L’arte della fotografia culinaria A Parigi premiati i 5 scatti migliori
Il Festival internazionale della fotografia culinaria ha premiato 5 su 40 fotografi tra i più bravi al mondo che si sono sfidati in scatti dall’alto tasso di clorofilla puntando l’obiettivo sul proprio orto segreto e declinando in diversi modi, dai più realistici ai più fantasiosi, verdura e frutta
PARIGI - Quaranta tra i più bravi fotografi del mondo si sono incontrati e 'sfidati” al Festival internazionale della fotografia culinaria, ospitato a Parigi al Village Bercy e all'Espace Mobalpa. Un viaggio dall'alto tasso di clorofilla che dai sapienti obiettivi fotografici ha mostrato frutta e verdura. Infatti, dopo 'Pesci, molluschi e crostacei”, il tema della seconda edizione ha strizzato l'occhio a una celebre filastrocca medievale francese: 'Sono sceso in giardino...”. In onore anche al padrino della manifestazione: Alain Passard, chef del tristellato e vegetariano L'Arpège di Parigi.
Una discesa nelle personali visioni degli artisti in gara che hanno declinato i prodotti dell'orto nel pittorico, realistico, naif, divertente, fantascientifico, crepuscolare e stupefacente.
Le nature morte di Paulette Tavormina hanno vinto il Grand Prix du Festival, conferito da una giuria di giornalisti, fotografi e personalità della gastronomia e presieduta da Edouard Cointreau, presidente del Gourmand World Cookbook Awards, il premio annuale dedicato alle pubblicazioni sul cibo e sul vino.

Da sempre affascinata dalla magia degli oggetti, dalla maestà e delicatezza della natura e dall'universo delle delizie culinarie la fotografa newyorkese, con un passato da stilista in riviste di cucina e accessorista cinematografica, per le sue nature morte si ispira alle opere spagnole, italiane e fiamminghe dell'epoca rinascimentale, accanto ai pittori barocchi come Francisco de Zurbaran e Adriaen Coorte e i colori della pittrice italiana Giovanna Garzoni.
In 'casa” il più patinato dei 5 premi, il Grand Prix de la Photographie du Patrimoine Gastronomique che è andato al francese Guillaume Gauter. Gauter con le sue scenografiche zucche ha conquistato la giuria composta da giornalisti e parlamentari, e presieduta dalla senatrice Catherine Dumas, del Club parlementaire de la Table Française e dal direttore del Journal du Parlement Olivier Tilière.

Per gli internauti e i visitatori del festival il migliore è stato il brasiliano Sergio Coimbra che ha vinto il Prix du Public, conquistando tutti con il suo non controllo della luce, il rifuggire dall'artificio e l'ironia come nel suo cocomero-padella.

Il migliore degli scatti di ricette a base di verdure, cereali, fiori, frutta e spezie preparate dai gourmet della rete, competizione lanciata dal sito www.750g.com, è di Emilie Guelpa, vincitrice del Prix des Blogueurs Culinaire.

Il Prix des Jeunes Talents è andato infine alla coppia allievo-chef e allievo-fotografo Benjamin Schmuck & Julie-Anne Mante della scuola di cucina Grégoire-Ferrandi e della scuola des Gobelins che hanno conquistato la giuria con la loro cipolla ai limiti dell'astrattismo e del design.

Una discesa nelle personali visioni degli artisti in gara che hanno declinato i prodotti dell'orto nel pittorico, realistico, naif, divertente, fantascientifico, crepuscolare e stupefacente.
Le nature morte di Paulette Tavormina hanno vinto il Grand Prix du Festival, conferito da una giuria di giornalisti, fotografi e personalità della gastronomia e presieduta da Edouard Cointreau, presidente del Gourmand World Cookbook Awards, il premio annuale dedicato alle pubblicazioni sul cibo e sul vino.

Da sempre affascinata dalla magia degli oggetti, dalla maestà e delicatezza della natura e dall'universo delle delizie culinarie la fotografa newyorkese, con un passato da stilista in riviste di cucina e accessorista cinematografica, per le sue nature morte si ispira alle opere spagnole, italiane e fiamminghe dell'epoca rinascimentale, accanto ai pittori barocchi come Francisco de Zurbaran e Adriaen Coorte e i colori della pittrice italiana Giovanna Garzoni.
In 'casa” il più patinato dei 5 premi, il Grand Prix de la Photographie du Patrimoine Gastronomique che è andato al francese Guillaume Gauter. Gauter con le sue scenografiche zucche ha conquistato la giuria composta da giornalisti e parlamentari, e presieduta dalla senatrice Catherine Dumas, del Club parlementaire de la Table Française e dal direttore del Journal du Parlement Olivier Tilière.

Per gli internauti e i visitatori del festival il migliore è stato il brasiliano Sergio Coimbra che ha vinto il Prix du Public, conquistando tutti con il suo non controllo della luce, il rifuggire dall'artificio e l'ironia come nel suo cocomero-padella.

Il migliore degli scatti di ricette a base di verdure, cereali, fiori, frutta e spezie preparate dai gourmet della rete, competizione lanciata dal sito www.750g.com, è di Emilie Guelpa, vincitrice del Prix des Blogueurs Culinaire.

Il Prix des Jeunes Talents è andato infine alla coppia allievo-chef e allievo-fotografo Benjamin Schmuck & Julie-Anne Mante della scuola di cucina Grégoire-Ferrandi e della scuola des Gobelins che hanno conquistato la giuria con la loro cipolla ai limiti dell'astrattismo e del design.


