Il prodotto tipico italiano è rinomato e molti turisti stranieri dichiarano che il buon cibo è una delle leve principali che fa scegliere l'Italia come meta per le vacanze. Ma le tipicità enogastronomiche del nostro Paese rappresentano anche un forte business, e sono molte le catene distributive estere che scelgono di importare i tesori della cucina tipica italiana.
Il riscontro si può avere a Il BonTà (Cremona 10-13 novembre 2007): le delegazioni di compratori europei invitati a Cremona e che rispondono entusiasti alla chiamata di quello che è oggi il punto di riferimento fieristico del settore sono ogni anno più numerose. Francia e Russia si sono dimostrate sin da subito interessate alla manifestazione, tanto da avere richiesto nella passata edizione molti appuntamenti organizzati con i produttori presenti. Quest'anno è il turno di Spagna e Inghilterra che, invitate a visitare la rassegna con proprie delegazioni di compratori, stanno valutando una massiccia partecipazione.
In arrivo quindi un'impennata dell'export del prodotto tipico di qualità? E' quello che si augurano le oltre 300 piccole e medie imprese provenienti da tutta Italia che cercano ne Il BonTà una nuova strada commerciale verso l'Europa. Un'Europa golosa delle specialità italiane: si concentra infatti nel vecchio continente la maggior parte delle esportazioni italiane del settore (oltre il 70% del totale).
Dolce come il miele
Con 400 grammi pro capite all'anno non si può dire che gli italiani siano oggi dei gran mangiatori di miele, ma indubbiamente la cultura sul 'nettare degli dei” sta crescendo. Inoltre con la cultura sui consumi, nell'ultimo anno hanno segnato una ripresa nel settore. Questo anche perché l'Italia è l'unico Paese al mondo che può vantare moltissime varietà di mieli pregiati, dall'acacia (il più amato) al castagno, dall'eucalipto al girasole, agli ottimi millefiori.
Un giro d'affari, quello del miele, che muove oltre 60 milioni di euro per una produzione nazionale che supera abbondantemente le 14 mila tonnellate.
Sono in Lombardia, in Emilia Romagna e in Piemonte che si trovano i maggiori apicolori nazionali (in Italia sono oltre 50.000) e hanno un bel da fare: sono infatti più di un milione gli alveari destinati alla produzione e sono abitati da ben 55 miliardi di api! Un patrimonio ricco che va difeso dagli attacchi dei produttori esteri, che si affacciano con sempre maggiore insistenza sul mercato nazionale. Ancora una volta è la Cina che spaventa, essendo uno dei maggiori produttori mondiali, ma con una qualità che nulla ha a che vedere con il miele italiano.
Proprio con il fine ultimo di promuovere e diffondere sempre più la cultura del nostro prodotto tipico di qualità, nell'ambito della manifestazione cremonese, si terrà un concorso che coinvolgerà gli oltre 150 apicoltori della provincia e che premierà il miele più buono di tutto il territorio.
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