è tornato a Modica (Ragusa) Choccobarocco, la manifestazione che rende onore al cioccolato della tradizione con sei giorni di festeggiamenti. Questa sesta edizione è particolarmente sentita perché finalmente la Commissione agricoltura del Parlamento europeo potrebbe inserire il cioccolato modicano tra quelli destinati a ricevere il riconoscimento Igp. Non resta che attendere l'8 dicembre, giorno in cui la notizia ufficiale sarà confermata nella seduta presieduta da Paolo De Castro.

E non è certamente un caso che la grande e coinvolgente kermesse, con la fanfara dei bersaglieri e le danze e i canti di Sicilia che concluderà Choccobarocco, è stata fissata per la stessa data. Inoltre la buona novella tanto attesa dovrebbe essere data personalmente da De Castro in videoconferenza proprio durante il convegno che si svolgerà al Palazzo consiliare sul difficile percorso verso la denominazione. Grande soddisfazione del sindaco, Antonello Buscema, di Antonino Scivoletto e di Tonino Spinello, rispettivamente direttore e presidente del Consorzio di tutela, che hanno portato a Bruxelles le richieste e le aspettative di tutta la popolazione.

La Contea di Modica è stata protagonista della grande storia del Regno di Sicilia ed ha dato i natali a Salvatore Quasimodo, eppure il suo nome evoca sopratutto il profumo intenso del cioccolato puro, proprio quel cibo degli dei con cui nel 1502 gli indios dell'isola di Guanaja stregarono Cristoforo Colombo.

è un cioccolato diverso per l'aspetto, la consistenza e la volutamente granulosa masticabilità, appena sfiorato dalle moderne tecniche di lavorazione. Si otteneva in origine triturando i semi tostati del frutto del cacao su una pietra ricurva, il metate, e si aggiungeva solo zucchero, tutt'al più vaniglia o cannella. Oggi - unica concessione alla modernità - si parte dai blocchi di pasta di cacao ma la lavorazione è quella di sempre, attenta e manuale, ritmata dalla battitura delle formine di metallo sul marmo dei laboratori artigiani e sui tavoli delle cucine.

A Modica infatti ognuno si fa il suo cioccolato, comprando la base al negozio e creandolo secondo i gusti e la fantasia: vanno molto quelli al pistacchio di Bronte,alla carruba,all'arancio e al peperoncino. Sono tradizioni tenute orgogliosamente vive. Tra i numerosi documenti che lo testimoniano, c'è una nota spese della famiglia Grimaldi - ramo cadetto dei principi monegaschi - in cui un nobiluomo il 22 febbraio 1753 fa una cospicua ordinazione di "bellissimo cacaos e buono zuccaro, vaniglia e cannella" motivandola così: «Avendo così assaggiato la cioccolata mi piacque al sommo».

C'è da notare che mentre la cioccolata che nei secoli passati prese la via dell'Europa subì infinite lavorazioni, in Sicilia il processo originale non fu abbandonato anche per la mancanza dei capitali necessari per passare dalla fase artigianale a quella industriale. E così questa cioccolata così diversa da ogni altra dal gusto è anche riconoscibile dal formato: un rettangolo da 100 grammi diviso in tre quadrotti da sgranocchiare o sciogliere nel latte o nell'acqua, proprio come facevano gli atzechi. Il consorzio, oltre a vigilare sulla qualità e sull'aderenza al disciplinare, promuove con il sostegno della Camera di Commercio di Ragusa varie iniziative a tema e, nello stesso tempo, si adopera perché sia meglio conosciuto il territorio e la città. Sono attivissimi il direttore Scivoletto, autore con Grazia Dormiente di importanti ricerche storiche e pubblicazioni, e il presidente Spinello, un vero artista che ha scolpito l'antico orologio della città in un blocco di vari quintali di cioccolato, pezzo forte del neonato Museo del Cioccolato Modicano. La lunga festa di Choccobarocco è sentita molto da tutta la popolazione e richiama sempre più visitatori.

Il programma ricco e articolato, può essere consultato su www.choccobarocco.it. In cartellone convegni, laboratori multisensoriali, degustazioni, escursioni nelle anguste stradine della città in Vespa o nelle storiche 500 Fiat, spettacoli teatrali e cinematografici e tanta musica. Numerosi ristoranti hanno predisposto un menu tutto a base di cioccolato. Sarà un'edizione Choccobarocco da ricordare.


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