Solo il gusto non basta più. In cucina conta anche il design
Al Sia Guest di Rimini, lo chef stellato Di Costanzo e i designer Mussapi e Crippa si confrontano sull’importanza di estetica ed ergonomia in sala e in cucina: sapori e profumi restano gli aspetti centrali, ma le forme contano eccome. Sulla tavola, ma anche all’interno di una cucina professionale
RIMINI - Sapori e profumi restano gli aspetti centrali della ristorazione, ma le forme contano eccome: sulla tavola, ma anche all'interno di una cucina professionale. Questa la sintesi del convegno 'Designer non per caso: chef e designer, forma, ergonomia, materiali”, organizzato dalla rivista Suite (Be-Ma editrice) al Sia Guest di Rimini Fiera. A confrontarsi sul tema, Nino Di Costanzo, chef stellato con il 'vizio” del design, e due progettisti a tempo pieno: Massimo Mussapi e Davide Crippa.Di Costanzo è lo chef del ristorante Il Mosaico, all'interno dell'hotel Terme Manzi a Ischia. Oltre alle due stelle Michelin, quest'anno è entrato nel gruppo Grand Chef Relais & Châteaux, «un risultato di squadra, che non sarebbe stato possibile senza i ragazzi straordinari che lavorano con me». Ma l'innovativo e sapiente lavoro sul cibo non gli basta: «Da tre anni - spiega Di Costanzo - disegno quasi tutti i piatti usati nel ristorante. Amo l'arte, e credo che la tavola debba essere il luogo dei sensi: gusto e olfatto prima di tutto, ma anche la vista deve essere appagata, in sala come in cucina. Una cosa deve essere chiara: lo chef non è un architetto. Ma è utile lavorare in simbiosi con chi si occupa di design, per migliorare l'ambiente in cui la nostra squadra lavora ogni giorno».
Concetti che l'architetto Mussapi ha cercato di sviluppare in diversi suoi progetti, l'ultimo dei quali è una linea di forni professionali. «Mi piace - sottolinea - l'idea di creare un oggetto che sarà usato da migliaia di persone nel loro lavoro quotidiano. Per questo ho studiato a fondo la logica di utilizzo dei forni, ascoltando le persone e cercando di rispondere alle loro esigenze. Ad esempio, per indicare le diverse funzioni dell'apparecchio, invece di incomprensibili pittogrammi, ho usato le foto. In fondo il modo di lavorare di noi progettisti ha forti similitudini con quello degli chef».
Sul tema dell'estetica e dell'ergonomia all'interno della cucina, Mussapi e Crippa sono concordi: «Chi ha detto che le cucine devono essere per forza brutte, tristi? Cosa impedisce, per esempio, di usare il colore? Ma soprattutto, perché le cucine dei ristoranti, soprattutto le più piccole, sono così poco pratiche? La progettazione deve ispirarsi di più alla cucina domestica: ci sono troppi spazi inutilizzati che si possono riempire con mobili e altri elementi utili, in modo che il cuoco abbia sempre tutto sotto mano».

