«è una meraviglia a cui partecipare è obbligatorio». è l'invito con cui Paolo Zoffoli e Mauro Grandini, rispettivamente sindaco e assessore alla cultura del comune di Forlimpopoli, hanno sintetizzato i loro interventi di presentazione della Festa Artusiana, nel corso della conferenza che si è svolta nella bellissima sede di Casa Artusi. «Il successo della festa è merito della città», tiene a precisare il sindaco, mentre le campane suonano il mezzogiorno, ma non è un'azione di disturbo alla don Camillo, tutt'altro; in questa terra i ritmi sono ancora quelli di una sana cultura alimentare che, anche con le campane, ricorda le ore comandate per i pasti.

«La nostra Festa - esordisce Mauro Grandini che di Artusi, insieme a Laila Tentoni, viecepresidente di Casa Artusi, è uno dei più fervidi sostenitori -si è sempre caratterizzata per il suo contenuto culturale e non semplicemente godereccio. Artusi e stato l'uomo che ha dato alla cucina un linguaggio italiano, e noi vogliamo dare valore a questo aspetto. Il file rouge di ogni iniziativa che ruota attorno alla sua figura è questo, in preparazione dell'evento del Centenario  della morte, nel 2011».

Affermazioni che trovano riscontro nell'intervento di Laila Tentoni che illustra l'evento descrivendolo come «una festa gioiosa e pensante, più artusiana ancora, rispetto alle precedenti edizioni. Dalle parole di Pellegrino Artusi che cercava 'il bello e il buono ovunque siano”, noi abbiamo coniugato il bello e il buono come il vero in tavola. Da qui le iniziative che puntano ad evidenziare il problema del 'falso in tavola”, una vera e propria emergenza culturale a cui occorre porre rimedio».

Infine tocca a lei, Susy Patrito Silva, la invidiabile direttrice di Casa Artusi che illustra le iniziative che la struttura ospiterà nei giorni della festa, raccontando la filosofia di Casa Artusi; con le sue parole riesce a consolidare la sensazione che si prova non appena si varca la soglia di questa straordinaria struttura: ci si sente a casa. Ma questo è Forlimpopoli.

La promozione della cucina di casa, la meditazione su tradizione ed innovazione nella gastronomia, la ricerca del vero in tavola e dei prodotti di qualità saranno al centro della Festa Artusiana 2009. Arrivata alla 13ª edizione la festa, in programma dal 20 al 28 giugno 2009 a Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi, continua a mettere al centro dell'attenzione il cibo non solo come piacere per il palato, ma anche come tema di riflessione culturale e sociale, nel solco di una tradizione ormai consolidata in 13 anni di vita, secondo la formula che affianca momenti di spettacolo a convegni di alto livello e che rende la manifestazione uno degli appuntamenti più amati dell'estate romagnola.

Durante i nove giorni di festa, si alterneranno oltre 150 appuntamenti fra laboratori e degustazioni, una ventina di appuntamenti imperniati sulla cultura del cibo, più di 50 spettacoli di ogni genere (teatro, cabaret, concerti, performance di strada, e molto altro) oltre 30 ristoranti allestiti appositamente per la festa che si affiancano a quelli già attivi a Forlimpopoli, con una formula ormai consolidata che la rende uno degli appuntamenti più amati dell'estate romagnola. E ci saranno ospiti importanti, che affronteranno i diversi temi della cultura gastronomica: fra loro il professor Tullio Gregory, premio Marietta ad honorem 2009, Massimo Bottura, patron dell'Osteria francescana di Modena, Giovanni Ballarini, presidente dell'Accademia italiana della cucina. Rinviato, invece, all'autunno l'incontro con Serge Latouche, il paladino della decrescita, a cui è stato assegnato il Premio Artusi 2009.

Vade retro, parmesan, parmesao, parmesito! A Casa Artusi si riflette sul "vero in tavola"

Anche nel 2009 Casa Artusi, vero cuore della festa, propone un ricco programma di iniziative. Ideale filo conduttore il tema del 'vero in tavola”. Si comincia sabato 20 giugno, alle ore 20,45 con un appuntamento nella chiesa dei Servi dal titolo 'Tradizioni, tradimenti e innovazioni in cucina. La tradizione non è altro che la selezione delle buone innovazioni”.

