del Tronto, secondo porto peschereccio d'Italia dopo Mazara del Vallo e sede di uno dei più importanti mercati ittici, nonché di un'industria conserviera all'avanguardia nella lavorazione del pesce.



Perché è proprio a partire da un piccolo villaggio di pescatori che si è sviluppata la storia d San Benedetto del Tronto. Mentre i pescatori con le loro barche colorate, paranze e lancette, riempivano l'Adriatico, a terra ferveva l'attività di funari, cordari, retare e calafati. Simbolo di questa tradizione è la 'muccigna”, la classica cesta di vimini per il pescato.

Attualmente, sebbene attraversi un periodo di stasi, il settore ittico rimane trainante con un volume d'affari pari a 7.761.582 euro nel 2008. Ma la località è nota anche in altri settori produttivi legati al mare, come la cantieristica navale, la motoristica e la strumentistica di bordo, oltre che essere uno dei poli turistici più frequentati conosciuto anche come Riviera delle Palme.