"Figure della protezione" è la quarta mostra promossa dalla Cooperativa Sociale Nazareno in occasione del 12° Festival Internazionale delle Abilità Differenti, inaugurata al Castello dei Pio a Carpi lo scorso 2 maggio e presente in città fino al 30 maggio: ogni volta l'appuntamento primaverile con l'arte si configura come una proposta di riflessione estetica su un tema curatoriale attorno al quale si intreccia un lavoro sempre più serrato.
Costruire una mostra è un'operazione costosa e impegnativa che richiede grandi sforzi organizzativi: l'obiettivo è quello di non rinunciare a definire uno spazio mentale in cui convivano saperi diversi attorno al concetto cardinale di 'libertà creatrice”.

FIGURE DELLA PROTEZIONE

La figura è la struttura visibile minima di una forma psichica, il segno visivo primario che ne permette la denominazione e il riconoscimento.
I curatori della mostra hanno preferito usare nel titolo il termine 'figura” piuttosto che 'forma” perché il primo implica l'idea di una certa mobilità, di una certa vitalità, dal momento che figura significa una forma fondata su funzioni vitali che non possono essere incorporate nel linguaggio.
Questa mostra intende dunque esaminare la figura, complessa e mutevole, della protezione.
Scrive V. Franceschetti nel catalogo della mostra: «Uno dei giochi più comuni dei bambini, in ogni parte del mondo, è quello di costruire case, protezioni, rifugi. Tutto può servire a realizzare il progetto: da una stoffa, ad un cartone, ad un albero frondoso. Una volta costruita, la casa diventa il luogo di un mondo profondo e intimo dove possono essere stabilite regole diverse e tutto accade come desideriamo».
Ma la figura primaria, quella che preesiste alla casa è senz'altro il cono: il cono è l'habitat, lo spazio da cui andiamo nel mondo e in cui dal mondo ci ritiriamo.
Dal mantello della Madonna a quello di Batman, dal cerchio al quadrato - forme magiche e ordinative che trasformano il caos in cosmo: le opere degli artisti dimostrano con la loro vitalità estetica in quanti modi l'uomo esprima il bisogno di protezione.
L'intervento del supereroe sconfigge il male, quello del santo protettore salva dalla malattia e dalla morte; l'ala copre e nasconde, il muro protegge mentre divide, l'architettura conforma.
L'accudimento del genitore, un nido in cui acquattarsi, un tetto sulla testa, un esorcismo, un amuleto….la figura della protezione assume connotati diversi, si complica fino a comprendere molti significati, a volte anche lontani fra loro e contraddittori.
Insomma: la figura della protezione viene presentata dagli artisti in mostra in modo polivalente e non convenzionale, chiamando in causa la parte più espansiva ed ospitale della nostra ragione: tocca a noi andare oltre l'aspetto monolitico del linguaggio riconoscerla in una varietà di procedure che rinviano a un nucleo comune.
Gli artisti in mostra sono molto diversi da loro, per generi, stili, epoche in cui sono vissuti: questo  si è confermato ormai come un vero e proprio metodo che tenta di sfuggire alle mode e ai conformismi del sistema  dell'arte, accettando che la mostra sia un'occasione di pensiero responsabile e creativo.
Il catalogo è corredato di un apparato critico particolarmente ricco di saggi (oltre a Bianca Tosatti, trattano l'argomento da diversi punti di vista Cristina Calicelli, Vanda Franceschetti, Gabriele Mina, Sara Ugolini) e di informazioni sulle opere e sugli artisti.
Fra le opere esposte si devono segnalare 45 straordinari Totem dell'artista bergamasco Matteo Maria Gilardi (nella foto accanto) appartenenti alle collezioni di Donato Losa e dell'Associazione Tarcisio Merati.

NOTE BIOGRAFICHE di Matteo Maria Gilardi
Nato a Scanzorosciate (Bg) in data 30.11.1946. Ha frequentato sicuramente lo studio del pittore-scultore bergamasco Oliviero Sita. Verso il 2003-2004 ha cominciato a produrre i 'TOTEM” o gli 'ATAVICI” come spesso li chiama e definisce. In certi momenti dice che i Totem gli vengono ispirati dai vecchi films sui” pellerossa” americani; in altri momenti dice che sono dei suoi ritratti tridimensionali autotodefinendosi l'”ATAVICO”.
Elenco delle mostre (quelle rintracciate):
Verdello (Bg): personale presso Circolo Acli
Bergamo: personale presso Galleri Colombari (1970)
Bergamo: personale presso Galleria S:Alessandro (1971)
Bergamo: personale presso Galleria Euphoria (2004)
Bergamo: collettiva dal titolo 'QUADRATO DELLA RICERCA” presso la GAMEC (2005)
Vedeseta (Bg): replica della collettiva 'QUADRATO DELLA RICERCA” (2008)