Si è ripetuto martedì 10 giugno il successo della cena medievale che conclude in festa le manifestazioni del "Maggio Rhodense". Nata da una idea del Club "Rho a tavola", tre anni fa, e realizzata con la determinante collaborazione della Famiglia Rhodense; la cena è già entrata nella tradizione della città con una sempre ampia partecipazione di cittadini. Erano infatti oltre 150 i cittadini che hanno riempito l'ampio salone della "Cascina al Pozzo" accogliente, prestigioso ed esclusivo circondato dal verde, con caratteristico cortile e pozzo, sito in Via Leopardi. La serata è stata aperta dalla sfilata dei componenti della Famiglia rhodense,  nei loro sfavillanti costumi che hanno riempito di colore il cortile , arricchito anche dai paludamenti dei componenti del Club Rho a tavola  e dell'Accademia dei "Bruscitt"  circolo enogastronomico di Busto Arsizio.

Aprendo la manifestazione, il presidente del Club Domenico D'Amico, ha sottolineato come sia «stata felice l'idea di concludere con una festa dedicata alle associazioni cittadine, il maggio rhodense che da alcuni anni è diventata  importante vetrina delle loro attività. Lo scopo della cena infatti non è solo quella di fare un tuffo nel passato - ha proseguito D'Amico - ma è soprattutto quello di far risaltare e valorizzare l'importante ruolo sociale svolto dalle associazioni nella nostra città».
La consegna degli Attestati di Partecipazione al Maggio Rhodense alle associazioni  sottolinea questo ruolo e soprattutto consente, per una sera, di vederle riunite in una unica occasione. Dopo D'Amico, è intervenuto Don Gian Paolo Citterio, che ha sottolineato come «il Maggio Rhodense nato sotto l'insegna di San Vittore,  Santo Patrono di Rho,  abbia saputo mettere insieme le molte facce della città da quella religiosa, a quella culturale, artistica, sportiva e sociale facendone un tutt'uno solidale e impegnato a rendere partecipe la comunità in tutti i sui vari aspetti. E' un segnale importante quello che viene dal Maggio Rhodense e dal mondo associativo della città. Un segnale di unità di intenti e di lavoro comune ed questa la parte che conta».
E' quindi intervenuto il presidente della Famiglia Rhodense, Adriano Mauri, che si è soffermato sul significato della cena  medievale,  facendo molti riferimenti storici e culturale sulla civiltà del cibo e sul valore che l'alimentazione ha sempre avuto nella vita e nel progresso dei popoli.
Terminata la presentazione dell'evento i partecipanti si sono apprestati a consumare la cena a base di "salumi varia particolarità e verdure - minestra di farro e maccaroni con ragù di selvaggina - cosce di galletto alle spezie e bocconcini di ovino in spiedino alla brace con patate e cipolle al naturale al forno e infine , come dolce, pane e miele. Il tutto annaffiato da vino rosso e bianco in caraffa. Negli intervalli fra una portata e l'altra, sono stati consegnati dall'Assessore alla Cultura, Roberto Giovanatti, gli Attestati di partecipazione al Maggio Rhodense alle diverse associazioni presenti e partecipanti alla serata conviviale. Lo stesso Assessore  ha rivolto il suo saluto di ringraziamento verso tutte le associazioni cittadine il cui lavoro, prezioso per la comunità, assume maggiore valore perchè frutto di impegno volontario e costante dei molti aderenti ai vari sodalizi.
La serata si è conclusa con la consegna di targa di plauso e ringraziamento ai titolari della splendida ed accogliente cascina, gentilmente concessa per l'occasione.

ROBERTO MORELLI