REZZANO DI CARPANETO (Pc) - Si assaggeranno mini porzioni dei singoli piatti, preparati da questi dieci chef e che saranno abbinati con i vini vincitori, in un contesto ambientale da fiaba grazie alle dolci colline della Val Chero dove è situata l'azienda Montesissa.
 
Il premio ai singoli chef e ai giornalisti, consiste nella consegna del 'Vinarello”, quadro d'autore su tela.

L'azienda:
In Val Chero, a pochi chilometri dal borgo medievale di Castell'Arquato e da Velleia Romana, nel territorio di Travazzano, nel cuore di una zona collinare che odora di fieno e di mosto, dall'800 la famiglia Montesissa alleva vigneti in località Buffalora, Case Ronchi e la Costa.

 La storia:
Il nome Montesissa è presente nel mondo della vinificazione da cinque generazioni, una tradizione secolare che si è evoluta e si evolve, guadagnando un meritato ruolo nel settore. Bartolomeo Montesissa acquistò i terreni aziendali nella seconda metà dell'800, terreni particolarmente vocati alla viticoltura, dai quali otteneva un ottimo prodotto consumato nella locanda di famiglia sita in Piacenza. Il figlio Luigi, seguendo e ammirando il lavoro del padre, ampliò l'azienda impiantando altri vigneti e vendendo le uve. Morendo prematuramente lasciò al figlio maggiore Francesco ed alla giovane nuora il compito di vinificare le pregiate uve di Barbera e Bonarda per dare vita al futuro Gutturnio classico Doc. Ma la svolta più significativa c'è stata con il lavoro di Gianluigi e Roberto, coadiuvati dalle mogli, che hanno affiancato alla tradizionale cura per il vigneto, le tecnologie della vinificazione e l'innovazione nella vendita in bottiglia. Da qualche anno i figli di Gianluigi e Roberto, Nicola Ilaria e Luca, proseguono con passione e dedizione la tradizione che continua da cinque generazione.

I vigneti:
L'elevata qualità dei nostri vini è strettamente legata alla competente gestione del suolo, basata su criteri di rispetto per l'ambiente ed alla grande sensibilità impiegata nel lavoro manuale della potatura e della vendemmia per esaltare, a scapito della quantità, la qualità delle uve prodotte. La forma di allevamento dominante è il Guyot semplice e le densità d'impianto va dalle 4.000/5.000 piante ad ettaro con una produzione media di 60/70 quintali.

La cantina:
Nella cantina, agli strumenti delle più avanzate tecniche enologiche, si trova affiancato il legno di botti, barriques e tonnaux, voluti dalla più antica tradizione per l'invecchiamento.

Per informazioni:
Osvaldo Murri
Cell +39 3481566949
osmurri@tin.it