Presso lo Shanghai new international Expo centre a Pudong si è conclusa  la dodicesima edizione di Food & Hospitality China 2008, il più importante evento professionale di riferimento a livello internazionale che richiama operatori non solo dalle diverse province della Cina, ma anche da molti paesi limitrofi.
Significativi i numeri: 3 padiglioni, circa 800 espositori provenienti da ben 85 paesi, 21mila visitatori  per un mercato che, stando ai commenti degli organizzatori, non risente della crisi finanziaria mondiale soprattutto dopo le Olimpiadi e la prossima Esposizione universale del 2010 dedicata agli stili di vita del XXI secolo, un appuntamento che potrebbe dare un forte impulso all'interscambio bilaterale Italia-Cina.

L'Italia era presente con un padiglione completamente rinnovato, circa 90 espositori (seconda delegazione dopo quella spagnola) coordinati dall'Ice (Istituto commercio estero) con la partecipazione della Lombardia e la collaborazione delle Camere di commercio di alcune regioni italiane.
Il mercato cinese, seppur complesso, ha mostrato negli ultimi anni un notevole trend di crescita nel consumo di prodotti di qualità  e tutti quelli  del made in Italy agroalimentare hanno registrato un andamento crescente: dal vino (+177%), all'olio di oliva (+107%), dai formaggi (+175%), alla pasta (+70%) ed al caffè (+50%).
L'italia è al 27esimo posto tra i paesi esportatori con un valore complessivo di 70 milioni di euro ed una crescita di circa il 30% rispetto all'anno precedente, se si considerano solo vino, olio, pasta e cioccolato il nostro Paese sale al terzo posto.

Nello spazio istituzionale dell'Ice, per stimolare l'interesse dei consumatori e fare capire quali sono i valori e le pecularità della nostra produzione agroalimentare sono stati organizzati degli incontri tematici: pasta, vino, formaggi, olio d'oliva, caffe' e dolci ed uno dedicato al progetto 'Crossroad dove la tradizione lombarda incontra il gusto cinese”, una carrellata di ricette fusion per illustrare le modalita' di utilizzo dei prodotti lombardi sul mercato cinese.
I seminari sono stati organizzati dall'Icif (Istituto per la valorizzazione della cucina regionale all'estero) di Shanghai.  A Nanhui, l'Icif ha inaugurato il 4 dicembre con la partecipazione di numerose personalita' italiane e cinesi il complesso scolatico di ben 3.500 metri quadri completamente attrezzato, r iconosciuto dal Governo locale come la miglior scuola di settore di tutta la Repubblica Popolare Cinese.

L'Ice, presieduto da Maurizio Forte,  lavora su diversi fronti per promuovere i prodotti e la tradizione enogastronomica italiana puntando sugli opinion leader, sulla formazione di chef locali e cercando di creare un rapporto intenso e costante con gli importatori.
La promozione del cibo italiano non si è limitato a questa collettiva perche' l'Ice ha organizzato una serie di eventi itineranti a Fshanghai e nelle città vicine con lo scopo di accrescere l'interesse dei cibi italiani presenti nel paese ed una azione analoga e' stata intrappresa anche dai magazzini Metro.

In  Cina i ristoranti italiani sono circa 200, a Shanghai una ventina, e il loro tasso di crescita è elevatissimo: la  ristorazione diventerà, quindi, prossimamente un potente canale di vendita e di promozione dell'enogastronomia in aggiunta ovviamente al turismo, anch'esso in forte crescita. Inoltre Shanghai è una metropoli con 16 milioni di abitanti. è il primo porto commerciale al mondo e ha un reddito pro-capite molto alto rispetto alla media nazionale. è la città dove si seguono maggiormente le tendenze occidentali (moda, alimentazione) con una popolazione giovane e, spesso, benestante.

Piera Genta