TORINO - «Torino sarà la più grande agorà sulle tematiche alimentari in occasione del Salone del gusto. Prima realtà di questo tipo al mondo, sarà un grande salone e una grande terra madre, per contenuti, progettualità, idee e per il contesto in cui avviene, un periodo di crisi planetaria, una crisi entropica, crisi della quale tutti dobbiamo prendere atto soprattutto con i nostri comportamenti abituali. Troppi sono gli sprechi di cibo: 4mila tonnellate al giorno nel nostro paese, 22mila tonnellate negli Usa, 50mila nella nostra Europa. Al cibo non diamo più valore, il cibo ha solo più prezzo. è un come combustibile, ci chiediamo solo quanto costa? Non quanto vale e deve sempre costare di meno. è indispensabile tornare ad avere rispetto per il cibo. Occorre rafforzare l'economia locale, unica prospetiva forte per il futuro del mondo».

Sono le parole forti di Carlin Petrini alla presentazione dell'8ª edizione del "Salone del gusto", che si tiene dal 21 al 25 ottobre presso Lingotto Fiere di Torino, organizzato da Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food. Un evento che fa didattica, informazione, educazione e lo dice anche il tema di questa edizione, cibo e territori.

«Cibo senza territorio non è quel prodotto culturale che dovrebbe essere - afferma Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia -. Spostiamo il focus dal prodotto a quello che ci sta prima, un tema che sarà declinato in tutte le attività del salone dal mercato, alle aree educative».

E come sempre non mancano le novità, una nuova impostazione basata sulla territorialità invece delle aree tematiche, ogni regione italiana o paese del mondo avrà la propria area dove presenta le sue produzioni, i suoi progetti, le sue cucine.

Continua il modello di evento a ridotto impatto ambientale, iniziato in via sperimentale nel 2006 e che ha portato nel 2008 a un risparmio del 45%. Per questa edizione si ipotizza un meno 60%, le iniziative sviluppate da Disegno industriale - Politecnico di Torino si basano su una progettazione efficiente nell'allestimento, nella logistica dei trasporti delle merci, nella gestione differenziata dei rifiuti, dell'acqua e dell'energia. Ad esempio tutti gli allestimenti delle bancarelle e delle altre aree espositive sono realizzati utilizzando pallet ignifughi in legno proveniente da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali che a fine manifestazione saranno utilizzati da Lavazza per la logistica di trasporto delle proprie merci.

Foto: Milanesio

Per ridurre i materiali di comunicazione su carta, entrano in gioco le nuove tecnologie, per la prima volta è utilizzato il codice Qr (un codice a barre bidimensionale) che fotografato con i cellulari darà la possibilità di scaricare tutti gli approfondimenti relativi ai presidi Slow Food italiani e internazionali.

Per quanto riguarda l'aspetto didattico, sono presenti i laboratori del gusto, in cui è dato anche un grande spazio al vino, il Teatro del gusto con 14 appuntamenti e gli incontri con l'autore. E ancora 'Cibo e territori” un percorso per scoprire le relazioni tra cibo e territorio, Orto in condotta per le famiglie; lo spazio di educazione per i ragazzi e le scuole, le conferenze per esaminare temi di attualità con la partecipazione di autorevoli relatori. Fuori dal Lingotto Fiere poi dimore storiche, castelli e ville ospitano 22 appuntamenti con gli chef.

Saranno oltre 200 i presidi Slow Food con delle new entry interessanti, 7 italiane e una dozzina del mondo. Si parlerà anche di 'Cucine di strada” nella tensostruttura che unisce il Salone del gusto a Terra Madre. Quest'anno si celebra la quarta edizione dell'incontro con le comunità del cibo di Terra Madre, una rete di persone e organizzazioni nata nel 2004 impegnata a valorizzare le economie locali, a sostenere la biodiversità agricola ed alimentare, a salvaguardare l'ambiente e a privilegiare la filiera corta.

Lunedi 25 ottobre il Salone si chiuderà con 'La cena degli avanzi” nel rispetto della filosofia di Slow Food di evitare gli sprechi alimentari. Un gruppo di cuochi, tra cui Davide Scabin, Enrico Crippa e molti altri utilizzeranno le materie prime avanzate dalle cucine del Teatro, dei laboratori e i prodotti dei Presidi o dei mercati della Terra che non possono essere conservati per organizzare una grande festa di chiusura di evento.