Vinitaly supera se stesso. Il boom di operatori esteri ha caratterizzato la 42a edizione (4.300 espositori provenienti da 30 Paesi nel mondo), con presenze massicce dai cinque Continenti, ma con una partecipazione mai vista prima di cinesi e in generale di asiatici. Russia e Paesi dell'Est europeo in primo piano tra i buyer stranieri, ma anche dagli Stati Uniti, nonostante la riflessione del mercato americano, sono aumentati gli arrivi. «La rassegna - dichiara Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere - si chiude con oltre 150.000 operatori complessivi, dei quali più di 45.000 esteri, che rappresentano il 30% circa del totale, in aumento di quasi il 15% rispetto all'edizione del 2007». «Questo dimostra come Vinitaly sia sempre più un sistema di promozione integrato a servizio delle imprese» ha detto Flavio Piva, condirettore generale di Veronafiere.
 Fra le eccellenze italiane una nota particolare va riservata alla Lombardia, presente in forze a questa edizione. «Un grande successo, a testimonianza di come il nostro settore vitivinicolo sia credibile e qualificato. Lo spazio dedicato ai vini della Lombardia, secondo le prime stime, ha fatto registrare un incremento di presenze, rispetto al 2007, di oltre il 20%, consentendoci così di raggiungere i 100.000 visitatori». Questa la dichiarazione e il bilancio 'a caldo” tracciato da Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore regionale all'Agricoltura, sulla partecipazione della Lombardia alla rassegna veronese. «I segnali che giungono dai Consorzi e dai nostri produttori sono molto positivi - ha aggiunto. Al Palaexpo Lombardia è cresciuta soprattutto la presenza di buyer.
Una nota rilevante è quella dell'attenzione rivolta a Franciacorta, Oltrepò pavese, Valtellina, Valcalepio e ai vini del Garda, di San Colombano e di Mantova, da compratori asiatici provenienti in particolare da India, Cina, Singapore, Taiwan e Malaysa».

Estero, nuova linfa per il prodotto italiano e mercati in espansione
Record storico di presenze di operatori provenienti dall'estero per questa edizione di Vinitaly. Un visitatore su due si è rivelato straniero, con un aumento del 25% sul 2007 (quando gli operatori esteri totali furono 38mila da 102 Paesi), e sono stati oltre 2.700 i giornalisti accreditati da più di 50 Paesi. Il più grande salone mondiale dedicato ai vini e distillati sta registrando, anno per anno, un consenso sempre maggiore in termini di business per le aziende del settore.
Confermandosi così un efficace sistema integrato di promozione in termini di immagine e commerciale sui mercati mondiali, grazie anche al Vinitaly world tour in Russia, Cina, Giappone, India e Usa.
Un'organizzazione, quella dietro a Vinitaly, considerata patrimonio del sistema enologico internazionale, che permette un elevato numero di contatti commerciali. In aumento considerevole anche i buyer asiatici e sudamericani. L'interesse per il vino italiano viene testimoniato dagli operatori che partecipano anche ai numerosi focus che Vinitaly dedica ai mercati tappa del Vinitaly world tour.
Agli appuntamenti con i mercati di India, Russia (9-12 giugno), Usa (27-30 ottobre), Cina e Giappone quest'anno si è aggiunto il Brasile, sia per l'interessamento espresso da questo Paese per l'import dall'Italia, sia per l'attenzione che deve essere giustamente dedicata a un mercato di grandi dimensioni che si sta affacciando al consumo di vino.
La partecipazione ai momenti formativi organizzati quest'anno da Vinitaly evidenzia la voglia delle aziende vitivinicole italiane di orientarsi sempre più all'export, nella consapevolezza che al di fuori dei confini nazionali le opportunità per il prodotto italiano sono in continua crescita.

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Immagini da Vinitaly 2008











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