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Guerra in Iran, primi effetti sui conti delle famiglie: rincara la mozzarella?
La mozzarella di bufala campana Dop affronta l’aumento dei costi energetici e logistici legati alla crisi nel Golfo. Il Consorzio segnala rischi per produzione ed export, già pari al 35% del totale
La filiera della mozzarella di bufala campana Dop si trova a fronteggiare una fase di forte pressione legata all’incremento dei costi di produzione e alle conseguenze indirette della crisi nel Golfo, con particolare riferimento al contesto iraniano. A pesare sono soprattutto le dinamiche energetiche e logistiche, che stanno incidendo su più livelli del sistema produttivo. Il tema è stato al centro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, riunitosi nelle ultime ore per analizzare l’evoluzione della situazione e le possibili ricadute sul comparto e, a cascata, sulle famiglie qualora la situazione dovesse portare ad un aumento dei prezzi al consumo.
Energia, logistica e confezionamento sotto pressione
Secondo quanto emerso dal confronto interno al Consorzio, gli aumenti riguardano tutte le principali voci di costo della filiera. In particolare, energia, trasporti e materiali per il confezionamento stanno registrando incrementi significativi, con il gas che ha toccato punte vicine al 70%. La combinazione di questi fattori sta determinando un progressivo irrigidimento dei margini produttivi, in un contesto già segnato da instabilità sui mercati internazionali. Una condizione che, secondo gli operatori, rischia di rallentare investimenti e programmazione industriale.
Export e scenari internazionali
La mozzarella di bufala campana Dop aveva chiuso il 2025 con un andamento positivo, registrando una crescita del 3,35% e una produzione pari a 57.584 tonnellate. Una dinamica che, tuttavia, rischia di essere condizionata dalle nuove tensioni sui costi e sulla logistica internazionale.
Particolare attenzione viene riservata ai possibili effetti sulle esportazioni, che rappresentano circa il 35% della produzione complessiva. Le criticità legate al trasporto aereo, in particolare l’allarme cherosene in alcuni scali, potrebbero incidere sulle spedizioni verso mercati extraeuropei, compresi gli Stati Uniti, già interessati da dazi e tensioni commerciali. Il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, ha sottolineato come il quadro attuale rischi di vanificare i risultati ottenuti negli ultimi anni: «Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa seriamente non solo per il contesto umanitario, ma anche per le conseguenze economiche».
Prezzi, distribuzione e prospettive della filiera
Il tema dei costi si riflette anche sulla fase finale della filiera. Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, ha richiamato la necessità di un confronto con la distribuzione per evitare dinamiche al ribasso che possano compromettere la sostenibilità del prodotto.
«È necessario un dialogo nuovo con la distribuzione per evitare scelte che minano la competitività della nostra Dop» ha osservato Saccani, evidenziando come l’aumento dei costi lungo tutta la catena produttiva possa tradursi in un inevitabile adeguamento dei listini. Un passaggio che, secondo il Consorzio, avrebbe l’obiettivo di garantire la continuità produttiva e preservare la qualità distintiva della mozzarella di bufala campana nel mercato nazionale e internazionale.

