Una giornata, quella del 17 maggio a Torino, dedicata ai vini passiti, partendo da quell'importante patrimonio enologico italiano che è l'Erbaluce di Caluso (To). Quarant'anni fa, nel 1967, venivano riconosciute, fra le prime denominazioni italiane, anche le Doc Caluso e Carema. Sono passati molti anni, e il mondo del vino si è radicalmente trasformato. Ma in questo lembo di terra a nord di Torino ci sono ancora viti a pergola, vignaioli che lavorano la terra da generazioni, produzioni fatte con passione e amore.

Per parlare di questo, ma anche del mondo dei passiti in generale, il Consorzio Tutela Vini Doc Caluso, Carema, Canavese organizzano il Simposio, a partire dalle ore 9 di sabato 17 maggio, presso il Centro Congressi Torino Incontra, Sala Giolitti, in via Nino Costa 8 a Torino. Si parlerà di evoluzione e prospettive nelle tecniche colturali in Canavese (Vittorino Novelli, dell'Università di Torino); dei progressi enologici per l'evoluzione dei vini di Caluso e Carema (Vincenzo Gerbi, Università di Torino); della gestione dell'appassimento e della vinificazione (Fabio Mencarelli, Università della Tuscia, Viterbo); degli aspetti fisiologici dell'appassimento delle uve da vino (Piero Tonutti, Scuola Superiore di Pisa, e Pabio Mencarelli, Università di Padova); di Sauternes (Valérie Lavigne, Université de Bordeaux 2).