Viaggio nella cucina meneghina Torna "Dal risott giald al panetton"
Fino al 13 giugno in 46 ristoranti di Milano e provincia a marchio Deca (Denominazione cucina ambrosiana) saranno proposti menu tipici a un prezzo fisso di 30, 40 e 50 euro. Risotto alla milanese con zafferano e l’ossobuco, cotoletta, mondeghili, brasato con polenta sono alcune delle proposte
MILANO - Torna la rassegna gastronomica della provincia di Milano: un viaggio nella cucina meneghina. Da oggi 14 maggio al 13 giugno in 46 ristoranti di Milano, dei quali 11 in provincia - Buccinasco, Vaprio d'Adda, Legnano (4), Nerviano, Inzago, Cassano d'Adda, Garbagnate e Paderno Dugnano - a marchio Deca (Denominazione cucina ambrosiana) saranno proposti tutti i giorni menu tipici a un prezzo fisso di 30, 40 e 50 euro bevande incluse, nell'ambito della seconda edizione: 'Dal risòtt giald al panettòn - Primavera 2010”. Risotto alla milanese con zafferano e l'ossobuco, cotoletta, mondeghili, nervit, risotto alle rane, vitello tonnato, brasato con polenta e rustin negàa sono solo alcune delle proposte.
Organizzata in collaborazione con Epam (l'Associazione milanese pubblici esercizi di Unione Confcommercio Milano) e con il patrocinio della Camera di commercio di Milano, la rassegna è stata presentata allo Iat, Ufficio di informazione e accoglienza turistica in piazza del Duomo. Presente, tra gli altri, il volto televisivo di Cesare Cadeo.
«è una iniziativa volta a promuovere la nostra identità e le nostre tradizioni - ha dichiarato l'assessore al Turismo dell'Amministrazione provinciale di Milano Stefano Bolognini - che ha l'ambizione di valorizzare menù con una particolare sensibilità verso prodotti del nostro patrimonio enogastronomico, tra cui spicca il vino doc di San Colombano al Lambro unico nel territorio del Milanese».
«Il ristorante - ha sottolineato Alfredo Zini, vice presidente vicario di Epam e recentemente nominato vice presidente Fipe di cui era già consigliere delegato per la Ristorazione - è lo strumento di valorizzazione e promozione del prodotto agroalimentare. Senza l'elaborazione culinaria il cibo rimarrebbe sempre allo stato 'primordiale” e non se ne potrebbero apprezzare tutti i gusti legati all'elaborazione in cucina. La ristorazione è rimasta forse l'unico metodo non scritto per tramandare di padre in figlio la tradizione, la cultura e l'identità di un territorio».
Nel corso della rassegna sarà distribuito gratuitamente un volume che raccoglie 37 ricette tipiche, messe a disposizione dalla Provincia, dal Deca e da GialloMilano, e offerta una degustazione del vino di San Colombano

