"Terre d'Acqua" e Slow Food per gli ecosistemi fluviali
Presentata al ristorante "Il Liberty" di Milano l'ultima nata tra le iniziative di Slow Food: "Terre d'Acqua" il cui numero zero si svolgerà nel nuovo quartiere fieristico di Rovigo (splendido esempio di recupero di archeologia industriale) il 7 e 8 giugno prossimi. Numero zero perché il primo Salone completo in tutte le sue tematiche è programmato per il 2010. Realizzata in collaborazione con la Regione Veneto, Terre d'Acqua è per il nostro Paese una vera primizia, infatti è dedicata a uno dei temi più affascinanti e ignorati: gli ecosistemi di delta, stagni e lagune.
è l'occasione per sensibilizzare il pubblico sulla precarietà degli equilibri del delta del Po (precarietà peraltro comune a tutti i grandi delta) e per far conoscere in modo divertente, ma qualificato l'affascinante e delicato ecosistema delle acque dolci. Terre d'Acqua farà riflettere sulle conseguenze tuttora presenti degli anni sciagurati in cui il sistema fluviale era considerato una comoda pattumiera, sullo stato di salute del Po e sulle sue prospettive di recupero e proporrà specifiche iniziative per promuovere valori e cultura di questo ambiente.
Il convegno "Alla ricerca del Grande Fiume" - in cui verranno discussi i risultati dell'omonimo progetto realizzato nel 2007 dall'Università di Studi di Scienze Gastronomiche e poste in primo piano le problematiche delle zone salmastre (per loro natura instabili) illustrando anche esempi di intervento - aprirà la manifestazione che proseguirà con i Percorsi del gusto: seminari dedicati ai vari ecosistemi delle terre d'acqua e alle relative economie, tradizioni e culture. Gran finale di ogni percorso sarà la degustazione dei prodotti tipici di quell'area. Nell'Area Mercato il visitatore potrà soddisfare il proprio lato gourmet con una selezione dei migliori prodotti delle zone salmastre italiane. L'offerta golosa sarà completata da un'Enoteca e da una rassegna di Microbirrifici, settore in cui il Veneto eccelle ed è considerato ai vertici mondiali.
Salvatore Longo

