SANT'ANTONIO ABATE (NA) - In Campania, dire fiori è dire Costiera dei fiori: l'area interessata da questa denominazione include infatti i comuni della piana del Sele e della fascia costiera napoletana-vesuviana, i comuni della costiera sorrentina e amalfitana fino a Salerno, i comuni di Barano d'Ischia, Lacco Ameno, Pozzuoli, Cellole, Castelvolturno, Sessa Aurunca. L'intero territorio regionale ospita centri di produzione di fiori e verde reciso, nonché vivai, che rappresentano una delle eccellenze produttive della Campania e più del 30% dell' intera produzione italiana. Sant'Antonio Abate, antico borgo della città di Lettere, Comune indipendente dal 1925, è uno dei comuni della zona vesuviana nei quali la produzione floricola è una risorsa economica primaria.



Dal 22 al 25 aprile Sant'Antonio Abate è stata investita del ruolo di Capitale dei fiori, ospitando oltre 50 aziende provenienti da tutta la Costiera dei fiori che hanno esposto la loro produzione aprendo al pubblico i battenti dell'opificio La Torrente, azienda conserviera di eccellenza. La Torrente, in sinergia d'intenti, ha messo a disposizione la vasta area solitamente destinata allo stoccaggio della propria produzione, ai piedi della collina dominata dal bellissimo Castello di Lettere, per la seconda edizione del Fiorinfesta Expo.

La manifestazione, destinata a diventare l'evento principale per la valorizzazione della floricultura in Campania, è stata inaugurata giovedì 22 con una kermesse svoltasi al ristorante Maristella, perla della gastronomia abatese. L'evento, denominato appunto Sant'Antonio Abate Capitale dei fiori, ha ospitato gli interventi dei dirigenti dell'assessorato Agricoltura regionale, il cui impegno nella promozione e valorizzazione della coltivazione dei fiori, in una con l'appoggio fornito agli imprenditori, ha contribuito a registrare la crescita del comparto florovivaistico, in controtendenza rispetto al trend negativo di altri comparti economici.

La kermesse ha presentato anche la gastronomia tradizionale di Sant'Antonio Abate, con il contributo della cuoca Maristella che ha preparato, fra le altre portate, la caponata di 'pane e pummarola” e lo stufato di patate, guanciale di maiale, piselli e fave, mentre lo chef Giuseppe Ruotolo si è esibito nella preparazione di piatti floreali per la Cucina dei fiori. I vini della Strada del vino Vesuvio hanno completato superbamente il menu.

Non solo fiori in vaso durante i quattro giorni dell'Expo. Allestimenti floreali in piazza e nel santuario di San Gerardo Majella fondato da don Mosè Mascolo, detto Il prete dei Poveri, hanno offerto una dimostrazione concreta dell'arte dei maestri fioristi, documentata dalle riprese della troupe della trasmissione Grazie dei fiori, Rai 2. Concerti di artisti emergenti e jam session hanno reso completo il percorso dei cinque sensi ideato dagli organizzatori del Fiorinfesta, la pro poco Paese mio di Sant'Antonio Abate e la Cooperativa ortofloricola Sant'Antonio, che hanno fortemente voluto la partecipazione di tutte le realtà presenti sul territorio, prima fra tutte l'amministrazione comunale.

Mostre di lavori studenteschi sul tema dei fiori, concorsi (tavolo per due, acconciature e bouquet da sposa), una sfilata di abiti da sposa e una spettacolare esibizione del gruppo equestre 'I cavalieri città regia” di Cava de' Tirreni hanno animato la giornate dell'expo', mostrando come la risorsa floristica, lungi dal rimanere confinata nella specificità del settore, può diventare motore di attrazione turistica promuovendo l'intera offerta del territorio.

Venerdì 23 un talk show con la partecipazione dell'Assessore provinciale all'Ambiente ha acceso un interessante dibattito sui temi della salvaguardia ambientale, proponendo, fra l'altro, di incrementare la coltivazione delle piante officinali, mentre sabato 24 la facoltà universitaria di Agraria ha incontrato gli istituti agrari di zona per un orientamento sulle prospettive dell'agricoltura e della floricoltura in Campania.

Un'esperienza coinvolgente, un viaggio nel variopinto e delicato mondo dei fiori alla scoperta di saperi e abilità capaci di rinnovare la tradizione e fare cultura: quale migliore benvenuto alla primavera?