Joanna SavillBisogna venire a Sydney per sapere che, per la prima volta al mondo, è stato dedicato un intero mese, quello di ottobre (che annuncia qui l'inizio della primavera), al cibo di tutto il mondo che è mantenuto ancora vivo dalle varie comunità che si sono insediate in Australia. The Sydney international food festival è iniziato sotto i migliori auspici perché tanta è stata la partecipazione dei ristoratori di tutte le etnie. Per saperne di più sono riuscita a intervistare la sua ideatrice, Joanna Savill (nella foto) a cui ho chiesto finalità, organizzazione e svolgimento.

Joanna Savill è un'autorevole giornalista australiana del The Sydney Morning Herald e dedica molto del suo tempo e spazio al mondo dell'arte culinaria (dagli anni novanta). Ha lavorato molto anche in televisione ed è stata ideatrice e presentatrice del programma The food lovers guide to Australia (Guida all'Australia per gli amanti della cucina) che è stato trasmesso anche in 20 altri paesi. è appena uscito un libro scritto, insieme a Simon Thomsen, dal titolo Good food guide 2010 (edito ogni anno a settembre), precedentemente ha pubblicato, insieme a Maeve O'Meara, il 'Lamingtons and lemongrass”, ricco di ricette di tutti i paesi del mondo: dall'Italia alla Cina, dalla Cambogia al Giappone ecc., in poche parole di tutte le etnie qui presenti. Lei, per lavoro, ha viaggiato spesso per il mondo e ha potuto cogliere ovunque, compreso l'Iraq sotto Saddam, che le cucine sono lo specchio del paese e che bisogna conoscerle e apprezzarle perché ci trasmettono qualcosa di speciale: cultura, tradizione e tutto il loro sapere.

Dato che in Australia non c'è una tipica cucina, ma ci sono molte cucine tradizionali mantenute in vita dalle varie comunità, le risulta quindi che ce ne sia una per ogni etnia?
Sì, ce ne sono moltissime, circa 50-60: tutte le asiatiche e sono molte, così le italiane, libanesi, greche, potrei continuare all'infinito.

Come le è venuto in mente di creare questo festival?
Il messaggio che volevamo dare, in questo festival, era quello che il buon cibo è disponibile a tutti sapendo bene che ha molta importanza il ruolo che hanno le varie comunità, i fornitori, i coltivatori e far capire che il tutto si lega alla sostenibilità, all'etica del cibo, allo slow food. Per trasmettere tutto ciò Sydney è il luogo ideale. Questo è il primo anno e devo dire che è stata una sfida che però alla fine ha dato i suoi frutti, infatti hanno aderito moltissimi ristoranti che hanno creato menu particolari per questo evento, a prezzi speciali (per esempio: let's do lunch: 1 pasto completo a 35 dollari). E poi le varie sezioni dal brunch, ai picnics, ai high tea, al sunday lunch, ai food and art, ai sugar hit e tutte le altre manifestazioni collaterali hanno riscosso una notevole partecipazione di pubblico.

Veder aderire 80 ristoratori qualificati che hanno partecipato con entusiasmo, promuovendo corsi di cucina, anche per bambini e prestarsi a insegnare il modo giusto di accostarsi al cibo, ad assaggiare e capire i gusti, è stata davvero una piacevole esperienza per tutti. Si stanno ancora contando i numeri, ma possiamo dire che sono affluite circa 300 mila persone durante tutto il mese di ottobre. I risultati sono stati ottimi e quindi stiamo già pensando al prossimo anno perché occorre molto tempo per organizzare una manifestazione del genere.

Come pensa di sviluppare ulteriormente questo festival?

Devo dire che dopo aver scritto la guida, il mio giornale ha sponsorizzato l'evento e l'intenzione è quella di continuare ogni anno invitando ogni volta un paese o un continente diverso. Quest'anno abbiamo invitato l'Asia, ma c'è l'intenzione di fare qualcosa di più esteso, perché il nostro progetto è attirare gente dall'estero per farla venire qui a Sydney, creando uno scambio, una sorta di collaborazione proficua che possa far crescere le persone. C'è bisogno di un dialogo tra cuochi, ma anche tra giornalisti di tutto il mondo che si occupano di cucina.

Consule Greppi (interprete), Carlo Petrini e Joanna SavillQuali contatti ha preso per organizzare la 'parte” dedicata all'Italia?
Insieme a Cira (Council of italian restaurants in Australina) presente a Sydney, abbiamo contattato la scuola di cucina di Colorno (Parma) Alma di Gualterio Marchesi e Slow Food. Il presidente internazionale di Slow Food ed ideatore di Terra Madre Carlo Petrini (al centro nella foto) è stato tra gli ospiti d'onore del festival ed all'Opera House ha tenuto una conferenza.

Non ci resta che ringraziare Joanna Savill; la sua disponibilità, gentilezza e cordialità ci hanno molto colpito. Da lei abbiamo capito quanto siano stati determinanti l'entusiasmo e la gioia nel voler affrontare una sfida così impegnativa e a portarla avanti con il prossimo The Sydney international food festival 2010.

Foto di: Valeria Simcic