FORLIMPOPOLI (Fc) - La promozione della cucina di casa, la riflessione su tradizione ed innovazione in cucina, la ricerca del vero in tavola, ovvero prodotti di qualità, ricette artusiane e ricette della nonna nei ristoranti della festa, saranno al centro della Festa Artusiana 2009.
La 13° edizione della Festa, in programma a Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi, dal 20 al 28 giugno 2009, prosegue così la riflessione sul cibo nel solco di una lunga tradizione, che affianca momenti di spettacolo a convegni di alto livello, con una formula ormai consolidata che la rende uno degli appuntamenti più amati dell'estate romagnola.

Durante i nove giorni di Festa, si alterneranno oltre 150 fra laboratori e degustazioni, una ventina di appuntamenti imperniati sulla cultura del cibo, più di 50 spettacoli di ogni genere (teatro, cabaret, concerti, performance di strada, e molto altro) oltre 30 ristoranti allestiti appositamente per la festa che si affiancano a quelli già attivi a Forlimpopoli. Per info: www.festartusiana.it, tel. 0543 749234.

 La cucina di casa, tra tradizione e evoluzione tecnologica
La Scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, il celebre ricettario scritto da Pellegrino Artusi, nacque in una cucina lontana anni luce da quelle del 21° secolo, con tecnologie radicalmente diverse. Ma sempre di cucina di casa si tratta. E proprio l'evoluzione della cucina domestica, dal gas al microonde, dal rame all'alluminio, sarà il filo conduttore della 13° edizione della Festa Artusiana. Come si innesta l'innovazione tecnologica sulla tradizione gastronomica? In che misura influiscono i nuovi strumenti del cucinare con la riproduzione fedele delle ricette delle nonne? Ne permettono la sopravvivenza o le trasformano profondamente? A queste domande si cercherà risposta non solo nel convegno di apertura dal titolo 'Artusi, le tecnologie, il design”, in programma sabato 27 giugno, ma anche durante i numerosi corsi di cucina che saranno allestiti durante i 9 giorni di Festa a Casa Artusi, il primo centro nazionale dedicato alla cucina domestica.

Il Vero in tavola
Giovanni  Ballarini, Presidente dell'Accademia italiana della cucina, avvia la riflessione al centro della Festa con la presentazione sabato 20 giugno del libro 'Il falso in tavola”, ultima fatica curata assieme a Paolo Petroni. La falsa cucina italiana si basa sull'imitazione di prodotti italiani, con preparazioni diverse da quelle tradizionali, pur utilizzandone (a volte storpiandone) il nome, in piena assenza sia del rapporto cibo-ambiente-tempo sia dei presupposti culturali e produttivi necessari. Nel convegno internazionale dell'Alto commissariato per la lotta alla contraffazione (fine 2007) è emerso che all'estero sono falsi 3 prodotti su 4, dato inquietante che si presume in crescita più che esponenziale. L'alimento va considerato in un quadro di filiera e di processo produttivo, dalla terra alla tavola: il prodotto, la trasformazione, la confezione, la conservazione, il trasporto, la vendita, la preparazione delle ricette. Ogni passaggio può essere oggetto di falsificazione. E il falso in cucina viene registrato anche in Italia e pertanto, da qui bisogna cominciare per correre ai ripari e effettuare un lavoro di grande civiltà: salvare la cucina italiana e, per la mission di casa Artusi, a partire da quella domestica che naturalmente ha un ruolo di grande impulso per la ristorazione e la produzione in generale.

Casa Artusi, il fulcro della Festa
Da due anni, il fulcro della Festa Artusiana è Casa Artusi, il centro di cultura gastronomica
dedicato alla
cucina domestica
italiana, inaugurato nel 2007. Anche quest'anno la Scuola di Cucina di Casa Artusi proporrà una serie di incontri didattici e di degustazioni. E se l'anno passato la cucina della Toscana è stata la protagonista assoluta, quest'anno sarà la volta del Veneto, lungo un percorso di riscoperta della cucina domestica che Casa Artusi porta avanti seguendo le orme di Pellegrino, il 'Garibaldi” della cucina nazionale.  Per la Regione Veneta, ospite a casa Artusi la mitica famiglia Boscarato che gestisce da generazioni l'Amelia a Mestre, luogo cult della buona cucina. L'obiettivo è ambizioso e nobile: rifondare la cucina di casa nella sua identità interregionale può infatti contribuire a modificare gli stili di vita, mettendo al centro il rispetto dell'ambiente  e del pianeta. Per info: www.casartusi.it .

Premi Marietta ad Honorem
Da qualche anno, ai Premi Artusi vengono affiancati i Premi Marietta ad honorem, riservati a chi, con modalità differenti, contribuisce alla diffusione della conoscenza della cucina domestica. I Premi Marietta ad honorem 2009 sono assegnati a personaggi tra loro molto diversi: Tullio Gregory, autore di ponderosi saggi filosofici, e ad Alba e Desolina (detta Lina) Milandri, due arzille signore che gestiscono da più di 40 anni la trattoria Passatore di Salbagnone (Fc). Tullio Gregory è noto per i suoi testi (generazioni di studenti si sono formate sul manuale di filosofia da lui curato insieme a Francesco Adorno e Valerio Verra) e per i meriti accademici. Gregory vanta  un curriculum di tutto rispetto: professore emerito di Storia della filosofia all'Università di Roma "La Sapienza” e attualmente direttore dell'Enciclopedia Italiana Treccani, ha insegnato anche alla Sorbona, ed è membro dell'Accademia dei Lincei. Ma Gregory è anche un gourmet raffinato ed esigente, che alla nouvelle vague della cucina preferisce i saperi dell'ars culinaria più tradizionali. Non a caso, qualche anno fa, per il Festival della Filosofia di Modena mise a punto una serie di ‘menù filosofici' imperniati sui più classici piatti emiliani.  Tullio Gregory terrà a Casa Artusi il lunedì 22 una lezione sulla storia del gusto. Del tutto diversa l'esperienza di Alba e Desolina (detta Lina) Milandri, rispettivamente di 81 e 85 anni, da sempre al timone della Trattoria Passatore, dove propongono piatti rigorosamente casalinghi, quelli insegnati loro dalla mamma Amedea: pasta tirata al matterello, carni arrosto cotte lentamente, involtini al sugo, dolci come la crema di mascarpone e i 'baracuclin”, la cui ricetta è arrivata nelle mani delle sorelle Milandri dalla casa dei Marchesi Paulucci di Calboli, proprietari di una grande villa a Selbagnone.