Festival europeo del gusto in Istria In mostra le eccellenze meno conosciute
Un centinaio i produttori provenienti da oltre 15 regioni italiane e dal territorio sloveno e croato hanno partecipato al Festival europeo del gusto di Umago. Protagonisti i piccoli imprenditori che sono lontani dai circuiti della grande distribuzione e del mercato agroalimentare nazionale
UMAGO (ISTRIA) - Dal 4 al 7 dicembre si è tenuto a Umago, in Istria, il Festival europeo del gusto, ideato e organizzato dall'Associazione internazionale Borghi europei del gusto, in collaborazione con Italia del gusto e il giornale online Paesaggiritrovati. Una manifestazione che sin dagli esordi, questa del 2009 è stata la seconda edizione, si è posta l'ambizioso traguardo di portare alla ribalta e valorizzare le 'eccellenze minori”, i piccoli imprenditori che sono lontani dai circuiti della grande distribuzione e del mercato agroalimentare nazionale. Un centinaio i produttori provenienti da oltre 15 regioni italiane e altrettanti quelli del territorio sloveno e croato, che hanno incontrato 40 giornalisti della stampa specializzata, riviste e siti online, emittenti televisive italiane e straniere. Nella prestigiosa cornice dell'Hotel Sol Coral di Umago si sono tenuti 4 giorni intensi di tavole rotonde, incontri, degustazioni e dibattiti finalizzati a 'creare rete” e a far dialogare Istituzioni, aziende, ristoratori, albergatori e mass-media, per una vetrina improntata alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Comunicatori e giornalisti hanno, infatti, incontrato le piccole realtà dei Borghi europei del gusto di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Gulia, Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana, Umbria, per l'Italia; Croazia, Slovenia, Canton Ticino, Slovacchia e Germania per l'Europa.
Una serie di degustazioni, interviste in diretta, convivi e dibattiti hanno permesso ai giornalisti di incontrare produttori e ristoratori, in una non stop di grande interesse. I loro prodotti di nicchia hanno saputo conquistare tutti, in nome dell'alto livello qualitativo e della genuinità. Troppo spesso dimenticati, o forse semplicemente 'trascurati” dalle istituzioni, dai Consorzi e perché no, anche dalla maggior parte della stampa, queste piccole micro-imprese lavorano in silenzio con grande passione. Abbiamo gustato, infatti, la birra artigianale di farro dell'alta Garfagnana, l'aroma intenso dell'olio molisano di Colletorto, il pane croccante di Crocetta del Montello, nel trevigiano, lavorato da uno dei pochi fornai che non usa semilavorati, i pregiati salumi e il lonzino di Romagna, i vini del Collio e delle Marche, il prosciutto di San Marino. Con una menzione tutta speciale alle gustose specialità di Cervaro, dalla pasta con i ceci rigorosamente fatta a mano, al pecorino di Ciociaria; per continuare con la riscoperta del cavolo verde del canavese, l'asparago di Latisana, le specialità di San Canzian d'Isonzo, il salmone della Val Rosandra. E, in un ambito più internazionale, non sono mancati gli incontri con i vini di Ticinowine, e con Zigante, leader croato dei tartufi. Progettato da Giorgio Raimondi Della Barba, giornalista enogastronomo, il circuito Borghi europei del gusto annovera, attualmente, 40 Borghi italiani e 15 borghi europei e rientra in un progetto più ampio del Consiglio d'Europa. La scommessa finale, dunque, è quella di una valorizzazione del territorio europeo, attraverso le eccellenze in ambito enogastronomico e turistico. Infine, anche se solo rappresentative, erano presenti le realtà di Andalusia, Malta, Romania e Ungheria, a conferma della valenza e dello spirito europeo dell'intero circuito.


