Degustazioni, concorsi ed eventi speciali legati al mondo del cinema accompagneranno un evento unico nel suo genere. E anche un 'film nel piatto”, cioè quattro serate dal menu particolare, che prevedono la proiezione di un film e la degustazione di un piatto a tema. Bologna ha ospitato dal 7 all'11 maggio il festival internazionale di cinema e cibo "Slow food on film", proposto dal movimento Slow food e dalla Cineteca del Comune di Bologna: 60 le proiezioni che accenderanno gli schermi di due noti cinema cittadini, il Lumière e l'Arlecchino, per un evento che da un lato guarda la memoria, dall'altro "combatte"  per un presente che preservi gusti e sapori della tradizione gastronomica italiana. Obiettivo, puntare a un pubblico trasversale che non sia solo di cinefili, e nemmeno solo di amanti della buona tavola: l'idea di lanciare a Bologna l'evento in grande stile è venuta al sindaco Sergio Cofferati e a Carlo Petrini, fondatore del movimento culturale Slow food.

La rassegna, in tono minore, era stata già testata a Bra (Cn) e vede tra gli ideatori e promotori Stefano Sardo (direttore artistico), Luca Busso e Luisa Grasso. Si parte con un omaggio alla rassegna emiliana, quella del recupero della civiltà dei sapori e dei mestieri (Storie di terra e di Rezdore), per poi dare voce alle battaglie, politiche e legali, anti McDonald's (McLibel - Il postino e la giardiniera che hanno sfidato McDonald's. E hanno vinto), e finire con un antidoto perfetto al fast food: la 'Polpetta del presidio”, ovvero una polpetta in umido da carne di vacca bianca modenese del presidio slow food, che si degusterà al Mambo, il museo di arte moderna di Bologna.

A inaugurare il festival Slow food on film un pranzo al centro sociale Giorgio Costa di via Azzogardino (poco distante dal cinema Lumière), con piatti della tradizione emiliana allietati dal canto delle mondine di Nonantola (Mo), a cui ha partecipato Luciana Littizzetto. Nel pomeriggio, al Lumière, la proiezione di Storie di terra e di Rezdore, documentario curato dalla Cineteca di Bologna sulla base del materiale girato nell'ambito del progetto 'Storie di terra e di Rezdore”. Se l'apertura non poteva che contemplare un pranzo, alla chiusura della manifestazione non poteva mancare una cena (presso la Biblioteca Renzo Renzi) con menu 'filologicamente corretto e gastronomicamente evoluto”, proposto da alcune tra le più importanti e qualificate osterie 'chiocciolate” emiliano-romagnole. Al Lumière è stato proiettato Il mondo perduto, riedizione digitale prodotta dalla Cineteca di Bologna dei dieci documentari girati negli Anni ‘50 nel sud dell'Italia da Vittorio De Seta.

Tra i tantissimi eventi in programma quattro focus d'autore dedicati ad altrettanti registi: si comincia con Otar Iosseliani che presenta, mercoledì 7 maggio, il suo Giardini in autunno e ripercorre in modo conviviale la propria carriera. Giovedì 8 la vera scoperta della prima edizione del festival: una selezione dei documentari girati nel Gargano da Elio Piccon negli Anni '60. Gli altri appuntamenti sono con Luciano Emmer e il suo documentario Le pecore di Cheyenne, ritratto della più giovane pastora italiana, e l'anteprima di Il mondo perduto, versione digitalizzata e rimontata dei documentari di Vittorio De Seta.