I sapori dei Colli Berici prendono Roma per la gola
Le migliori produzioni delle colline dei Colli Berici si sono date appuntamento alla Città del gusto del Gambero Rosso, grazie a Vicenza Qualità, azienda della Camera di commercio vicentina. Protagonisti Nicola Portinari e Antonio Dal Lago che hanno fatto da guida nelle eccellenze della regione
ROMA - Tappa capitolina delle migliori produzioni delle colline dei Colli Berici alla Città del Gusto del Gambero Rosso. L'appuntamento è stato organizzato da Vicenza Qualità, azienda speciale della Camera di commercio vicentina, in prima linea nella promozione delle eccellenze del territorio e a sostegno dell'agroalimentare tipico e di qualità. Due grandi chef, Nicola Portinari (nella foto, a destra) del ristorante La Peca e Antonio Dal Lago (nella foto, a sinistra) del Casin del Gamba sono arrivati a Roma per presentare le loro interpretazioni di eccellenze Dop quali la Sopressa Vicentina, l'Asiago e il Prosciutto Veneto Berico Euganeo. Con altri prodotti come il Radicchio Rosso di Asigliano, il Broccolo Fiolaro di Creazzo, le patate di montagna, il mais Marano e il baccalà, hanno realizzato piatti intriganti e ben armonizzati, profumati da lamelle tartufo e arricchiti da extravergine dei Colli Iberici e del Grappa.
Gli chef sono stati presentati e affiancati dal giovane e vivace collega del Gambero Rosso Simome Rugiati, che senza nulla togliere al rigore dell'esecuzione di un piatto sa trasformare la sua presenza in uno show anche lontano dalle telecamere del channel.
L'evento di Vicenza Qualità è stato particolarmente apprezzato perché avviene dopo le recenti vicende legate al maltempo che hanno messo in crisi gran parte del Veneto e che hanno parzialmente coinvolto la provincia di Vicenza. Il ricchissimo menu presentato alla stampa e ai protagonisti della ristorazione romana prevedeva piatti declinati con creatività per esaltare la qualità degli ingredienti. Dopo un aperitivo di benvenuto con crostoli di mais con erba maresina, sfoglie di pane al Prosciutto Berico, crema di Broccolo Fiolaro, Frittelle di Baccalà al cuore di zenzero e crema di patate di montagna con Asiago e tartufo -abbinati al Lessini Durello spumante Doc - i due chef vicentini hanno presentato le loro creazioni unendo gusti più decisi con quelli delicati degli ortaggi.
In particolare è stata apprezzata la Sopressa nella versione caramellata nei Mezzi paccheri con ragout di Radicchio di Asigliano e cipolla glassata e miele. è un antichissimo salume, immortalato in un dipinto del 1577 da Jacopo da Ponte, garantito da un disciplinare che stabilisce razza, età e peso del suino e che obbliga all'uso dei tagli migliori tra cui la coscia, di solito destinata al nobile prosciutto. Insaccata con una concia di spezie,con o senza aglio, massaggiata, legata e stagionata secondo la pezzatura, regala un sapore delicato e persistente, leggermente dolce e pepato.

Dell'Asiago di due stagionature, ricco ingrediente dei Cappelletti con zuppa di Broccolo Fiolaro di Creazzo, ha parlato un esperto, Alberto Pertile. Sia lo stagionato, noto anche come 'd'Allevo”, che quello più fresco sono ingredienti versatili per molti piatti, con un corredo di importanti principi nutritivi tanto che in un convegno l'Asiago è stato definito prodotto nutraceutico. Due sapori che non si distinguono semplicemente dal periodo di stagionatura, ma da diverse lavorazioni. Il fresco, delicato e dolce come il latte appena munto, è prodotto con latte intero, mentre lo stagionato, che ha un gusto più deciso e variamente saporito a seconda dell'invecchiamento - dai 3 ai 12 mesi- si ottiene con latte scremato.
Dopo una sontuosa Guancetta di maiale con mele renette, riduzione di grappa stravecchia al ginepro e confettura di falso frutto di Rosa canina, il pubblico romano è stato conquistato dal dolci: il mandorlato di Lonigo, destrutturato in semifreddo con salda di mele cotogne e pere e, in un trionfo di cioccolato, di zabaione al Torcolato e con molta autoironia, la Torta La Gata (la gatta) perché come è noto i vicentini sarebbero 'magna gati”. Questa torta - simbolo di Vicenza, inventata nel 2006 per dare alla città un dolce rappresentativo, è stata realizzata per l'occasione dall'accademico maestro pasticciere Carlo Pozza e servita con le impronte del felino in zucchero a velo bene in evidenza nel piatto. I dessert sono stati accompagnati dai Doc Gambellara Recioto e dal Torcolato di Breganze mentre con i vari piatti sono stati serviti il Pinot Grigio Vicenza, il Gambellara Classico, il Vespaiolo di Breganze, il Sauvignon dei Colli Berici e il Tai Rosso Colli Berici Quest'ultimo vino è conosciuto come el vin de marangon (il vino del falegname) perché la leggenda vuole che un artigiano, in trasferta in Ungheria, riportase a casa alcune barbatelle di Tocai rosso. Comunque sia andata, su questo grande prodotto che dopo il 2007 ha dovuto abbandonare il nome di "Tocai Rosso" per omonimia con quello ungherese, il Consorzio dei vini Colli Berici Doc ha scommesso con un importante progetto. Si voleva ottenere un prodotto più intenso e strutturato che ben si adattasse ad un affinamento di medio-lungo periodo, e il risultato è che dalla vendemmia 2009 il vino ottenuto è stato inserito nel nuovo disciplinare di produzione come Tai Rosso Riserva.
Tra le varie iniziative di Vicenza Qualità per promuovere i prodotti del territorio sono da segnalare le interessanti pubblicazioni monografiche della Collana 'Le gustosità vicentine”, tradotte anche in inglese. La serie, curata da Pierluigi Lovo, è frutto di un lavoro di ricerca d'archivio che intreccia notizie storiche con la tradizione popolare. Ne sono usciti già otto: 'Il Baccalà alla Vicentina”, 'Il Radicchio Rosso di Asigliano”, 'Vini da dessert nel Vicentino”, 'L'Asparago Bianco di Bassano”, 'L'Olio di oliva extravergine”, 'Il Riso”, 'La Grappa” e 'La Ciliegia Vicentina”.

