Gemellaggio gastronomico tra la Confraternita del Risotto della provincia di Pavia e quella della Panissa di Vercelli. Una nutrita delegazione di confratelli nel nome del risotto si è recata a Fontanetto Po (Vercelli) per degustare il tipico piatto vercellese nell'ambito di una riuscita rassegna gastronomica promossa in occasione della manifestazione itinerante 'Riso e Rose”. L'appuntamento culinario ha permesso alla Confraternita pavese di decretare la Panissa una sorta di  'piatto affine” al risotto: alla prima manca soltanto la mantecatura finale con formaggio o burro (è facoltativa). «Entrambi i piatti – ha spiegato il presidente della Confraternita del Risotto, Pietro Bolognesi – seguono la medesima proceduta di preparazione, Al contrario del risotto, dopo la mantecatura finale è indispensabile, nella panissa può anche non essere eseguita».

«Non a caso – ha aggiunto il segretario e giornalista gastronomo Paolo Calvi – la ricetta vercellese è di per sé già particolarmente ricca e gustosa perché contempla ingredienti come il salame sotto grasso e il lardo con cui si fa il soffritto iniziale. Potrebbe quindi non contemplare l'aggiunta finale di formaggio o di burro, come nel caso del risotto, dove invece è d'obbligo, perché il piatto risulta già armonico nel suo complesso e particolarmente nutriente e gustoso». I confratelli del risotto, dopo aver disquisito con i 'gemelli” della panissa sui contenuti e sulla preparazione di entrambi i piatti, fino a decretarli 'affini”, hanno quindi selezionato la migliore panissa cucinata in occasione dell'evento gastronomico, al cui chef è stato consegnato un riconoscimento per il piatto proposto. La trasferta in terra vercellese si è conclusa con la visita all'antico mulino della riseria San Giovanni di Fontanetto Po, l'unica testimonianza di azienda azionata, come in passato, dalla forza motrice dell'acqua.

Stefano Calvi