Accanto a Luciana Garbuglia, coordinatrice per Upi Emilia-Romagna del progetto 'La gastronomia in Emilia- Romagna”, e a Tiberio Rabboni, assessore all'Agricoltura della regione Emilia-Romagna, ci saranno Piero Meldini, studioso e scrittore, nonché componente del comitato scientifico di Casa Artusi, e Giovanni  Ballarini, presidente dell'Accademia italiana della cucina. A loro il compito di presentare il volume curato dallo stesso Ballarini assieme a Paolo Petroni, dal 'Il falso in tavola. Una mistificazione da conoscere e da contrastare”. Il testo è frutto di una ricerca dell'Accademia e mostra come il falso culinario prosperi non solo all'estero, ma anche in Italia. Da qui bisogna cominciare per correre ai ripari e effettuare un lavoro di grande civiltà: salvare la cucina italiana e, come indica la mission di Casa Artusi, partire da quella domestica che ha un ruolo di grande impulso per la ristorazione e la produzione in generale.

Un'ideale risposta a questo problema arriverà giovedì 25 giugno, quando alle 20.45 si svolgerà il convegno nazionale 'Il buon cibo del Pellegrino. Il valore del made in Italy”, che metterà sotto i riflettori i protagonisti del cibo 100% italiano. Organizzato da Coldiretti Emilia- Romagna e moderato da Lisa Bellocchi, giornalista Rai, l'incontro mette in scaletta gli interventi di: Franco Pasquali (segretario generale Coldiretti), Rosario Trefiletti (presidente di Federconsumatori), Adamo Zoffoli (direttore del Consorzio agrario di Forlì-Cesena), Claudio Pezzi, Daniele Bazzocchi, Laila Tentoni (vicepresidente di Casa Artusi), l'assessore regionale Tiberio Rabboni. Conclude i lavori Mauro Tonello, vice Presidente di Confederazione nazionale Coldiretti.

 Pentola vecchia fa buon brodo? La cucina di casa, tra tradizione e evoluzione tecnologica
La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, il celebre ricettario scritto da Pellegrino Artusi, nacque in una cucina lontana anni luce da quelle del 21° secolo, con tecnologie radicalmente diverse. Le massaie dei primi del Novecento non avevano a disposizione frigoriferi, forni ventilati, fruste elettriche, tegami antiaderenti (anche se in compenso avevano più tempo da dedicare ai fornelli).

Come si innesta l'innovazione tecnologica sulla tradizione gastronomica? In che misura i nuovi utensili del cucinare hanno influenzato la cucina di casa? E con essi siamo in grado di riprodurre fedelmente le ricette delle nonne? L'evoluzione della cucina domestica alla luce delle innovazioni tecnologiche e del design sarà il filo conduttore del convegno dal titolo 'Artusi, le tecnologie, il design”, in programma sabato 27 giugno alle ore 18,30 a Casa Artusi.

In programma gli interventi di Alberto Capatti (docente di storia della cucina e della gastronomia, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e Colorno), di Aldo Colonetti (filosofo, direttore scientifico dell'Istituto europeo di design), di Marco Dalla Rosa (docente di tecnologia degli alimenti presso l'Università di Bologna) e di rappresentanti delle aziende Alessi e Guzzini. Presiede Massimo Montanari, presidente comitato scientifico Casa Artusi. Partecipa Giovanni Sedioli, assessore Scuola e formazione professionale regione Emilia-Romagna.
 
Dalle fosse al frigorifero. La conservazione del cibo da Columella ad Artusi
Chi volesse scoprire come se la cavavano con la conservazione degli alimenti gli antichi romani potrà soddisfare la propria curiosità in occasione dell'incontro 'La conservazione del cibo da Columella ad Artusi. I luoghi della conservazione in Romagna”, in programma a Casa Artusi mercoledì 24 giugno, alle ore 20.45.

Punto di partenza i testi del romano Columella e del grande Pellegrino, che pur essendo espressione di culture gastronomiche lontanissime, propongono in entrambi i casi sistemi conservativi 'casalinghi”, basati cioè sull'impiego di conservanti naturali. E chissà che qualche metodo non possa rivelarsi efficace anche oggi. Nel corso dell'incontro sarà presentata l'omonima mostra 'Conservare il cibo da Columella ad Artusi”, che verrà allestita nel castello di Cusercoli di Civitella di Romagna dal 3 ottobre 2009 al 6 gennaio 2010. Nel frattempo, durante tutta la durata della festa, verranno svolte visite guidate sul tema all'interno del museo archeologico 'Tobia Aldini”.
 
