“Diamoci del T”, per conoscere e comunicare i salumi trentini
Nel fine settimana del 20 e 21 novembre a Cembra si svolge la manifestazione “Diamoci del T”. Si tratta di un percorso suddiviso in 4 moduli, della durata complessiva di 8 ore, dedicato a vari approfondimenti relativi alla tradizione dei salumi trentini. È organizzato dal Consorzio Trentinosalumi
Nel contesto dell'evento 'Diamoci del T” organizzato a Cembra (Tn) sabato 20 e domenica 21 novembre (programma completo: www.trentinosalumi.it), il Consorzio Trentinosalumi ha organizzato un corso suddiviso in 4 moduli della durata complessiva di 8 ore dedicato a vari approfondimenti relativi alla tradizione dei salumi trentini. Il corso è finalizzato a veicolare informazioni aggiornate agli operatori dell'accoglienza turistica, con particolare riguardo agli Accompagnatori di territorio del Trentino. Lo scopo è quello di fornire gli operatori di un patrimonio di conoscenze utili nella loro attività di contatto con il pubblico e i turisti, nell'ottica della valorizzazione di una delle produzioni più rilevanti e identificative del Trentino.Il corso prenderà il via sabato 20 novembre, a partire dalle ore 9,30 presso Palazzo Maffei. Ecco la distribuzione dei moduli: sabato 20 novembre (ore 9.30-11.30) Loris Largher, presidente Consorzio Produttori Trentini di Salumi e socio del Salumificio di Casa Largher di Cembra, interverrà su origini e prospettive dei salumi in Trentino; dalle ore 11.30 alle ore 15.15, con pausa pranzo dalle ore 12.00 alle ore 13.30, Silvano Bedogni, Presidente dei Periti Industriali di Reggio Emilia, specializzato in tecnologie alimentari, esporrà gli aspetti tecnici di realizzazione dei salumi trentini con il supporto di quattro produttori: Fabio Bomé, del Salumificio Bomé di Pieve di Bono, che svelerà i segreti della Carne Salada del Trentino; Andrea Gasperi, del Salumificio Val Rendena, che racconterà come produce lo Speck del Trentino; Francesca Abram, della Abram Carni di Sarnonico, che illustrerà le fasi di produzione della Mortandela Affumicata della Val di Non; Enzo Sighel, della Macelleria Tipica Trentina Linea Carni Sighel di Pinè, con un intervento dedicato alla 'Luganega del Trentino”. Dopo la pausa caffè, dalle ore 15.15 alle ore 17.15, Davide Mondin, consulente per Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e per Slow Food, tratterà di 'Denominazioni e i sistemi di identificazione e tutela”. Domenica 21 novembre, alle ore 9,30 si terrà il quarto modulo con Andrea Sinigaglia, executive manager e docente di 'Storia e cultura della cucina italiana” di Alma, e con l'intervento di Edoardo Raspelli.
Fra le tematiche del quarto modulo, un particolare rilievo avrà la presentazione del progetto 'Senti la differenza” della Federazione trentina della cooperazione, partner particolarmente significativo in 'Diamoci del T”. E saranno riconducibili a 'Senti la differenza” anche i prodotti utilizzati durante le prove di cucina degli Istituti alberghieri domenica 21 novembre, ore 12.00 (Centro sportivo polifunzionale).
In conclusione della prima giornata del corso, Sabato 20 novembre, presso le sale di Palazzo Maffei di Cembra, l'appuntamento è invece con il Party B2B organizzato dalle ore 20.00 alle ore 24.00 con interpretazioni di salumi trentini proposte dal ristorante "Locanda del Passatore" di Faver (Tn). Sapori decisi, ma anche 'declinabili” in ricette che vanno oltre la tradizione locale per appagare i più diversi gusti. E che si prestano a diventare portata importante nei pasti, ma anche appetitosi stuzzichini negli happy hour o complementi d'aperitivo: ecco come si presenteranno all'assaggio i salumi trentini in un party (esclusivamente su invito, numero posti limitato) che farà l'occhiolino al glamour e al business, con l'animazione affidata alla sfilata di capi di moda disegnati dalla stilista trentina Luisa De Oratis e al sottofondo musicale dei Muller Trio.

La magia di Cembra: l'arte, le suggestioni e la storia
Per le strade di Cembra domenica 21 novembre sarà possibile percorrere le vie, i viottoli, le arcate e i portici dalle ore 14.30 in poi grazie al percorso inserito nel programma dell'iniziativa 'Diamoci del T” e ottimizzato dalle visite guidate degli Accompagnatori di Territorio del Trentino. Dodici tappe, di cui 10 dedicate ai prodotti gastronomici del Trentino, molte delle quali ambientate nelle caratteristiche 'caneve” (cantine), e 2 ad altrettanti luoghi emblematici di Cembra: la Chiesa di San Pietro e i Presepi Artistici di Antonio Nardon. Percorrendo le vie di Cembra, i visitatori potranno compilare una speciale cartolina, con timbri previsti ad ogni sosta. La cartolina potrà essere spedita al termine del percorso. E Cembra, con la sua magia, inizierà a viaggiare.
