Milano ha ospitato dal 16 al 22 ottobre scorsi 'Il Festival internazionale dell'Alimentazione”, primo vero appuntamento per l'inizio degli eventi che faranno da cornice all'Expo 2015. Ho potuto toccare con mano l'inizio di questo evento perché sono stato invitato in qualità di ristoratore a parlare di cibo in Piazza Mercanti, proprio sotto la Loggia. L'organizzazione di questo spazio chiamato 'Aperitivo alla Terrazza Expo Milano 2015” è stata affidata al Club di Papillon, e Marco Gatti e Paolo Massobrio sono stati i primi attori a occuparsi della parte enogastronomica di questo percorso che porterà all'Expo. Tutta la città, e non solo, è stata coinvolta, con manifestazioni presso l'Istituto dei Ciechi, Palazzo Reale e anche in piazza Duca d'Aosta, davanti alla stazione centrale, con  un momento dedicato al cioccolato. Ma la cosa che sorprende è stata la qualità dei momenti e delle varie realtà coinvolte: molte cascine milanesi, presenti a Morbegno con la Fiera dei prodotti della montagna Lombarda, tra cui il fantastico Bitto in testa, uno dei pochi formaggi che può stagionare anche dieci anni; Alba con il suo tartufo bianco, con un costo pari a 4.500 euro al kg, quasi impossibile da comprare; Roma con la sagra della Castagna a Rocca di Papa; Novara con la cultura e la filiera dell'acqua e le sue risaie, Pavia, Pesaro e Urbino e veramente tanti, tanti momenti che hanno un vero unico filo conduttore: il vino e il cibo italiano. Un filo che più della politica sembra unire nel suo percorso il nostro Belpaese: tant'è che domenica 19 ottobre, oltre 40 sindaci d'Italia insieme a varie personalità del nostro mondo e a Letizia Moratti, sindaco di Milano e commissario di Expo 2015, si sono incontrati per parlare di cibo.   

Questo può essere un vero percorso, utile per non ripetere i problemi già affrontati dall'operazione 'Forum della Ristorazione”, già ampiamente discussa su Italia a Tavola, e l'Expo 2015 potrebbe dare una scossa al Made in Italy dell'enogastronomia. E lo dimostra questa prima partenza del Festival dell'Alimentazione anche se, purtroppo, si è percepito come la politica sia già in affanno per costruire un vero progetto, mentre i cuochi, i ristoratori, i pasticceri, i salumieri, i vinai, le panetterie, cioè tutta quella gente che lavora per sostenere la propria azienda, ma che in realtà sostiene il nostro Paese, sono una risorsa per l'Expo. Quando ho parlato sotto la Loggia davanti a un centinaio di persone ho fatto riferimento alla memoria del gusto, alla storia dei piatti lombardi, ai missoltini o alla casseoula, al risotto giallo, con l'apoteosi di alcuni pugliesi presenti che quando ho raccontato della mia zuppa di fave con le cicorie mi hanno elogiato (essendo io nativo di Bari). Ecco anche questa è la realtà: Milano con la grande capacità di accoglienza è un crogiuolo di culture che fanno crescere la città. Ed è incredibilmente vero che il cibo unisce. Tanto.
In questo momento di crisi globale non voglio certo fare il filosofo, ma questo filo che unisce tutti noi, il cibo, il vino, sono la nostra storia, la memoria, il desiderio di mangiare bene e - legge permettendo - bere un bicchiere di vino.

Ecco, questo è un ulteriore messaggio che l'Expo può far proprio, un messaggio che potrà permettere ai tanti operatori di affrontare questo momento con un pizzico di speranza in più, con la speranza che la politica sappia cogliere questa opportunità di crescita, di accoglienza dei tanti turisti attesi, di informazione e di sensibilizzazione sui consumi e sulla sicurezza alimentare. I ristoratori sono parte in causa, hanno competenza e aspettano anche di essere coinvolti nella discussione e nell'elaborazione dei progetti per l'Expo.

Matteo Scibilia