La patata di Cesiomaggiore Ad agosto la festa provinciale
Dal 21 al 23 agosto a Cesiomaggiore si svolgerà la Festa provinciale della patata che cresce nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, prezioso tubero dalle qualità impareggiabili, codificate da un rigoroso disciplinare di produzione, che vieta trattamenti di diserbo e insetticidi chimici
Nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi è coltivata la 'patata di Cesiomaggiore” in varietà a differente dimensione, consistenza, granulometria, umidità, colore e sapore, quali la Majestic (pasta bianca, farinosa, ottima per farine e gnocchi), la Bintje (a buccia gialla chiara come la polpa, adatta a gratin, arrosto e fritta), la corneta (a cornetto, di piccole dimensioni, con pasta di colore giallo paglierino, soda e morbida, ottima per sughi con carni) o la rafaiosa (buccia ruvida, a pasta gialla, con buon contenuto secco)”.
Il sano ambiente montano, tra i 35 ed i 600 metri, e l'alto dislivello termico tra giorno e notte garantiscono una qualità impareggiabile, codificata da un rigoroso disciplinare di produzione, che vieta trattamenti di diserbo ed insetticidi chimici. La raccolta 'novella” inzia a luglio e prosegue in estate, fino ad esaurimento dei 2500 quintali di produzione annuale media. Il prezzo? € 1.20 al kg.
Il Parco nazionale annovera altre preziose produzioni tipiche: la fragola delle Dolomiti bellunesi, la zucca bellunese, la farina di mais sponcio, l'orzo agordino decorticato a pietra, il farro Grande Alpino o Spelta, il fagiolo Gialet, il fagiolo di Lamon Igp, la noce Feltrina, il morone di Rasai, il Pom Prussian.
Una giornata a Cesiomaggiore inizia al Museo etnologico di Seravola, scrigno delle tradizioni e del folclore locale, accolti dal gruppo folcloristico di Cesiomaggiore e prosegue alla Cooperativa agricola Fiorita, attiva da 32 anni, con 180 soci, guidata da Eugenio Garlet, che produce tutte le suddette eccellenze vegetali e il caffè d'orzo bellunese. L'orzo dristico ci introduce a Pedavena, alla Fabbrica di Birra di Pedavena: affascinante la vista alla sala cottura di inizio novecento, con caldaie di fabbricazione in rame, mosaici e stucchi; impagabile la degustazione della Birra Centenario e della Birra 110, nate per celebrare i 100 e 110 anni di attività aziendale.
Il menù "Dolomiti d'autunno" creato da Paola Budel, giovane cuoca tra le più apprezzate d'Italia, nativa di Cesiomaggiore
- Tortino tiepido di mais di Lentiai e formaggio di latteria.
- Patata di Cesiomaggiore al fior di sale e pastin di Belluno.
- Guazzetto di fagioli di Lamon ai ciccioli acidulati di guanciale pepato e falde di stoccafisso.
- Agnello dell´Alpago cotto al vapore su fieno, crema di moroni di Seren del Grappa e ragout di ciodet di Alano di Piave.
- Tarte tatin all´olio con mela prussiana di Faller di Sovramonte, mela di Mel e zucca di Caorera al profumo di ginepro.
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