C'è qualcosa di magico a Cembra e la magia sta in una serie di sorprese che il paese (667 metri di altitudine, 1.750 abitanti, 26 chilometri da Trento) svela a chi lo visita. Il paesaggio è lì da vedere, con i suoi terrazzamenti vitati che producono Muller Thurgau, Cabernet, Pinot nero, Chardonnay e Nosiola, quasi un giardino acrobatico da ammirare a ogni tornante e in ogni prospettiva. E ci sono le cave, quelle di porfido, perché questa è storicamente la valle del porfido, lo stesso utilizzato per l'altare e i suoi scalini della Sagrada Familia di Barcellona. Il porfido racconta le vie del centro di Cembra, i suoi viottoli e i suoi 'avvolti”, termine che indica portici antichi. Per vivere il racconto del porfido occorre lasciare l'auto nella zona pianeggiante del paese, quella attraversata dalla strada provinciale, e salire, passo dopo passo.
è nel centro antico che la magia si svela. S'impara subito che, benché non in piano, qui è impossibile scivolare: le lastre di porfido infisse secoli fa nella terra frenano ogni slittamento. S'impara anche che dopo una curva stretta potrebbe comparire l'arcata di una casa e necessariamente occorre passare sotto. Il disegno urbanistico del paese non c'è, almeno secondo le teorie moderne. Ed è questa la magia, perché qui, ora, potrebbe essere il Medioevo e non stupirebbe incontrare un valligiano in tunica che trasporta fascine o un cavatore di porfido o una massaia che va alla fonte con la sua brocca per l'acqua.
è un luogo unico ed è un luogo vero, che la lungimiranza dei suoi abitanti ha conservato così com'era, preferendo costruire case moderne nell'area pianeggiante e lasciando che Cembra conservasse la sua straordinaria identità. Lassù, a 1.195 metri, sopra Cembra, c'è il Lago Santo. L'hanno formato i ghiacci ed è l'apice di un tempo fermo, con i suoi colori in estate e il ghiaccio, che ancora c'è in inverno per chi ama il pattinaggio e il curling, sport che a Cembra vanta i migliori campioni nazionali.
La Chiesa di San Pietro e i suoi straordinari affreschi
E' la più rilevante espressione di gotico trentino nella Val di Cembra e la più antica chiesa del paese. Un tempo aveva funzione di Pieve, citata da Paolo Diacono e documentata dal 1224 ma risalente nel suo impianto originario con ogni probabilità a prima dell'anno 1000. La chiesa presenta una sola navata e campanile medievale. Nervature su mensole a forma di testa di cherubino definiscono 19 campi nel presbitero, ciascuno affrescato in stile veneto da autore ignoto cinquecentesco. Le figure ritratte sono quelle di Dio Padre, degli Evangelisti, dei Patriarchi e dei Profeti. Nell'abside, gli affreschi raffigurano la Crocifissione, i Santi e la Raccolta della Manna. Mirabile la parete sud, interamente affrescata con scene della vita di Gesù. La volte dalla navata è abbellita da rappresentazioni floreali e teste di putti.
Ma straordinari e sorprendenti sono soprattutto gli affreschi della parete nord, opera di Valentino Rovisi di Moena (1715-1783), della scuola del Tiepolo. Si tratta di un Giudizio Universale, datato 1759, di mirabile fattezza e tocco leggero, con particolare cura negli incarnati e prospettica. La recente scoperta di una capsiola argentea conservata nella cella memoriae nei pressi dell'altare e indicativa della fondazione della chiesa ha permesso di retrodatare al VI secolo d.C. l'originario impianto dell'edificio di culto.
I presepi che non t'aspetti: l'arte di Antonio Nardon
Non solo Natale: qui, nel sottoportico Costanzi, Antonio Nardon fa vivere i suoi presepi tutto l'anno. Li costruisce con legni, noci, nocciole, rametti e li mette in azione, crea la notte e poi il giorno, anima il mulino ad acqua e fa scendere la neve. E spiega che una ghianda, in fondo, non è soltanto una ghianda: dipende da come la guardi e da come la giri ed eccola trasformata in una pecorella, anzi due, sorridente da una parte, triste dall'altra. Nardon è un artista che conosce il legno e, soprattutto, lo riconosce perché sa vedere in un ramo ciò che potrà diventare. Il risultato è una galleria scultorea unica al mondo, composta da migliaia di pezzi, a propria volta unici.
Sostengono l'iniziativa 'Diamoci del T”:
- Main sponsor: Servizio Turismo Provincia Autonoma di Trento con marchio "Trentino"
- Patrocinio istituzionale: Comune di Cembra; Consorzio BIM Valle dell'Adige; Comunità di Valle della Val di Cembra; APT Pinè Cembra; Federazione Trentina della Cooperazione.
- Sponsor: Cassa Centrale Banca; Cassa Rurale di Giovo; Cassa Rurale Lavis Valle di Cembra; ITAS Assicurazioni.
- Partner istituzionali: IFPA Rovereto e Levico Terme; ENAIP Tesero; Associazione Accompagnatori di Territorio del Trentino.
- Partner tecnici: Fondazione E. Mach; Molino Pellegrini; DeManincor; Inoxpiù; Mobiltris; Risto3; TondinGroup, Associazione Panificatori della Provincia di Trento.
Informazioni organizzative 'Diamoci del T”:
Consorzio Trentinosalumi
via Brennero 182, 38121 Trento
Tel 0461 420300 - Fax 0461 803856
info@trentinosalumi.it

