La qualità del food made in Italy dipende anche dalle macchine
Inaugurata oggi a Parma Cibus Tec 2009, la fiera della meccanica agroalimentare. Il made in Italy non è solo il prodotto finale perchè se il nostro paese non avesse le macchine migliori del mondo, non sarebbe in grado di avere i prodotti riconosciuti da tutti come i migliori in termini di qualità
PARMA - «Il made in Italy non è solo il prodotto finale; se non avessimo le macchine migliori del mondo, non saremmo in grado di avere i prodotti migliori del mondo» ha dichiarato Umberto Vattani, presidente dell'Ice (Istituto per il commercio estero) nel corso della cerimonia di inaugurazione di 'Cibus Tec 2009 – Food Processing & Packaging Exhibition”, la fiera internazionale della meccanica alimentare. Oltre 650 espositori, provenienti da 21 Paesi e dislocati su una superficie di 50 mila metri quadrati, sono presenti alla manifestazione che andrà avanti fino a venerdì 30 ottobre. 35 mila i visitatori previsti, in rappresentanza di 20 mila aziende, e 250 delegati esteri provenienti da 34 Paesi. Nei quattro giorni della fiera si terranno 11 convegni e 120 interventi nelle 4 aree tematiche.
«Parma è la capitale morale del food – ha detto Franco Boni, presidente di Fiere di Parma – qui è nata nel '39 la prima rassegna europea agroalimentare, qui 25 anni fa è nato Cibus, qui c'è la sede dell'Efsa, l'ente europeo per la sicurezza alimentare».

A Boni ha fatto eco Giandomenico Auricchio, presidente di Federalimentare: «Cibus Tec va vista anche come tappa di avvicinamento a Cibus 2010, che si terrà a Parma, il prossimo maggio, che sarà un grande evento perché Cibus è la vetrina per eccellenza dell'agroalimentare italiano, tanto più importante in un momento in cui il settore è in difficoltà e l'export è fondamentale».
«I dati su questa edizione di Cibus Tec sono da record – ha aggiunto Pietro Vignali, sindaco di Parma – e le prenotazioni per Cibus 2010 fanno pensare che anche la prossima edizione di Cibus sarà da record. E Cibus è un patrimonio che non va disperso, come pure va evitata la moltiplicazione degli eventi dedicati all'agroalimentare. Serve una razionalizzazione del sistema fieristico, la specializzazione delle fiere, e la collaborazione sinergica con grandi eventi internazionali come Expo 2015».

