ROMA - Dopo il successo delle due precedenti edizioni torna a Cagli (Pu), nelle Marche, Distinti salumi, la rassegna nazionale del salume organizzata in collaborazione con Slow Food e patrocinata dal ministero delle Politiche agricole. La manifestazione si svolgerà lungo le vie e le piazze del centro storico della storica città disegnata da Arnolfo di Cambio per valorizzare le sue opere d'arte e, insieme, il meglio della norcineria italiana e di altri paesi.

Largo spazio sarà dato anche alle altre tipicità enogastronomiche di quella incontaminata zona appenninica, non lontano da Urbino e Gubbio, ai confini con l'Umbria e la Toscana. Il ricco programma dell'edizione 2010 è stato presentato a Roma, alla stampa estera, dal deputato Angelo Alessandri, presidente della commissione Ambiente della Camera dei deputati, da Alberto Mazzacchera, assessore al Turismo del Comune di Cagli e da Francesca Rocchi e Ugo Pazzi di Slow Food.

All'incontro, coordinato da Anuska Pambianchi, sono stati proiettati filmati sulle precedenti edizioni dell'evento e sulla città che diventerà per tre giorni un grande laboratorio del gusto. Per l'occasione molti edifici storici e palazzi nobiliari si trasformeranno in sale di degustazione e in percorsi didattici per educazioni sensoriali, esperienze tattili, visive, olfattive e interattive.

Slow Food nell'edizione 2007 aveva firmato proprio per Distinti salumi il Manifesto dei salumi buoni puliti e giusti. Elaborato da Tommaso Venturini che visto la manifestazione come il principale palcoscenico italiano per la valorizzazione delle produzioni norcine tradizionali, il progetto ha voluto rilanciare il dibattito sul futuro di questa tradizione e riportarla all'attenzione del grande pubblico, guidandolo nello stesso tempo ad acquisti consapevoli.

Non ultima finalità, secondo l'idea cara a Slow Food, quella di rispettare il lavoro di chi i salumi li fa. La necessità di conservare le carni, antica quanto l'uomo, si è trasformata nel tempo in un'arte raffinata, un vero patrimonio della nostra gastronomia che non può essere ricondotto alla semplice dimensione tecnica.

Ai vari aspetti di quest'arte è dedicata la festa che si articolerà in vari momenti e in diversi luoghi: nei cortili del Sale, dove si potranno degustare salumi italiani ed europei e nella piazza del Sale, dove saranno in vendita salumi di piccoli produttori artigiani e di modeste realtà commerciali selezionate. Il centro d'assaggio della Salumeria Cotta sarà ospitato dal chiostro della chiesa di San Francesco dove le interpretazioni del divin porcello verranno esaltate dagli spiedi e dalle griglie.Location d'eccezione per i laboratori Slow Food sarà il seicentesco palazzo Felici.

Tra le novità di questa edizione sarà il ritorno di Vittorio Castellani, alias Chef Kumalè, massimo esperto italiano di world food che guiderà il pubblico alla scoperta dei salumi "degli altri»"con le sue Officine gastronomiche che vedranno il Portogallo come prima nazione ospite. Altri protagonisti di eccezione saranno i cuochi di Marca, artefici di specialità marchigiane per gruppi di visitatori, ma solo dopo averli accompagnati a fare la spesa perché - lo sappiamo - non c'è un buon piatto senza una scelta consapevole delle materie prime.

Spazio alla musica, infine, con i ritmi del Fano jazz network, il meglio della proposta jazzistica regionale. Ma quale rilievo sarà dato all'antica norcineria marchigiana, famosa fin dal Medioevo, in una manifestazione così aperta ai prodotti nazionali e non solo? «Per la selezione dei prodotti ci stamo affidati a Slow Food - dice l'assessore al Turismo di Cagli Alberto Mazzacchera - perché ogni anno la proposta cambia e porta novità. Sicuramente le Marche hanno un paniere di prodotti di qualità non molto conosciuti ma questo è anche un pregio perchè il nostro turismo non è di massa e sa apprezzare anche il territorio, ancora integro, che è quello raffigurato dai dipinti di Piero della Francesca. Abbiamo ottime carni, anche bovine, non solo di suini dal manto scuro allevati allo stato brado o semibrado, che si cibano delle famose erbe del Montenerone, considerate salutari fin dall'antichità. La festa offrirà un patrimonio di sapori unito alla ricchezza della nostra storia, per valorizzare tutte le risorse del terrirorio».