Tipicità, un trionfo per la passerella dell’enogastronomia marchigiana
Tipicità, la passerella dell'enogastronomia marchigiana e dei sapori della terra e del mare, ha chiuso i battenti facendo il pieno di presenze e di consensi. Le eccellenze enogastronomiche, le squisitezze tipiche di questa suggestiva terra, l'inventiva, la creatività, l'ingegno della dell'imprenditoria e dell'artigianato distribuite in un'area espositiva di circa 6.000 mq di superficie, articolata in tre grandi settori tematici.
Tipicità Marche Expò, destinato all'incontro professionale tra domanda e offerta; il Mercatino di Tipicità, un itinerario per il consumatore finale, lungo il quale ha potuto degustare ed acquistare specialità di nicchia direttamente dai produttori di olive ascolane, formaggio di fossa, ciauscolo, maccheroncini di Campofilone, lonza di fico, vino cotto, tartufi, vino, olio e salame di Fabriano; Tipicità Marche Tur: salone del turismo enogastronomco marchigiano, percorso espositivo legato ai territori di produzione delle più significative eccellenze marchigiane che, nell'occasione, hanno presentato proposte turistiche espressamente concepite.Una manifestazione per tutti i golosi e curiosi ma anche per i professionisti e i gourmet che in Tipicità hanno trovato un appuntamento con le tipicità dei monti, del mare e delle 'verdi colline rotolanti”, come la stampa anglosassone ha definito l'ondulata campagna marchigiana, pittoresca ed esclusiva, adagiata tra la dorsale appenninica e le spiagge adriatiche.
Una miriade di sapori, profumi, colori dai mille toni dalle mille sfumature, dal mare alla montagna, si sono incontrati: 300 gli stand, migliaia i visitatori che hanno ascoltato i produttori raccontare come preparano i formaggi, piuttosto che la pasta all'uovo o i salumi, i vini, gli oli e tutte le altre prelibatezze della nostra terra. Molto apprezzato anche l'inedito spazio made in Marche Gallery: in vetrina calzature, gioielli e cappelli. Una promozione globale di tutti i prodotti che il territorio marchigiano custodisce e che trovano in Tipicità il trampolino di lancio internazionale.
Soddisfatto, Saturnino Di Ruscio, il primo cittadino di Fermo che in collaborazione con la Camera di commercio di Ascoli Piceno e altri Enti e Associazioni del territorio organizza la manifestazione, giunta alla 17a edizione.
«Una manifestazione di nicchia – ha detto il sindaco - ma di livello nazionale, e di estrema importanza per promuovere il turismo e per pubblicizzare il made in Marche». «Anche quest'anno la Fiera conferma la bontà del format: un evento che si pone come luogo privilegiato di incontro e di scambio tra tutti gli operatori del turismo enogastronomico e le aziende di produzione tipiche del nostro territorio» ha aggiunto Angelo Serri, direttore storico, organizzatore e ideatore di Tipicità.
Dolci tipici
Fra le curiosità i dolci tipici della tradizione marchigiana sfornati dall'azienda Cintioli. Il Forno a legna Cintioli nasce, negli anni ottanta, con l'obiettivo di riscoprire le vecchie tradizioni dolciarie dell'Appennino Camerte. L'uso di ingredienti di prima qualità e il forno a legna tradizionale la rende una delle più tipiche del panorama marchigiano, riconosciuta anche dalla Regione Marche come artigianato della tradizione. La produzione, seppur limitata essendo prettamente artigianale, si concentra principalmente nella biscotteria.
Conosciuti anche per i dolci delle feste, soprattutto per la Pizza di Pasqua Dolce, ricca di spezie profumate e di canditi, presentata in varie trasmissioni televisive e citata anche dal Veronelli.
Alla scoperta di autentiche curiosità che riguardano le Marche
A margine della kermesse, un itinerario alla scoperta del territorio dei Castelli di Jesi, zona di produzione del celeberrimo Verdicchio Doc, con la visita alla sede storica della Cantina cooperativa Moncaro di Montecarotto.
Con 1.705 ettari di vigneti di proprietà aziendale, Moncaro vanta la produzione di vini di alta gamma che si attestano tra le eccellenze della regione. I punti di forza Moncaro sono rappresentati dalla produzione dei vitigni autoctoni; dall'utilizzo dei metodi di coltura biologica e senza l'uso di sostanze di sintesi; la classificazione dei vigneti in base alle loro caratteristiche pedologiche e microclimatiche.
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