Il filosofo e le aziende. I premi Marietta ad honorem
Protagonisti della festa saranno anche i vincitori del Premio Marietta ad honorem 2009, assegnato quest'anno a personaggi tra loro molto diversi: Tullio Gregory, autore di ponderosi saggi filosofici, e ad Alba e Desolina (detta Lina) Milandri, due arzille signore che gestiscono da più di 40 anni la trattoria Passatore di Salbagnone (Fc).

Tullio Gregory, noto per i suoi testi (generazioni di studenti si sono formate sul suo manuale di filosofia), vanta un curriculum di tutto rispetto: professore emerito di storia della filosofia all'Università di Roma "La Sapienza” e attualmente direttore dell'Enciclopedia italiana Treccani, ha insegnato anche alla Sorbona, ed è membro dell'Accademia dei Lincei. Ma Gregory è anche un gourmet raffinato ed esigente, che alla nouvelle vague della cucina preferisce i saperi dell'ars culinaria più tradizionali. Durante la Festa Artusiana lunedì 22 giugno alle 20,45 Tullio Gregory terrà a Casa Artusi una lezione sulla storia del gusto, seguita da una degustazione del 'Baron di Castrato”.

Del tutto diversa l'esperienza di Alba e Desolina (detta Lina) Milandri, rispettivamente di 81 e 85 anni, da sempre al timone della Trattoria Passatore, dove propongono piatti rigorosamente casalinghi, quelli insegnati loro dalla mamma Amedea: pasta tirata al matterello, carni arrosto cotte lentamente, involtini al sugo, dolci come la crema di mascarpone e i 'baracuclin”, la cui ricetta è arrivata nelle mani delle sorelle Milandri dalla casa dei Marchesi Paulucci di Calboli, proprietari di una grande villa a Selbagnone. La premiazione è in programma domenica 21 giugno alle 20.45 a Casa Artusi.

Nella serata di lunedì 22 giugno (sempre alle 20.45 a Casa Artusi) Tullio Gregory sarà protagonista, di un incontro sul tema 'Del gusto e della sua storia”. Al suo fianco Massimo Montanari, Presidente del Comitato Scientifico di Casa Artusi. A seguire tutti a scuola di cucina con 'Il baron di castrato”,  degustazione di questa pietanza in uso, un tempo, nella cucina romagnola (su prenotazione: max 25 posti, euro 5,00)
 
Il professore delle decrescita. Premio Artusi a Serge Latouche
In continuità con le riflessioni portate avanti nel corso della Festa Artusiana, come la riduzione dei consumi superflui, la riscoperta della cucina di casa, la ricerca del vero in tavola, la proposta di corretti stili di vita rispettosi dell'ambiente, l'economista e sociologo francese Serge Latouche, teorico della 'decrescita serena”, è il vincitore del Premio Artusi 2009, assegnato ogni anno dal comune di Forlimpopoli a chi contribuisce, con il pensiero e con le opere, alla riflessione su cibo e dintorni.

Secondo Latouche, la decrescita non va intesa in senso negativo e rinunciatario: «sarebbe più esatto parlare di a-crescita, così come si parla di ateismo, si tratta proprio dell'abbandono d'una fede, di una religione, quella dell'economia senza regole, del progresso e dello sviluppo sfrenato». Il Premio Artusi 2009, assegnato per la forza e l'attualità della riflessione e la coerenza di vita, verrà consegnato a Latouche in occasione di un evento organizzato appositamente per approfondire queste tematiche, a Forlimpopoli, domenica 11 ottobre 2009, un'occasione per incontrarlo dal vivo e ascoltare le sue riflessioni.
 
 Eccelenza francescana. Premio della regione Emilia Romagna allo chef Massimo Bottura
La regione Emilia Romagna, e in particolare l'assessore all'Agricoltura Tiberio Rabboni, ha scelto la Festa Artusiana per consegnare un proprio riconoscimento a Massimo Bottura, patron dell'Osteria francescana di Modena, che è il primo cuoco italiano inserito nella graduatoria mondiale della prestigiosa S. Pellegrino World's 50 Best Restaurants 2009 al 13° posto. Grande artista e maestro di cucina, Bottura valorizza con armonica creatività e tecniche innovative i prodotti di eccellenza del territorio nella sua Osteria francescana a Modena. Ha recentemente fondato con altri colleghi un'associazione per valorizzare la gastronomia che si chiama 'Cheftochef emiliaromagnacuochi”. La cerimonia di consegna avverrà  sabato 20 giugno alle ore 20.45 a Casa Artusi.
 
