Progetto europeo
Aristoil Plus, un sigillo per riconoscere l'olio Evo sano e di qualità
Si è tenuto a Roma l'incontro per tracciare un bilancio sul progetto di cooperazione tra Italia, Grecia, Spagna e Montenegro, nato con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sui metodi di produzione dell'extravergine
Nell'ottica della relazione tra bioattivi alimentari e salute, l’olio extravergine di oliva si conferma come prezioso alimento con proprietà salutari nella prevenzione delle malattie. Ma non tutti gli oli sono uguali e non tutti sono nutraceutici se non hanno particolari caratteristiche, in special modo legate ai polifenoli. È necessario lavorare meglio sulla qualità e quindi sul processo di raccolta e di trasformazione.
Va in questa direzione il progetto di cooperazione europea "Aristoil Plus. Oltre il biologico, oltre l'extrarvergine” coordinato dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in collaborazione con Svi.Med. Onlus e portato avanti da organizzazioni di quattro Paesi: Grecia, Italia, Spagna e Montenegro. Positivo, un anno dopo il suo avvio, il bilancio di questa iniziativa rivolta a un Cluster di aziende olivicole mediterranee, riunite sotto la sigla “Med Healthy Olive Oil” con la mission di aumentare la consapevolezza sui metodi di produzione dell'olio EVO e nello stesso tempo di accrescere quella dei consumatori sui suoi benefici salutistici.
Aristoil Plus e il sigillo di qualità
Aristoil Plus, evoluzione e integrazione del primo progetto Aristoil già attuato tra il 2016 e il 2020, ha riunito a Roma tutti gli attori della filiera in due sessioni svoltesi nella Sala Protomoteca e nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio. I risultati e le prospettive del progetto, che sarà esteso anche ad altre realtà europee, sono stati al centro del dibattito, moderato dal giornalista Stefano Carboni, con numerosi interventi dei partner internazionali, degli associati e dei produttori membri del Cluster. A conclusione del summit sono stati premiati i produttori che hanno accettato la sfida di un'ulteriore affermazione salutistica del loro prodotto. Nell’occasione è stato illustrato il funzionamento dell’Aristometro, strumento innovativo per massimizzare il contenuto di polifenoli nell’olio che insieme ad un decalogo di buone pratiche consentirà di poter produrre un EVO particolamente benefico. È stato calcolato che soltanto gli oli con 500mg/kg di polifenoli possano essere considerati nutraceutici. Sarà una speciale fascetta ad indicare sullo scaffale gli oli con i parametri previsti, un vero e proprio sigillo di qualità.
Il punto di vista delle Città dell'Olio
Il presidente delle Città dell'Olio Michele Sonnessa ha ringraziato il Comune di Roma, associato da qualche mese alla rete, per l'ospitalità in Campidoglio e l’UNAPROL con il suo presidente, David Granieri, partner insieme all’ICQRF (Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura, rappresentato dalla dottoressa Stefania Carpino. Tra gli altri sostenitori di Aristoil Plus anche la Società Campana Beni Culturali (Scabec Spa), l’AIRO, Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio e il comune molisano di Larino. Tra i partner internazionali, le organizzazioni già coinvolte nel precedente progetto, tra cui GECT EFXINI POLI, capofila, GR – SVIMED – Centro Euro-Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, Ragusa, IT – CCSEV – Camera di Commercio Ufficiale dell’Industria e della Navigazione di Siviglia, ES – VALDANOS – Associazione per l’olivicoltura regionale sostenibile.
«Tutti insieme - ha detto Michele Sonnessa - abbiamo lavorato per poter costruire una rete, composta da produttori e consumatori, per promuovere e realizzare l’olio extravergine di qualità. Ma il percorso è appena iniziato con il coinvolgimento di 4 regioni-campione (Campania, Lazio, Molise e Toscana) e l’idea è quella di portarlo avanti. Salute e qualità dell’olio non possono essere tra loro disconnesse, come parte di uno stesso percorso culturale e sostanziale che trova la giustificazione negli studi scientifici che ci parlano dei suoi benefici. Le 49 Dop e Igp italiane riguardano il 4% del mercato, ma se lavoriamo nell’aggiungere il claim sulla salute e sulla nutraceiticità del prodotto, forse riusciamo a convincere il consumatore a sceglie quello che fa bene alla salute. Nello stesso tempo si tutela il patrimonio olivicolo da trasmettere alle future generazioni, oltre che l'ambiente e il paesaggio. Sono tematiche che la nostra Associazione sta portando avanti con grande impegno e siamo felici di aver trovato altri partner disposti ad impegnarsi per tracciare degli obiettivi futuri concreti».
Serve cambiare modo di consumo
Per Emilia Arrabito, direttore Svi.Med.Onlus, questa è la via da percorrere per cambiare il modo di intendere e di consumare l'olio, anche se impegnativa. «Ma sarà possibile - ha detto - solo attraverso un lavoro di tutti per una progettazione partecipata che possa dare un'anima al Cluster di aziende. Questo incontro ha dato risposte importanti e tutti i players del settore hanno dimostrato di collaborare».
Cosa devono fare le aziende?
Ma quali sono i requisiti di un'azienda che voglia impegnarsi a dare al loro prodotto questo valore aggiunto non solo economico ma fortemente salutistico? Per Matteo Nutini, giovane olivicoltore di Certaldo (FI), tra i premiati, non servono grandi capitali. «Mi sono avvicinato ad Aristoil Plus - ha detto - perchè questo progetto va verso i valori in cui abbiamo sempre creduto per la nostra micro-produzione di olio, di cui io, e ora che sono divenuto padre il mio bambino, siamo i primi consumatori. Curiamo in biologico i nostri alberi centenari delle tipiche varietà toscane: frantoio, leccino, moraiolo e pendolino e cerchiamo di tutelare anche l'ambiente e il paesaggio. Inoltre, questo progetto mi ha messo in contatto con altri produttori con uno prezioso scambio reciproco di saperi e di buone pratiche».


