Bilancio positivo. Organizzazione e aziende soddisfatti. La kermesse milanese ha chiuso i battenti con 35.000 visitatori, superando tutte le attese. Notevole la presenza dei buyer stranieri che testimoniano la crescente internazionalizzazione dei canali vino e bar. A coinvolgere tutta l'Italia, la prima edizione del MiWine Bar Tour, master italiano dedicato alla distribuzione del vino al bar.
Le 35 mila presenze di visitatori, di cui il 20% provenienti dall'estero, hanno superato le attese per la seconda edizione di MiWine, la Fiera professionale del vino e dei distillati organizzata da Sifa, la società controllata al 100% da FieraMilano Spa in collaborazione con Regione Lombardia, Ice e Camera di Commercio di Milano. Un clima di soddisfazione si è respirato direttamente tra gli espositori che nei tre giorni hanno preso contatti molto qualificati su cui costruire il business. Gli organizzatori Ezio Rivella e Piergiacomo Ferrari non hanno mancato di segnalare che «MiWine ha attirato i più qualificati buyer stranieri in rappresentanza di oltre 45 Paesi, dagli Usa alla Cina, dal Nord Europa al Sud Est asiatico». Sempre alla kermesse milanese si sono disegnate le linee guida per il futuro, anche grazie all'accordo tra FieraMilano e l'associazione Progetto Vino, che riunisce i 54 produttori di punta italiani, da Ambrogio e Giovanni Folonari ad Antinori, da Frescobaldi a Tasca d'Almerita, Donnafugata, Gancia, Pio Cesare, Banfi, Masi e Cavit per citarne solo alcune. L'obiettivo è studiare il comparto vitivinicolo e dare indicazioni e soluzioni utili al suo sviluppo e alla sua internazionalizzazione con il supporto scientifico dell'Osservatorio marketing del vino di Sda Bocconi. La manifestazione si è chiusa ma non si è fermata: fino al 20 giugno in Lombardia (Valtellina, Oltrepo Pavese, Franciacorta e Valcalepio), in Puglia, in Maremma e in Sicilia hanno avuto luogo gli Enotour attraverso i quali i buyer e i giornalisti stranieri sono andati alla scoperta dei territori e delle aziende vitivinicole italiane.
m.f.