Una regione a tavola. Il veneto protagonista a Casa Artusi
Casa Artusi prosegue il suo ideale viaggio fra le regioni italiani: dopo aver dedicato l'edizione 2008 alla Toscana, per il 2009 il protagonista è il Veneto con la sua tradizione gastronomica, che sarà approfondita in una serie di incontri e di degustazioni.

Si comincia venerdì 26 giugno, alle 20.45 con un incontro di conoscenza e degustazione dedicato ai Prosecco veneti, condotto dal sommelier Giorgio Amadei di Ais Romagna. Domenica 28 giugno, doppio appuntamento: alle 20.45 saranno presentati i volumi 'Cucina di storie” a cura di Annalisa Bruni, Lucia De Michieli, Anna Toscano e 'Una storia veneta” di Diego e Marco Boscarato. A seguire, la scuola di cucina, che vedrà in azione Marco Boscarato, membro della famiglia che gestisce da generazioni 'L'Amelia” di Mestre, luogo di culto del mangiar bene di questa regione. Marco Boscarato prepara un piatto tipico della trattoria Dall'Amelia: baccalà mantecato con polenta gialla di mais spincio della Valbelluna proposto in abbinamento con il Risveglio Verdiso dei Colli Trevigiani.
 
Dire fare mangiare. Appuntamenti per tutti i gusti
Attorno al programma di Casa Artusi, ruota una serie di altre iniziative, fra cui gli incontri programmati in piazzetta Berta e Rita. Ogni sera un'occasione diversa per incursioni del tutto particolari nella galassia della cultura del cibo: si comincia con il rito del tè marocchino, si prosegue con l'abbinamento rock inglese - pasticceria, e poi incontri sulla biodiversità e le erbe aromatiche, la presentazione dell'ultima fatica libraria di Graziano Pozzetto e del romanzo 'Annoiati dal successo” di Elisa Bedei e Giacomo Pini.
 
è qui la festa? Spettacoli in tutti gli angoli di Forlimpopoli
Come di consueto, le nove serate dell'artusiana offrono un ricco programma di spettacoli per tutti i gusti, disseminati in vari punti della città. Musica, danza e teatro avranno il loro spazio deputato nel 'Giardino delle Muse” presso la scuola elementare di via Vecchi: si apre il 20 giugno con il 'Gran bal folk”, per una scatenata fantasia di danze popolari, si prosegue la sera dopo con i Bevano Est, e via via, nelle sere successive si alterneranno rappresentazioni di fiabe, balletti, concerti di musica popolare e classica. Per gli amanti della musica irresistibile la rassegna 'On the rocks”, in piazza Trieste, che spazia dal reggae al blues, dal folk al rock, con incursioni nel teatro e nel fachirismo. Spettacoli di strada in  piazza Popilio e in via Veneto, dove ogni sera si esibiranno illusionisti, giocolieri, acrobati.

Da non dimenticare, poi, gli spettacoli per i più piccoli all'interno della rassegna 'Il palco dei ragazzi”, nel fossato della Rocca. Per gli amanti del folclore romagnolo c'è la rassegna 'Busso striscio lissio”, cinque appuntamenti da non perdere all'arena San Ruffillo, che per l'occasione si trasforma in una balera all'aperto. Gli appassionati di jazz, infine, troveranno musica per le loro orecchie dal 19 al 21 giugno, con la rassegna itinerante 'Artusijazz”.
 
I muri di Forlimpopoli, le storie dei menù, le bambole di Guerra, le mostre dell'artusiana
Anche l'arte ha un ruolo importante nella Festa Artusiana, con mostre a tema e non solo. Alla Rocca, nella sala mostre, si potrà visitare 'Forlimpopoli, i suoi muri e le sue facce” con gli acquerelli, i disegni e le chine che il pittore Pierluigi Baldelli ha dedicato alla cittadina.

A Casa Artusi, nella galleria e nella chiesa dei Servi, arrivano al 5° episodio le 'Storie di menù”, dedicate quest'anno a 'Pentole&Pollame”, mentre nella biblioteca gastronomica sarà allestita un'esposizione di oggetti di cucina che rappresentano la ricerca e il design di grandi aziende italiane: Alessi e Guzzini.

Nei torrioni della Rocca, invece, è allestita la mostra 'Viaggio con le bambole”, che espone gli arazzi stampati a mano  dalla storica bottega Pascucci di Gambettola sui disegni di Tonino Guerra. Sempre alla Rocca, nella sala del consiglio, invece, troveranno spazio i "capolavori" degli alunni dell'istituto comprensivo 'E. Rosetti” sul tema dell'alimentazione.