Risparmiare sull'Expo 2015? Formigoni: Niente tagli alle spese
La crisi si fa sentire all'Expo. Il governo starebbe pensando a un piano B, all’insegna del risparmio ma in grado di garantire un livello alto. I "tagli" all'evento del 2015 sarebbero nel progetto sulla scrivania di Tremonti. Formigoni: Non so di un piano B, ma occorre ripensare un Expo nuovo
MILANO - Cala l'austerity sull'Expo. La crisi si fa sentire anche nei preparativi. Il governo starebbe pensando a un piano B, all'insegna del risparmio ma in grado comunque di garantire un livello alto all'Esposizione internazionale. Più sobrietà in linea con il tema scelto, quello dell'alimentazione e della sostenibilità ambientale. A preoccupare sono anche i dati sull'affluenza: Saragozza è stato un mezzo flop, e i turisti attesi attesi a Milano non arriveranno a 27 milioni, forse 12 milioni e per giunta la maggior parte verrà dalla Lombardia e dall'Italia. Il piano B punta a rivedere la realizzazione delle "opere essenziali": aree espositive, alberghi, collegamenti e la gestione dell'evento. Poi la rinuncia a tutto quanto fa spettacolo: le torri, le scenografie, le musiche, il catering. Meglio investire sulle opere che seviranno in futuro, come le infrastrutture. «Non so di un piano B, ma occorre ripensare un Expo nuovo - ha sottolineato il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (nella foto a destra) - Il governo coprirà tutte le spese. Niente opere gigantesche, ma comunicazione e linguaggi». Gli fa eco Lucio Stanca (nella foto sotto), amministratore delegato della società Expo 2009: «Niente tagli, gli stanziamenti sono già stati decisi»
Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, riporta il Corriere della sera, ha detto di non essere a conoscenza del fatto che il governo stia esaminando un "piano B" per il ridimensionamento dell'Expo del 2015 a Milano. «Francamente no», ha risposto Formigoni a chi gli chiedeva se fosse a conoscenza di tale piano, di cui parla oggi il Corriere della sera, a margine di un incontro alla Prefettura di Milano. «Anche recentemente agli Stati Generali - ha ricordato Formigoni - il presidente Berlusconi ha garantito che il governo coprirà tutte le spese che si è impegnato a realizzare». «Noi - ha affermato - stiamo lavorando in contatto costante con il governo e con le altre istituzioni interessate, sorvegliando perché ogni euro sia speso con il massimo di efficacia».
IL RIPENSAMENTO - Formigoni ha però ammesso che è necessario "ripensare" l'evento alla luce dalla situazione attuale, escludendo le "opere gigantesche". «Certo, realizzare l'Expo dopo questa crisi economica significa pensare un Expo nuovo, fondato sulla comunicazione e sui linguaggi per attirare l'attenzione di tutto il mondo». «Non gigantesche opere - ha concluso Formigoni -, che avevamo escluso fin dall'inizio, e soprattutto un utilizzo buono ed efficiente di tutte le risorse».
Lucio Stanca: Niente tagli, gli stanziamenti sono già stati decisi
«Un piano B? Non ne sono a conoscenza. Per quanto riguarda gli stanziamenti del governo alla società Expo 2015 spa questi sono già stati decisi». Così, come riporta il Corriere della sera, Lucio Stanca, amministratore delegato della società per la manifestazione, nega ci sia un piano alternativo per l'organizzazione dell'Expo di Milano che prevederebbe una serie di tagli di quasi due miliardi."RISCHIO ANNULLAMENTO - Stanca rincara la dose: «Ricordo anzi che durante gli stessi Stati generali il presidente del consiglio ha confermato tutti gli impegni del governo in relazione agli stanziamenti». E non nasconde che l'esistenza del Piano B potrebbe essere un grande problema. «Un eventuale ridimensionamento del progetto Expo di Milano dovrebbe comunque essere presentato al Bie e questo porterebbe molto probabilmente ad un annullamento dell'organizzazione dell'Expo a Milano».
DE CORATO: «CHIACCHIERE» - «Il Piano B? Devo prendere per buono quanto detto dal presidente del Consiglio agli Stati generali dell'Expo: tutto il resto sono chiacchiere», è il commento del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato (nella foto a destra). Sulla stessa linea anche il governatore Roberto Formigoni, che però ha ammesso che, vista la crisi economica, occorre pensare a un nuovo Expo basato più sulla comunicazione che sulle "opere gigantesche".

