Il Sagrantino di Montefalco, il vino più rappresentativo dell'Umbria, torna dal 18 al 21 settembre ad essere protagonista del suo territorio con la 29a edizione della Settimana enologica-Sagrantino wine festival. Il programma, presentato a Roma dal sindaco di Montefalco (Pg), Valentino Valentini, dal presidente della Strada del Sagrantino, Mauro Colonna, da quello del Consorzio di tutela, Lodovico Mattoni, e da Fabio Taiti e Gabriele Ricci dell'Ais, prevede molti eventi enogastronomici articolati tra i Colli Martani e le foci del Clitumno, ma anche molti altri culturali,  artistici, cinematografici e musicali. «Il vino sarà declinato in tutta una serie di binomi interessanti con arte, musica, cinema, alta cucina, tradizioni e ambiente e con tutto ciò che può contribuire a promuovere e valorizzare non solo la produzione vitivinicola ma anche il territorio nel suo complesso, con le sue valenze economiche, ambientali, paesaggistiche, culturali e artistiche», ha promesso Valentino Valentini, che è anche presidente dell'Associazione del le Città del vino. 

Il travolgente successo del Sagrantino di Montefalco ha segnato la storia dell'enologia italiana. Difficile trovare un altro esempio di affermazione impetuosa di un marchio come questo che in pochi anni ha richiamato cospicui investimenti: i 100 ettari vitati del 2000 oggi sono diventati 660 e almeno 40 sono le etichette per in giro d'affari complessivo di 25 milioni di euro, senza contare l'indotto. Americani, svizzeri e tedeschi ne vanno pazzi, ma -sorpresa- secondo uno studio dell'Ismea anche 11 italiani su 100 lo conoscono e ben l'80% di essi lo ha degustato in terra umbra. Se di "miracolo Sagrantino" si continua ancora a  parlare, certo è che bisogna dare atto al coraggio del primo produttore storico, Caprai, che ha dato il via all'avventura valorizzando in chiave moderna i frutti di quel robusto vitigno nativo, dal Medioevo destinati alla produzione di  vino passito da Messa.

La svolta è poi stata consolidata dall'impegno dei produttori dei 5 comuni vocati - oltre a Montefalco, Bevagna, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi - nonchè dal serio piano di interventi del Consorzio per governarne la crescita e migliorarne la qualità. Con l'effetto-Sagrantino è cresciuta di pari passo la domanda turistica del territorio. Del resto il vino appartiene alla storia di Montefalco già da quando Plinio magnificava quell'uva robusta che chiamava "itriola", forse trisavola del Sagrantino. E quel vino vermiglio, "sacrantino" perchè sacro, è raffigurato in un affresco quattrocentesco di Benozzo Gozzoli proprio nella locale chiesa di San Francesco. In città sono state scoperte antiche vasche di vinificazione in un ex convento e le viti, alcune centenarie, crescono ancora nei vicoli medievali come arredo urbano.

Infine, omaggio alla storia, Montefalco è anche sede del Centrovini passiti italiani.Durante il Sagrantino Wine Festival sarà presentata alla stampa e al pubblico la nuova annata in commercio, il 2005. Con l'anteprima della Docg umbra e la tradizionale mostra mercato delle più importanti cantine ed etichette - Sagrantino Docg  anche passito, Montefalco Rosso Doc (Sangiovese e Sagrantino) e Montefalco Bianco Doc  (grechetto e trebbiano) sono in programma convegni dedicati a temi di grande attualità come il rapporto tra vino e salute e la tutela del paesaggio, concerti di musica classica, degustazioni guidate a cura dell'Ais, passeggiate anche in bici sulla Strada del Sagrantino, e incontri con altre eccellenze del territorio con 'Sapori a confronto a tavola”.

Attesissimi il "Sagrantino film festival" dedicato quest'anno a Vittorio Gassman e a Ninetto Davoli, e "Il Sagrantino disegnato", l'evento che ogni anno presenta un vignettista di fama internazionale chiamato a firmare l'etichetta dell'annata. Sarà l'abruzzese Tanino Liberatore, a lasciare un segno sull'annata 2005. Sono assicurati eventi per tutti i gusti ma attenzione: tra le priorità del comune di Montefalco c'è anche quella di onorare il suo vino promuovendone un consumo corretto e responsabile. Quindi degustazioni solo in calici di cristallo e, prudenza vuole, distribuzione gratuita di etilometri usa-e-getta.

Mariella Morosi