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La pizza e il prosecco conquistano Napoli: grande evento con i maestri pizzaioli
La Gioiosa celebra a Napoli, a Palazzo Petrucci, l’incontro tra prosecco e pizza napoletana con maestri pizzaioli e protagonisti della ristorazione. Un evento che unisce tradizione, convivialità e innovazione made in Italy
Duemilacinquecento anni fa. Insomma, non proprio ieri mattina! Duemilacinquecento anni fa una sirena di nome Parthenope, sapete come sono fatte queste sirene, volle fondare una città che doveva essere bella e misteriosa quanto lei. La fondò e, quando un pizzico di narcisismo non guasta, allorquando si trattò di dare un nome a questa sua creatura, gira e rigira, pensa e ripensa, alla fine la chiamò con il suo nome: Parthenope la sirena fondatrice, Parthenope la città.
Il sogno di un brindisi tra prosecco e pizza
Si trattava di brindare a tale evento. Ci sarebbero voluti, ma non c’erano, un buon prosecco nell’appropriato calice e una buona pizza cotta nel forno a legna. Il problema era uno e bino. Non erano ancora stati inventati né il prosecco né la pizza. Rassegnazione dell’istante e però, a corroborare il tempo che passa, perenne l’anelito, arrivare a vedere quel giorno, arrivarci in forma splendida, in cui il prosecco si abbraccia alla pizza. E passano i millenni.
Napoli tra musica, ospitalità e tradizione
Così, alla memoria ricorrendo, sovviene che c’è il Vesuvio e allora ci costruiamo la funicolare. E c’è quella cosa fatta di suoni armonici e la chiamiamo musica e ci inventiamo la posteggia, cioè la serenata: quanti amori! Giusto per far cantare gli dèi, inventammo il mandolino.
Per innato senso di ospitalità, furono bene accolti i Normanni, gli Angioini, i Borboni. Gli spagnoli edificarono i Quartieri Spagnoli. E noi ai Quartieri Spagnoli ci abbiamo messo il murale del dio della palla: Maradona.
L’arte della pizza margherita e l’Unità d’Italia
Dopo il bello, volemmo un bello ancora più bello: la giunzione meravigliosa tra mare e terra: facemmo Marechiaro. In scena, il generale Garibaldi e re Vittorio; Re Vittorio e i Savoia.
I Savoia in visita a Napoli. La Regina Margherita che desidera la pizza. La pizza che prende il nome dalla regina: la pizza margherita. E fermiamoci qui.
Dalla leggenda all’oggi: l’incontro tra prosecco e pizza napoletana
E ancora altri centocinquanta abbondanti e siamo ad oggi. Nel frattempo, cosa recente rispetto a quando la sirena Parthenope fondò Partenope, in luoghi distinti e distanti, erano stati inventati sia il prosecco che la pizza. Ed eccoci alla data fatidica, e di anni ne sono trascorsi 2500. Il 7 settembre La Gioiosa, storica azienda della famiglia Moretti Polegato che da generazioni interpreta l’arte del vino nel cuore delle colline trevigiane, ha celebrato a Palazzo Petrucci a Posillipo, l’incontro tra la sua creatura prosecco e la pizza napoletana.
La Gioiosa e il valore del prosecco
La Gioiosa, fra i primi cinque marchi di prosecco al mondo, ha così voluto raccontare e valorizzare l’evoluzione dell’abbinamento prosecco-pizza, che si conferma tra le tendenze più dinamiche e in crescita della ristorazione contemporanea.
Si apre parentesi: perché il nome La Gioiosa? La Gioiosa rende omaggio all’antica definizione della provincia di Treviso, “Marca Gioiosa et Amorosa” per la fertilità della terra e lo stile di vita piacevole e conviviale degli abitanti. Si chiude la parentesi.
Le parole di Giancarlo Moretti Polegato
Giancarlo Moretti Polegato, Presidente del Gruppo vinicolo di famiglia ha commentato: «Il prosecco è un vino dalla straordinaria versatilità, capace di accompagnare con eleganza e leggerezza anche un piatto iconico come la pizza, con cui condivide la stessa vocazione alla qualità e alla convivialità. L’abbinamento tra prosecco e pizza rappresenta oggi un binomio di eccellenze che si afferma come ambasciatore del Made in Italy nel mondo, offrendo un’immagine autentica, moderna e inclusiva della nostra tradizione enogastronomica.»
Un evento tra pizzaioli, chef e gastronomi
La serata si è aperta con una masterclass dedicata ai vini La Gioiosa e, a seguire, un incontro che ha visto la partecipazione del Presidente del gruppo, Giancarlo Moretti Polegato, insieme ad alcuni protagonisti del mondo della gastronomia e della ristorazione, tra cui: Gino Sorbillo, Luciano Pignataro, Antonio Sorrentino, Giuseppe Napoletano, Antimo Caputo e Massimo Buli.
Ad arricchire l’evento le creazioni di grandi maestri pizzaioli, capaci di unire esperienza e visione internazionale: Giorgia Caporuscio, André Guidon, Davide Civitiello, Paolo e Daniele Salvo, e Davide Ruotolo. La chiusura della serata è stata affidata al taglio di un panettone da 20 kg realizzato da Flamigni con le bollicine La Gioiosa, che ha suggellato l’incontro tra sapori, territori e culture.
Tradizione, convivialità e innovazione
Con questo evento, La Gioiosa ha rinnovato la propria vocazione a farsi ambasciatrice di uno stile di vita che celebra le eccellenze italiane e la gioia dello stare insieme, confermando il valore di un marchio capace di unire tradizione, innovazione e visione internazionale.
Vedi, cara sirena Parthenope, a sapere attendere?!


