Sono stati oltre 20mila, di cui il 20% esteri, i visitatori della prima edizione della Mostra professionale dell'alimentare di Fiera Milano al quartiere espositivo di Rho. I 1.200 espositori sono così stati premiati da un afflusso di pubblico significativo, non solo in termini quantitativi ma soprattutto in termini qualitativi.

 «Abbiamo cercato di caratterizzare e distinguere Tuttofood – ha affermato Ernesto Calaprice, amministratore delegato di Sifa, organizzatrice della mostra - con tre elementi: qualità del visitatore, innovazione e soprattutto internazionalità. Un'internazionalità testimoniata dal grande numero di buyers esteri, che si sono aggiunti a quelli nazionali, che hanno visitato la mostra, in rappresentanza di catene della grande distribuzione e ristorazione.

Fiera Milano, come di consueto, ha avviato un'indagine conoscitiva per valutare il grado di soddisfazione delle imprese presenti alla manifestazione al fine di rendere la prossima edizione ancor più rispondente alle esigenze degli addetti ai lavori. Le prime schede pervenute sono altamente confortanti e confermano il 'concetto” di Tuttofood. Non dimentichiamo, poi, che la valorizzazione di questa mostra è fondamentale per il successo dell'Expo del 2015 che proprio come tema ha scelto l'alimentazione del mondo».

Come sarà il cibo del futuro

Cibo cosmetico, cibo molecolare, cibo solare, cibo bioeco-efficiente, cibo interattivo, mediatico, olistico, caritatevole, divertente…in un parola: cibo del futuro. Un futuro che è già parte della nostra vita quotidiana. Ecco il food fantascientifico che, in 30mila metri quadrati su quattro padiglioni, la Fiera di Rho-Pero ha presentato sul palcoscenico dei prodotti alimentari di qualità che fanno tendenza.

 Presente il cioccolato interattivo con il codice a barre non solo commestibile ma che consente al consumatore di conoscerne storia, provenienza e caratteristiche del cacao, abbinamenti giusti, proprietà nutritive e caratteristiche della lavorazione. Ma Nebo Next Food – il futuro realizzato con la collaborazione di Nemolab e Food Design Studio – ha proposto altri esempi di food innovation come l'Happy pig, cioè prosciutti e salami che diventano chips da degustazione tramite un processo di disidratazione senza perdere sapore. Oppure il Fizzy Fruit, un prodotto che rende effervescenti pere, pesche e fragole. Non sono mancati i fusilli al bubble-gum e la bilk, trovata giapponese che associa birra e latte.

Per gli ecologisti ha debuttato il Pack Food, il cibo con una confezione commestibile e zero produzione di rifiuti. A impatto zero (o quasi) anche il Green Friendly Food, il cibo bioeco-efficiente prodotto a basso impatto eco-energetico. Per chi vuol risparmiare, ecco il Recicly Food, il cibo riciclato, fatto con alimenti scaduti, ammaccati, buttati, per ridurre lo spreco. E' un tuffo nella rivoluzione dei 'codici a barre” già avviata in Giappone e in Cina dove quasi tutto è 'taggato”. McDonalds, per esempio, ha inserito il codice sulle confezioni degli hamburger per consentire ai consumatori di visualizzare sul telefonino i valori nutrizionali del pasto.

Innovazione, ricerca e sviluppo sono le parole chiare che hanno connotato invece l'ottavo Congresso di scienza e tecnologia degli alimenti (Ciseta), sempre a Tuttofood. Al centro del dibattito l'analisi del mercato alimentare considerato in termini di cambiamenti dei consumi, innovazione e sicurezza degli alimenti. Una speciale attenzione è stata dedicata quest'anno ai prodotti funzionali e ai cibi pronti. Il presidente dell'Associazione italiana tecnologie e scienze alimentari, Sebastiano Porretta, ha affermato in proposito che < il consumo dei prodotti funzionali sembra essere il segmento più trendy, cioè più seguito dal consumatore, non solo in termini di moda ma propio perchè oggi c'è una maggiore attenzione verso una corretta alimentazione>
m.f.